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Leonardo Moro

Poesie per Francesca
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Poesie per Francesca   

1. Vestiti

 

ti infili i vestiti e

esci.

sta mattina ho scritto qualche

verso prima di uscire

per andare da qualche parta. 

 

ti infili i vestiti e

esci.

io resto a letto. sta mattina non

riesco a scrivere niente di buono.

 

- stai pensando a lei  ? - mi chiedi

- no, che stronzata è questa – dico

lo sappiamo tutti e due chi ha ragione,

lo so a quello che vai incontro.

 

mi siedo sulla finestra e guardo la gente

giù in strada. sembra quasi che la vita continui.

sempre.

 

 

2. Quella che ho conosciuto io

 

butto la cicca nel water,

poi mi metto una canottiera, 

che questo posto è gelato.

mi sono da poco fatto una doccia.

gli alberghi sono tutti uguali,

stanze e stanze che non significano

niente, ma sanno raccontare molte

storie.

 

sarai là fuori, impegnata con la tua

vita e nemmeno un ( mio ) solo pensiero

ti sfiorerà, perché questo è il prezzo della

perdita. lacera dentro, anche quelli come noi

due. sarai là fuori, vecchia Fra, e avrai da fare le

tue cose, i tuoi mille giri, sarai in compagnia,

questo già lo so. significa poco quello che ho fatto

per te, adesso.

 

tutto perde di significato dopo che i giorni

diventano mesi, dopo che le notti alcoliche

devono finire, perché è da scemi dimenticarti

così. perché è da scemi non capire che stavi

meglio con il vecchio X. 

spero che ancora saprei sorprenderti per le grandi

cose, quelle che ti piacevano tanto.

spero che sarai ancora la stessa. quella che ho conosciuto io.

 

 

3. Solo qualche ora ancora

 

-  non lo so. forse medicina, se poi non mi prendono, ctf.

   città ?. milano, poi sento anche le mie amiche, loro vanno

   tutte a perugia. mi piacerebbe anche firenze - dice Fra. 

-  vedrai che ti prendono sicuro a medicina, stai tranquilla - dico

 

siamo da catarinelli, seduti a bere qualcosa.

tra un po’ la riaccompagnerò fino a casa e la

bacerò.

domani è natale, mi sembra che le cose vadano

bene, lei ha capito che può stare senza X. io ho capito

che non conta andare con tutte. basta trovarne una

che abbia il coraggio di buttarsi ad occhi chiusi.

senza tremare.

ancora non c’è spazio per la realtà, per il domani,

ancora non c’è spazio per il nostro finale, abbiamo ancora

qualche ora di felicità.

 

4.  Perdi l’amore, oggi.

 

treni merci in disuso in una qualche stazione

affollata in un qualche giorno di dicembre.

perdi l’amore, oggi.

perdi quello che eri.

sei solo nel tuo letto,

senza poesie e senza preghiere. non servono tutti i poeti e

tutti gli scrittori di questo mondo, sarai solo questa notte, amico,

e potrai disperarti quanto ti pare.

tirati su domani mattina, se ce la fai,

arriva fino in bagno e apri le finestre,

magari dentro avrà smesso di piovere.

 

5. Scendi a comperare quelle cose che mi avevi detto.

 

non farmi sentire il rumore delle

tue lacrime. non farmi sentire il rumore delle tuo mani che

si appoggia sul tuo vestito mentre ti lasci cadere sulla sedia

più vicina. non piangere, io sono sopra a questo cratere, ma non

preoccuparti ne vengo sempre fuori, prima o poi.

scusami per quelle cose.

e anche per tutto quello che farò in futuro.

adesso scendi e fai la spesa come fai ogni giorno, devi

comperare quelle cose che mi avevi detto, vai pure, non

preoccuparti, è tutto ok.

 

 

6. ecc. ecc.

 

Chissà dove sono finiti i tuoi sorrisi innocenti ?

Chissà dove sono finite le mie rincorse impossibili ?

Chissà dov’è finita quella parte della nostra vita ?

 

da quando sono diventato un uomo, non

ho più saputo etichettare le scartoffie che

prosperavano dentro di me.

