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Elisabetta Farinelli

IL SALVATAGGIO

                                 

                                  della stessa Autrice .... Favole

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL SALVATAGGIO

 

La mamma, come ogni sera, aveva finito di sparecchiare la tavola, stava scrollando la tovaglia fuori dalla finestra della cucina, in modo che le briciole di pane della nostra cena potessero essere di nutrimento ai passerotti della zona.

Però la mamma aveva sentito qualcosa, un suono strano, un verso conosciuto. Chiuse la finestra e chiamò papà: "Cico, senti un po', cosa ti sembra? Io vado giù a vedere, bada tu ai bimbi".

E lui di rimando, con la faccia accigliata e la voce grossa di quando ci sgrida: "Non ti sognare di portarlo in casa, lo sai abbiamo già un gatto, un cane e due bimbi, non voglio altri animali in casa, chiama Sandro, fai qualcosa, ma non portarlo in casa, qualsiasi cosa sia. Ho detto no!"

La mamma, allora, con la coda fra le gambe, proprio come il nostro cane Zara, quando prende una sgridata, si avviò giù per le scale, cercando un po' di aiuto e complicità nella nonna (mamma di papà) che ha un amore sviscerato per i cuccioli di ogni specie.

Non appena sentito l'allarme la nonna si mise il cappotto e insieme andarono fuori con una scusa, io e il mio fratellino siamo rimasti in casa con il nonno, non riuscivamo a capire cosa avevano la mamma e la nonna da correre così trafelate, parlando sottovoce, certe volte addirittura a gesti.

Appena arrivate dall'altro lato della strada la mamma vide quegli occhioni spuntare dal parafango del carro attrezzi che era parcheggiato, sentì il miagolio disperato, e allungò una mano ma lui si allontanò sempre miagolando, piano piano si arrampicò per tutti gli ingranaggi, fino ad incastrarsi nel motore del camion.

Santo cielo! La mamma non sapeva più come fare e andò finalmente a chiamare Sandro, esperto nel recupero di gatti in pericolo, anche Sandro capì subito l'urgenza, anche lui si mise il cappotto e la prima cosa che fece, quando seppe che il gatto era nel motore, fu andare a suonare il campanello di Andrea, il proprietario del camion.

Ma nel frattempo Sandro, aveva già trovato la leva per aprire il cofano del carro - attrezzi, svelto si affrettò ad aprirlo e un batuffolo di un colore non definito si affacciò verso la mamma.

La mamma fu svelta come un lampo e allungò la mano mentre il cucciolo se ne stava scappando sempre più in mezzo agli ingranaggi, lo afferrò e se lo portò al petto.

 Il piccolo graffiava e soffiava, ma la mamma, che ci sa fare con i gatti, ha cominciato ad accarezzarlo senza muovere la mano, una tecnica che sa solo lei…. La mamma è magica, e il micetto pian pianino ha cominciato a fare le fusa e ad aprire e chiudere gli occhietti umidi.

Ora bisognava trovare un padrone per quella bestiola, ma chi? Io avrei voluto che mamma lo portasse in casa, e in primo momento anche Sandro, ma poi a Sandro venne un'idea miracolosa. Andò da Aldino, un signore anziano che abita proprio di fronte a noi e che anche lui adora i gatti.

Aldino subito accetta di tenere in casa il piccolino e mamma e Sandro lo riforniscono di sabbia per i bisogni, omogeneizzati e croccantini  che il micetto accetta e divora in un nanosecondo.

Dopo alcuni giorni mamma mi ha detto che il micetto era una lei e che l'hanno chiamata Sofia, ora vive in una casa dove ci sono due bimbe che l'adorano e proprio sotto casa c'è l'ambulatorio del veterinario per ogni esigenza che Sofia potrà mai avere.

E' stata proprio una sera fortunata per la bestiolina, e anche per noi, che abbiamo vissuto un'avventura eccitante guardando dalla finestra i movimenti concitati di mamma, nonna, Sandro e tutti quelli che sono intervenuti nel salvataggio.

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