
«… e se io e te ci
sedessimo ogni giorno per un’ora e tu mi
chiedessi le cose che hai sempre voluto
chiedermi e io parlassi a ruota libera di tutto
quello che mi sta a cuore dalla storia della mia
famiglia a quella del grande viaggio della
vita?» Con queste parole Tiziano Terzani invita
il figlio Folco ad ascoltare il suo ultimo
racconto. Nasce così La mia fine è il mio
inizio, una biografia parlata in forma di
dialogo, ma anche il testamento di un padre che
cerca di trasmettere al figlio l’essenza di
quello che ha imparato nella vita. L’ultimo
libro che il giornalista e scrittore fiorentino
ci ha lasciato è l’ultima tappa di un lungo
cammino per il mondo alla ricerca della verità,
l’ultimo capitolo di un’esistenza ricca di
passioni, avvenimenti e d’amore, che si conclude
nella serenità di chi è pronto ad affrontare una
nuova grande avventura con la consapevolezza di
avere vissuto intensamente e di poter
trasmettere un’eredità, non solo di fatti e
ricordi personali, ma anche e soprattutto di
riflessioni, sentimenti e ideali.
Ecco allora che, nel ritiro di montagna all’Orsigna,
Tiziano e Folco si siedono sotto un vecchio
albero e dialogano della vita passata, delle
passioni, dei successi e delle difficoltà del
lavoro, della famiglia e dei divertimenti.
Terzani racconta momenti della sua vita di cui
non aveva mai parlato nei libri precedenti:
l’infanzia in un quartiere popolare di Firenze,
la povertà della famiglia d’origine, gli studi
al liceo, i primi pantaloni lunghi di velluto
comprati a rate, l’incontro con la moglie
Angela, compagna di tutta una vita, la scoperta
dell’amore per i viaggi e per la Cina, gli anni
all’Olivetti, il praticantato a Il Giorno
di Milano diretto da Italo Pietra. E poi le
grandi avventure della sua carriera, che lo ha
portato ad attraversare gli eventi della storia,
le guerre e i grandi temi politici degli ultimi
cinquant’anni: le corrispondenze per Der
Spiegel, la guerra in Vietnam, la delusione
del comunismo in Cina, l’espulsione dal paese
asiatico, l’orrore del futuro visto in Giappone,
l’India e il ritiro nell’eremo dell’Himalaya, a
cui si alternano i ricordi familiari e personali
di viaggi avventurosi in zone proibite, di
incontri con spie e di passioni che lo hanno
portato a collezionare migliaia di libri, statue
tibetane e gabbie piene di uccelli esotici.
Parola dopo parola, ricordo dopo ricordo, con
l’inimitabile spontaneità e irriverenza della
sua parlata, Tiziano Terzani si rivela, in tutta
la sua pienezza e umanità: viaggiatore
d’eccezione, giornalista di qualità, testimone
delle grandi passioni del proprio tempo, uomo
animato dalla curiosità per il diverso e da una
profonda e sofferta spiritualità.
Ma cosa lascia dentro
questo libro-testamento, questo viaggio dentro
la vita di Terzani ?
Secondo me lascia un
patrimonio di idee e di pensiero notevolissimo,
Terzani abbatte infiniti paletti posti lungo il
percorso così particolare della sua vita e ne
riposiziona altri oppure gli stessi con la
capacità di vederne i risvolti infiniti ; lascia
il suo saper osservare la vita ad un passo dalla
morte con una serenità ed una consapevolezza
straordinari e lascia al lettore la conoscenza e
la passione di aver vissuto i propri ideali
nella sua completezza .
Finito di leggere i
libro quasi inevitabimente si ha la sensazione
di 'conoscere' Tiziano Terzani e di aver passato
con lui qualche ora ascoltandolo parlare spesso
con quel suo un linguaggio colorito, ecco che
allora diventa quasi naturale riflettere e
trovarsi a mettere in discussione , come lui ha
fatto con sè stesso, persino le idee più
radicate scoprendo che è importante più di ogni
altra cosa essere onesti con sè stessi prima
ancora di esserlo con gli altri.
L'evoluzione del
pensiero viaggia di pari passo con l'evoluzione
della vita e dalla vita, vissuta nella sua
completezza, dipende a doppia mandata.
E' uno di quei libri
che, letto, accompagna per sempre e Terzani è
uno di quei personaggi unici che di solito
appartengono solo alla fantasia.
lella
"L'uomo dice che il
tempo passa, il tempo dice che l'uomo passa '' -
Tiziano Terzani
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