 

 

7. E’ questo il prezzo capitano

 

annoto le ultime cose sul mio

taccuino, prima di uscire dal bar e

tornare in strada, con il traffico

come colonna sonora, le solite

facce di un’umanità cotta mi aspettano,

non posso certo consolarli

tutti, perché devo andare in un posto, devo

arrivare e ogni giorno si tratta di un

posto importante, anche se razionalmente non c’è nessun

posto dove arrivare, ma questo non lo sa nessuno e nemmeno

io lo so. così sono in vita, nella vita, con il traffico

come colonna sonora, le mie mani sembrano diverse,

arriva il giorno della resa. il capitano deve gettare

la sua maschera ed essere fucilato, davanti a tutti,

in piedi, fiero e innocente, ma

deve essere fucilato ugualmente, perché quello che ha fatto non

sta bene agli altri.

 

viviamo nel paese “ Degli Altri”,

è questo il prezzo, capitano.

è questo il prezzo, capitano.

 

 

8. Sta notte  

 

la notte scorsa non è stata male, siamo stati

fuori a vedere un film, dopo abbiamo cenato

in un pub al centro.

verso le due siamo entrati al bowling,

per uscire alle quattro del mattino.

ad una delle macchinette dei quiz,

c’era una tipa in minigonna che sembrava

la personificazione del sesso. era mora, capelli non troppo corti,

siamo rimasti a guardarla per un po’, ma non ci andava di

attaccare bottone per via che era in compagnia di un

tipo, non lo so se era il suo ragazzo e cose di questo genere.

 

siamo usciti, non era freddo, siamo saliti in macchina, non

abbiamo acceso la radio. Io mi sono appoggiato con la faccia

contro il finestrino, perché mi piace farlo, mi sembra come se tutto

vada più piano in quel modo, come se riuscissi a fermare un piccolo

pezzo di storia personale.

 

 

 

9. Camera senza nome.

 

flashback di te mi perseguitano,

pensa Amore che oggi ero sceso per

comperare pasta, acqua e biscotti, insieme agli altri, per

via che erano finiti.

pensa Amore, che ero sceso e non pensavo per niente a te,

da due giorni, ma poi nel reparto carni ho pensato di

nuovo a te.
ho pensato a quel giorno di dicembre in cui tutto è iniziato e

tu indossavi un giubbettino bianco e ti eri appena comperata

un cappellino nero e non facevi altro che chiedermi “ come mi sta ?”

ho pensato alla mia risposta “ stai bene”, poi ti avevo passato la mia

mano sulla guancia e tu eri diventata rossa, ma era normale,

poi siamo spariti nella folla della quotidianità, presi dalle nostre vite.

io dalla mia incoscienza e te dalle tue responsabilità. ho promesso di

rincontrarti ancora. un giorno.

 

 

10. Brucia il mio respiro

 

ultima notte di furore, prometto anche a me, questo.

ultima notte, per Leonardo Morini che poi andrà a

dormire e sarà riposato come il suo vecchio amico,

Leonardo Moro. non so perché continuo / perderti e

non so perché continuo / rincorrermi (ti).

 

brucia il mio respiro. brucialo in fretta, non farlo

arrivare fino a te, che sarebbe troppo anche solo se

ti sfiorasse. io non lo meriterei, per come mi sono comportato, ma te

giustamente non hai perso tempo e ha modo tuo hai saputo come

vendicarti.

ottima mossa. davvero. ottima mossa.

adesso scriverò un libro. un libro su tutto quello che ho nella testa. tutto

quello che mi spaventa, tutto quello c’è.

tu eri spaventata da me ?. magari si, ogni tanto, quando

volevo abbracciarti e non mandarti via .

 

 

11.  Adesso.

 

certo.

non tornerai qui.

le nostre passioni non sono le stesse.

 

certo.

diventerai migliore.

resto in silenzio e sono lunatico.

 

ma per favore.

non vivere come vuoi apparire.

sembrare diversi o migliori è solo da idioti.

meglio la pazzia alla razionalità.

 

scappa con me.

andiamo sopra a questo ricordo incerto.

 

lasciamo a terra i nostri sogni per invecchiare tranquilli ?

 

morirò ma meglio

restare in questa incoscienza giovanile

che appassire

in un freddo inverno con i tuoi pensieri mutati. 

 

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