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della stessa Autrice ....
Favole
IL SALVATAGGIO
La mamma, come ogni sera, aveva
finito di sparecchiare la tavola, stava scrollando la
tovaglia fuori dalla finestra della cucina, in modo
che le briciole di pane della nostra cena potessero
essere di nutrimento ai passerotti della zona.
Però la mamma aveva sentito
qualcosa, un suono strano, un verso conosciuto. Chiuse
la finestra e chiamò papà: "Cico, senti un po', cosa
ti sembra? Io vado giù a vedere, bada tu ai bimbi".
E lui di rimando, con la faccia
accigliata e la voce grossa di quando ci sgrida: "Non
ti sognare di portarlo in casa, lo sai abbiamo già un
gatto, un cane e due bimbi, non voglio altri animali
in casa, chiama Sandro, fai qualcosa, ma non portarlo
in casa, qualsiasi cosa sia. Ho detto no!"
La mamma, allora, con la coda
fra le gambe, proprio come il nostro cane Zara, quando
prende una sgridata, si avviò giù per le scale,
cercando un po' di aiuto e complicità nella nonna
(mamma di papà) che ha un amore sviscerato per i
cuccioli di ogni specie.
Non appena sentito l'allarme la
nonna si mise il cappotto e insieme andarono fuori con
una scusa, io e il mio fratellino siamo rimasti in
casa con il nonno, non riuscivamo a capire cosa
avevano la mamma e la nonna da correre così trafelate,
parlando sottovoce, certe volte addirittura a gesti.
Appena arrivate dall'altro lato
della strada la mamma vide quegli occhioni spuntare
dal parafango del carro attrezzi che era parcheggiato,
sentì il miagolio disperato, e allungò una mano ma lui
si allontanò sempre miagolando, piano piano si
arrampicò per tutti gli ingranaggi, fino ad
incastrarsi nel motore del camion.
Santo cielo! La mamma non sapeva
più come fare e andò finalmente a chiamare Sandro,
esperto nel recupero di gatti in pericolo, anche
Sandro capì subito l'urgenza, anche lui si mise il
cappotto e la prima cosa che fece, quando seppe che il
gatto era nel motore, fu andare a suonare il
campanello di Andrea, il proprietario del camion.
Ma nel frattempo Sandro, aveva
già trovato la leva per aprire il cofano del carro -
attrezzi, svelto si affrettò ad aprirlo e un batuffolo
di un colore non definito si affacciò verso la mamma.
La mamma fu svelta come un lampo
e allungò la mano mentre il cucciolo se ne stava
scappando sempre più in mezzo agli ingranaggi, lo
afferrò e se lo portò al petto.
Il piccolo graffiava e
soffiava, ma la mamma, che ci sa fare con i gatti, ha
cominciato ad accarezzarlo senza muovere la mano, una
tecnica che sa solo lei…. La mamma è magica, e il
micetto pian pianino ha cominciato a fare le fusa e ad
aprire e chiudere gli occhietti umidi.
Ora bisognava trovare un padrone
per quella bestiola, ma chi? Io avrei voluto che mamma
lo portasse in casa, e in primo momento anche Sandro,
ma poi a Sandro venne un'idea miracolosa. Andò da
Aldino, un signore anziano che abita proprio di fronte
a noi e che anche lui adora i gatti.
Aldino subito accetta di tenere
in casa il piccolino e mamma e Sandro lo riforniscono
di sabbia per i bisogni, omogeneizzati e croccantini
che il micetto accetta e divora in un nanosecondo.
Dopo alcuni giorni mamma mi ha
detto che il micetto era una lei e che l'hanno
chiamata Sofia, ora vive in una casa dove ci sono due
bimbe che l'adorano e proprio sotto casa c'è
l'ambulatorio del veterinario per ogni esigenza che
Sofia potrà mai avere.
E' stata proprio una sera
fortunata per la bestiolina, e anche per noi, che
abbiamo vissuto un'avventura eccitante guardando dalla
finestra i movimenti concitati di mamma, nonna, Sandro
e tutti quelli che sono intervenuti nel salvataggio.
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