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Come
e' strana la notte.
Osservo come avanza furtiva sulle nostre vite;
come ci illude con fantasmi che rientrano nei nostri
involucri e come accarezza dolcemente le nostre ombre che non
rivedremo se non al mattino, sotto
forma di apparenze di luce. Come e' tenera e languida, e come appare
disposta al perdono di atti
crudeli da noi commessi nel giorno che fu.
E come incanta i nostri occhi, che credono di vedere con più chiarezza
all'interno di noi stessi.
Quel noi stessi non ancora conosciuti e che forse mai
conosceremo.
La notte annulla ogni rumore, ed esplode in silenzio.
E troviamo mille suoni all'interno di noi stessi; cori di voci
dissonanti, e con esse cerchi di comporre
canzoni che allietino l'anima, ma non componi che tristezze e
malinconia.
La notte ti prende alla gola e ti soffoca, e al mattino muori con essa,
sempre.
E ripercorri il tempo non vissuto; rifletti sulle vite che hai creduto
di amare e che ora appartengono al
futuro, che non conoscerai; a quel futuro simile a ieri, pieno di
notti come questa.
La notte ti lusinga a cercarti, e t'illudi di trovarti, ma volgi lo
sguardo per non vederti come sei ridotto,
di quanti pezzi sei composto, e di quanto tempo ancora hai bisogno per
essere intero; quel tempo che
non t'appartiene.
Ma il tempo, altro nero compagno di viaggio, altro crudele carnefice,
fugge veloce dalla tua esistenza,
ghignando feroce alle promesse che fai al mattino; e sa che non
riuscirai a portarle in salvo.
La notte e' dentro di noi.
Le apparteniamo e quando essa vorrà, saremo docili prede che nulla
faranno per ostacolare i suoi
piani.
Siamo riflessi notturni di stelle lontane, di lune calanti. Siamo
schegge di vetri infranti, illuse da un
raggio di sole.
Meteore spente, che prima o dopo la notte inghiottirà tra le sue fauci;
ombre in perenne ricerca di vie
sicure, di punti d'appoggio, di risposte .
E le mani si toccano, al buio, cercando di distinguere il vero dal falso
; il certo dall'illusorio, e trovano
spine che lacerano
l'anima.
Ti addentri in boschi colmi d'inganni, carichi di menzogne ; e
vedi ai piedi degli alberi altre mani , altri
volti, altre apparenze uguali a te stesso.
La notte sorride di queste danze alla luna, non vede i grovigli di rovi
a cui ci aggrappiamo, non sente le
grida d'aiuto levarsi dal bosco: aspetta paziente la nostra sconfitta.
E col suo immenso mantello, coprirà le nostre strade fiocamente
illuminate, e noi ci perderemo in
essa, illudendoci di aver vissuto.
Non riesco a vedere la bellezza del giorno; non posso sentire le
risposte che cerco; cerco la luce, e
ritrovo il buio; cerco compagni, e le strade son vuote; cerco me stesso,
e la vista s'appanna ; e lei, la
notte, eterna compagna, sempre presente a ridere degli sforzi profusi.
Perché continui a coprire col tuo velo pietoso i miei occhi che non
riesco ad aprire !
Sei la madre del mondo che culla i suoi figli per darli in pasto alla
luna; sei il sonno consolatore di
anime in pena, che ridesti agli inganni del giorno, e godi
trionfante di questa eterna giostra: allora fammi
scendere; sono stanco di giocare: fammi dormire; e che sia per sempre.
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Cinema
Splendor
Il brusìo, nella sala n° 4 del cinema
polivalente Splendor, cesso' all'istante.
Un personaggio vestito di mirabili vesti, con copricapo egiziano e
mocassini dorati, fece il suo ingresso. Si guardarono attòniti, i
presenti, quasi non s'aspettassero una simile visione, e ammutolirono!
Eppure erano lì, in evidente attesa. Nessun saluto, alcun cenno di
benvenuto. Osservavano, stupìti, questa figura d'altri tempi , che
prese posto sul palco,davanti all'enorme schermo bianco, con grande
autorità.
Anelli preziosi su dita affusolate; unghie lunghissime e smaltate
cosparse di polveri variopinte ; orecchini di forma orientale, che
ricordavano gli ideogrammi cinesi. Sembrava il Gran Ciambellano della
Corte Imperiale, dipinto nel libro Il Milione, di Marco Polo.
"Voi conoscete me, ed io conosco voi tutti, cari fratelli ",
esordì Sua Grazia." Anni ed anni di profonda meditazione, sono
serviti affinchè fossi pronto a condurvi sulla strada della
perfezione: le vostre anime mi sono care quanto un figlio alla madre,
quanto il sole alla terra, quanto l'acqua ai fiori! "
" Anche quanto i soldi alle banche e le banche ai ladri
? " disse una voce dal fondo della sala." Anche !"
rispose Il Fulgore Dorato, nella sua infinita bontà, un po'
infastidito dalla irriverente interruzione.
"Carissimi, che le Nobili Verita' da me trasmesse in tante
lezioni, vi aiutino a dare risposte profonde.Vi citero' delle frasi
sublimi, cibo dell'umanità : a voi spiegarmi il concetto
assoluto ! E so per certo che saprete ottenere il diritto a
diventare miei eletti ! "
I presenti si guardarono tra loro,
meravigliati.
