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Beltane
eccola giunta: la stagione
nuova
porta con sé le acute
ambivalenze
ed ora in piena luce mi ritrovo
colmo di nostalgie e a
ripensare
a vividi contatti in pomeriggi
con altrettanta luce e con
l’osare
ma è il ciclo inarrestabile a
fermarmi
e a ricordarmi con perseveranza
che senza più passati né futuri
saremo l’unità che sopravanza
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Oltre il
sospeso
L’umida aria fa più risaltare
colori di tramonti e foglie
sparse
e tutto questo rosso molto
acceso
richiama sensazioni che i
decenni
avevano in sospeso come nebbia
che oggi scende forse a
ricordarmi
che le delizie annebbiano i
grigiori
e come un’esplosione –
quietamente –
le cerco attraversandoli (i
timori)
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Mille
volte eterna
Con te l’ho conosciuta in mille
modi
la gelosia che è pianta
rampicante
su ogni superficie della mente
e hai voglia a dirti che
l’avrebbe sciolta
il sole che sarebbe sorto
ancora
quella sorgeva e sorge in pieno
giorno
sfrontata come il mare verso
riva
che non sa ritirarsi (né lo
vuole)
ma passerà con la mia nuova
vita
ne sono certo e a volte è di
conforto
come lo è che siano almeno in
mille
i volti tuoi che affacciano
all’amore
perché ci credo nell’amore
eterno
e tu sei moltitudine che
apprendo
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Le mani
e l'imbarazzo
Oggi l’amore è avvinto dalle
forme
che sanno accarezzarsi e
l’indomani
scompare come sempre e ben
sapendo
che esisterà ruggente e
doloroso
ma qui è la sua impotenza, il
suo saperlo:
non ha potere verso queste mani
votate al non voler tornare
indietro
ma all’estasi di attrarre ogni
tuo velo
per incantarlo e poi deporlo ai
piedi
così che forme aperte e
riscoperte
seducano persino l’imbarazzo
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Di vite, di paralleli sogni
Sono già sveglio ed è per
ricordarti
che mi riaffaccio presto alle
mie ore
riprendo in mano i fogli prima
bianchi
ora lo sono ancora ma fremendo
s’apre lo squarcio (senza tagli
netti)
di raccontarsi vite e paralleli
sogni sollecitanti le memorie
e quella voglia di non esser
tali
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Elogio dell'arrendevolezza
Io
mi riposo ai primi dell’autunno
quando rallenta il ciclo della luce
e passa via la voglia di scontrarsi
(a denti stretti e a testa molto alta)
con quanto della vita infastidisce
convinti da chissà che convinzione
che più la guerra avvampa e più si è vivi
come se fosse nella distruzione
il seme del domani, dei respiri
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Col
tuo gesto leggero
Quando
passeggio a lungo in te m’immergo
è come se tu fossi qui distesa
dalla partenza a dove c’è un arrivo
non me ne accorgo subito ma è certo:
tu lungamente approdi ad ogni passo
a salutare enormi e mie tristezze
con un messaggio aperto e lusinghiero
che le allontana senza retrogusto
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In assenza
immergermi nei tempi rallentati
fa sopportare spazi inaciditi
quando pesante è il peso
dell’assenza
di una parola almeno, di uno
sguardo
che mi ricordi ore non avare
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L'inverno che non parlerà
Il forte vento inonda la serata
e pioggia che copiosa non dirada
mi parla dell’autunno quando scuote
l’assenza tua che pesa e mi
rattrista
pensando alle serate più invernali
che non ricorderò con te accanto
che non vivrò baciandoti sugli
occhi
per dirti in questo modo che la
quiete
è quando tu mi guardi e io ti parlo
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Di tempo può
passarne all'infinito
Dopo l’estate lunga è già settembre
con ombre più invadenti delle luci
e luci che si lasciano guardare
senza strizzare gli occhi per
dolori
dovuti a troppa forza, a troppo
ardore
qui tu mi appari morbida e
invadente
al punto giusto dove sai toccarmi
e se per un istante tu mi sfiori
s’amplificano tatto e vibrazioni
così che può passarne all’infinito
di tempo senza che per noi
trascorra
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Quando
ti allontanai
Persi le tracce nella notte oscura
e fu come rapirmi e i rapitori
erano le mie stesse mani e fuori
soffiava il vento sopra i segni
sparsi
e ai mulinelli che li disperdeva
parlavo come chi non ha ferite
e non lo sa che invece la iattura
promette gioia a chi non riconosce
l’amore quando è inciso nelle
membra
e crede di poterlo allontanare
scuotendo i passi verso nuovi
viaggi
