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Senza Titolo

 

 

 

 

 

Senza Titolo

 

: La stanza era buia; vi era solamente una fiamma di una candela che danzava in un angolo, creando sulle pareti sagome di ombre inquietanti. Il frastuono della battaglia arrivava più debole in quella torre, ma ben presto si sarebbe fatto sentire più forte; il re era caduto, ed oramai era solamente questione di tempo, anche il suo regno con lui.
Si rialzò in piedi dopo essere restata in ginocchio, ad occhi chiusi, assorta nei suoi pensieri per un tempo incalcolabile; si avviò verso il grande balcone che usciva dalla stanza, dove, in tempi ormai lontani, era rimasta abbracciata tutta la notte a guardare le stelle con quella che sarebbe dovuta essere la persona della sua vita; lo aveva visto cadere sul campo di battaglia proprio da quel balcone la sera prima; lo spettacolo che gli si presentava davanti questa volta era terribile; centinaia di uomini morti che giacevano ammassati ai margini del campo, altri sparsi qua e la, mentre i due eserciti si scontravano ancora in maniera feroce, a intervalli regolare una miriade di frecce infuocate illuminavano il cielo nero; le fiamme si stavano mangiano il castello in cui aveva vissuto per anni, grida di dolore e di rabbia rimbombavano per tutta la valle.
Si voltò e rientrò nella stanza a passo lento, era sfinita, non aveva neanche più la forza per piangere, che tante lacrime aveva versato. Si fermò nell’oscurità della sua camera ancora per qualche minuto, immobile, il respiro iniziò a diventarle affannoso, e sempre più veloce; d’un tratto si voltò e con uno scatto velocissimo corse verso la terrazza; con un balzo leggiadro mise un piede sulla ringhiera di pietra, dopodiché si diede una forte spinta in avanti. Sotto di lei il vuoto. Chiuse gli occhi e inspirò profondamente mentre si alzava al di sopra del balcone. Iniziò poi la discesa, repentina; l’aria calda  delle fiamme le accarezzava il viso e le scuoteva i lunghi capelli. Le apparve in mente l’immagine di un giorno di quando era più giovane, e se ne stava sola sotto il sole in un grande prato a raccogliere i fiori più belli che trovava da portare a sua madre. Quello fu il suo ultimo pensiero.


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