Eppure parlava a loro. La faccenda era seria: attenzione totale
!
Ed il Saggio Profeta inizio': " Chi tra voi è senza
peccato, scagli la prima pietra...! " Ma non fece in tempo a
formulare la domanda, che si portò le mani alla fronte lanciando un
urlo bestiale ! Diversi oggetti , forse mattoni , erano volati verso
la Radiosa Essenza, scagliati da un gruppo di giovinastri.
Molti dei presenti si precipitarono a soccorrere il Devoto, ferito e
sanguinante in piu' punti, ed uno di loro, con malcelata ironìa
: " Maestro, perdona loro: non sanno quel che fanno
! " E il RadiosoVolto
( tumefatto ) : " Che non lo sappiano, non so ; ma che
abbiano un'ottima mira, questo e' certo ! "
Infatti nessun mattone aveva mancato il bersaglio !
Medicato all'istante da mani esperte, Il Gran Fortunato, incredulo per
quanto sucesso e meno sicuro e piu' circospetto, sostenuto dalla Fede
del Vero, riprese : " Perche' e' detto: bussa e ti sara'
aperto; chiedi e ti sara' dato ? "
E uno dei tanti : " Perche' la prima e' riferita al gioco
del poker ? E la seconda riguarda i crediti non riscossi ? "
Mormorìo di disapprovazione ! L'ometto con gli occhiali, con uno
strano sorriso, sedette all'istante.
" Fratelli, dovete cercare nel profondo di voi stessi : e'
lì che troverete le risposte ! " urlo' Sapienza
Infinita, con voce irritata , e : " Se il Bhudda della
Pieta' entrasse nella vostra casa e vi dicesse di cercare la vostra
vera casa : cosa rispondereste ? " Il tono non ammetteva
errori !
Il silenzio piu' totale aleggio' sui presenti. Per diversi minuti, non
un suono, non una sola parola, ma solo un chioccio rumore , come di
unghie
masticate.
Finalmente un impavido si alzo' e : " Maestro, direi che
quel signor Bhudda e' persona onesta, e che l'agente immobiliare, suo
collega, mi ha fatto un bidone ! " E sedette soddisfatto,
l'eretico, sicuro di aver rallegrato l'animo del Luminoso !
" Oh, Signore ! Oh, Dei del Cielo ! Quale la colpa da me
commessa ? Empi ! E' il vostro spirito che dovete cercare ! E' lui,
che per bocca vostra dovrà parlare ! " Tuono'! E
: " Se vi venisse chiesto di cercare la vostra famiglia e i
vostri fratelli, anche se famiglia e fratelli abitano con voi,
cosa direste, al riguardo ? "
Ancora una volta, un silenzio irreale colpi' la sala, come frustata !
E questa volta durò a lungo, molto più a lungo ! Raggio di Luce era
prossimo ad una crisi di nervi : lui, il Calmo Pensiero ! Non era
possibile, pensava, che gli amati discepoli non capissero le domande
; e le risposte erano indegne !
Dov'erano i suoi Sermoni , il suo Verbo , le sue Verita' ? Anni di
studio ,di ricerche ,di notti insonni!
Aveva forse dato le sue Perle in pasto ai porci ? " Ebbene
? " grido' furibondo il Santequilibrio.
" Voglio una risposta !!! " Stava ormai perdendo il
controllo !
Un distinto signore si alzò, lento, e tutti, dico tutti gli sguardi,
piu' di mille,o quasi, pendevano dalle sue labbra.
Come il viandante , in un afoso pomeriggio arso dalla calura, con la
mente annebbiata, cerca sollievo, e si rallegra alla vista di un
pozzo, cosi' quei tapini si sentirono
salvi.
E il distinto parlo' : " Se una simile domanda mi venisse
proposta, l'unica azione sarebbe : tenerlo impegnato e telefonare che
dall'ospedale mandino un'ambulanza a prelevare un matto in libertà
! " E sedette ,e la gioia inondo' il suo cuore !
Fu il crollo ! Il Santorecchino inveì alla platea ! Orribili frasi
gli astanti sentirono ! E come se si fossero aperte le cateratte
dell'inferno, lancio' verso i mille, o quasi , il copricapo e le
scarpe e il mantello e gli anelli ( subito raccolti come reliquie ! )
; si strappo' le maniche del suo magnifico e prezioso vestito,
addentandole come cane rabbioso! Schiumava, il Beneamato , pestando i
santi abiti . Il suo volto era deformato dall'odio !
E le ferite ripresero a sanguinare ! L'aspetto era di un condannato
alla fucilazione, torturato, che negando l'evidenza, cercava di
liberarsi con strappi furiosi, dalle corde che lo legavano ! E prima
che il Maestro, sconvolto ed irriconoscibile , si lanciasse sulle
prime file per dar corso al suo disprezzo, un suono metallico lo
fermo' all'istante: dlin - dlon ! Avvertiamo gli
spettatori della sala N° 4, che il film
" Una bocca da amare " subira' un leggero ritardo ...... Il
Santomaestrodelperdono è pregato di raggiungere la sala N° 5 per
iniziare la sua conferenza ! Grazie ! " Dlin - dlon !
Povero Maestro. Aveva sbagliato sala e una banda di guardoni l'aveva
distrutto !
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