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Senza Tempo
Torna alla mente il mare che
baciasti
nell’arco che dal bacio arriva in
spiaggia
come un arcobaleno che divampa
dolce e preciso nella notte estiva
come la tua presenza in una quiete
che ha già tutti i sapori del
domani
e infatti io già sapevo – ne son
certo
che richiamando l’arco con lo
sguardo
saresti giunta ancora e verso riva
avremmo ritrovato i nostri sensi
senza le interruzioni né il passato
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La
notizia che schianta
la vita a muso duro scaraventa
i sogni nella pace dell’oblio:
qui oggi c’è l’essenza dell’assenza
e a cucchiaiate svuota il nostro
cuore
tingendolo del sangue del dolore
che arriva a dirci che la vita è
fiera
d’essere incomprensibile e distante
dalla promessa fatta al dio-mattino
- “saremo un bacio solo, e
sfolgorante” –
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Ai
tratti, alla voce
All'apice il velluto del divano
mi arriva come tua pelle distesa
e senza più distinguere la resa
è ai tratti del tuo corpo che s'alterna
la voce mia che giunge a te nel mantra
capace di sedurti intimamente
perchè - mi dici - giunge da lontano
dagli angoli pervasi dalla quiete
e irrompono le brecce nelle dighe
lungo le mani sul tuo corpo arcuato
e premo - stretto nel perduto fiato
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La
stagione irregolare
Nuvole
e piogge nella primavera
che avanza alla ricerca di calore
di piante verdi e luce nei colori
ma in quest’annata tutto è
irregolare
tutto si contraddice mentre spera
che sia stagione nuova e
sull’altare
brillino le candele di un’aurora
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La
visione , dal dolore
Tanti saranno i nomi di ogni strada
quelle che vanno al fondo del
dolore
fondo che a volte scivola in abissi
e neanche a tarda sera si fa avanti
ecco la trama verso il mio calvario
come quella salita – millenni
addietro
e poi chissà da dove scende il fato
per dirmi che dall’alto di ogni
croce
viene la morte e poi la vita nuova
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Al viaggio
io
quanto t’ho aspettata adesso è chiaro
ora che mi raggiungi e finalmente
sprofondano i ritratti in
controluce
quelli che netti solo nei contorni
o troppe volte alteri e non
compresi
e poche sono – mani e passi invece
d’invito al viaggio senza quei
bagagli
pesanti d’un sentore d’altri tempi
quando lo si scopriva a malapena
(e più che a malapena era un
sospetto)
che viaggio è sempre e il solo
ritrovarti
e quindi è nel tragitto che ti
scopro
chiara nel bacio aperto e in
movimento
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Quella
è stata quella luce a richiamarti
quella che persistente ora
s’accampa
parlandomi di cosa tu attraversi
per giorni che si affidano a
memorie
per altri che raccontano se stessi
tu provochi la vita con le mani
e via il colore dove prima il
grigio
sostava a lungo – lunghe le tue
dita
che schiudono dei rossi accesi il
cuore
cercandone dell’altro (altro amore)
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L'urgenza
può capitare: scosse improvvise e il calmo
andar del giorno che si fa da parte
e il viso ha ancora pelle e ancora vita
quella che si prepara ad incrociarti
fingendo il caso in gioco e nel sorriso
e già lo ruoto il corpo - alla sinistra
noi qui esibizionisti aperti al mondo
per dimostrar che rette che si flettono
s'aprono a vie possibili e stupite
per quanta pace e amore è ancora luce
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La diretta
sera
I l
mondo così ricco di vetrate
mi lascia addolorato per silenzi
e assenze di parole e di profumi
che parlino dal cuore per il cuore
così direttamente e senza i freni
che a dirli necessari ci si spegne
tu sei filo diretto di profumo
corposo e sottilissimo talmente
da attraversarle tutte le vetrate
senza lasciare fori né rimpianti
e ciò che in me è sensibile lo
investi
è continuando a mormorarlo appena
che giungi a me a sedurmi verso
sera
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Raggiunta
R icordi
i nostri anniversari?
le date certe
i picchi i lampi d’ore?
sfuma la
nitidezza in questo giorno
sversa dai
recipienti amore pieno
e più si
spande meno si concentra
eccolo alle
fermate in zone quiete
eccolo nella
fretta di arrivare
è dappertutto
e non ti so spiegare
l’intimo suo
riuscire di scansare
mentre seduce
il mondo che di te gli parla
mai fermo e
sazio nel celato patto:
nient’altro e
nulla che non sia
il tuo
l’aroma alla sua bocca
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