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Gian Luigi Pala

Singolare verità

 

 

 

 

 

Singolare Verità

Quegl'anni furono assai ricchi di sorprese.Nessuno se lo sarebbe forse mai aspettato 10 anni prima ma la gente riuscì a trovare dentro di sé e nella forza della coalizione la volontà per la ricostruzione. Ci volle l'intero aiuto economico e umanitario dell' UCO e ancor più dell'ex nemico NSA, ma, alla fine, il vecchio ordine mondiale venne restaurato e si potette assistere ad una nuova alba di pace.(Nash Tormi, "Gli anni della ribalta", 2.331 d.C.)


Singolare Verità


1948 d.C.
Albert passeggiava chino e frettoloso come faceva ormai da parecchi anni seguendo schematicamente le geometrie semplici e attraenti del ciottolato che circondava il grazioso e riparato giardino di Princeton. Amava il silenzio, e agli studenti del primo anno, per i quali era molto comune incontrarlo per caso durante la mattina, dava l'impressione che stesse pensando intensamente a un qualche argomento contiguo al loro mondo e a ognuna delle loro vite impegnate e incentrate nello studio accademico. In realtà era proprio questo che faceva, infatti non era riuscito a chiudere occhio per tutta la notte, causa un quesito che aveva sentito da un suo collega e che ancora non conosceva. Per di più era stato fatto chiamare dal Rettore quella stessa rilassata mattina di maggio e purtroppo il pensiero di mettere in sospeso i suoi sforzi per distrarsi in qualche faccenda di ordine burocratico, così pensava lui, lo rendeva particolarmente irritabile. Bussò moderatamente alla porta del rettorato e attese l'invito ad entrare. Il saluto del Rettore questa mattina era particolarmente allegro e Albert si chiese il perché di questa premura che non era sempre solito ricevere quando si trovavano in situazioni non ufficiali. Il Rettore lo fece accomodare e gli offri da bere, sapendo che Albert avrebbe rifiutato. Superati i convenevoli egli iniziò a entrare nel vivo della conversazione compiendo un lungo giro di parole, e alla fine confessò ad Albert la preoccupazione rispetto alla sua salute. Albert non si era forse mai sentito un atleta e mai aveva avuto la pretesa di esserlo ma non aveva avuto grossi problemi di debilitazione e ora come ora non era mai stato meglio. Il rettore continuò le sue osservazioni sostenendo che il suo più illustre ospite, colui che aveva contribuito, forse in maniera definitiva, a fare di Princeton il più grande tempio della scienza del periodo, dovesse essere più riguardoso rispetto al proprio stato di salute e che ormai l'incipiente anzianità aveva iniziato a minare la sua figura sempre più esigua.Non poteva pensare solo ed esclusivamente al lavoro. Da quanto tempo non si faceva una vacanza, un periodo di relax libero da distrazioni e rompicapi snervanti? Tanto parlò che alla fine lo convinse a passare alcuni giorni in una clinica privata poco distante dall'ambito universitario con lo scopo di effettuare un check-up completo e per permettergli di rigenerarsi e ritornare al più presto al proprio materiale di studio. Tutto questo era naturalmente offerto dallo stato ed era stato proprio un alto funzionario dello stato a consigliarli un simile trattamento per i suoi collaboratori più in vista. Si trattava solamente di una breve vacanza e visto che il tono del rettore diventava sempre più persuasivo Albert decise di accettare, intuendo che il regalo veniva dall'alto e che qualcuno si sarebbe gravemente offeso in caso di un rifiuto categorico e immotivato. Il Prof. Albert non fu certo l'unico a ricevere quel generoso trattamento e a poco a poco vennero esaminati e furono raccolti campioni di tessuto da gran parte delle grandi menti in vita in quel periodo. Contemporaneamente era iniziata la ricerca sistematica di campioni genetici dei più illustri geni e scienziati di tutti i campi dello scibile umano. Alcune delle tombe più illustri e più facilmente individuabili dell'intero globo vennero professionalmente sacrilegate da agenti altamente qualificati delle forze in incognito del governo degli Stati Uniti. Naturalmente il lavoro fu integralmente ineccepibile e gran parte dei campioni fu raccolto grazie a collaborazioni più o meno giustificate con gli altri paesi all'oscuro del Progetto. Ma il significato reale del Progetto, la sua natura e il suo scopo più intimo fu tenuto nascosto a tutti e solo una manciata di persone sapeva la verità.Il Presidente, un suo tramite con i laboratori  e un' equipe di scienziati selezionatissimi non solo in base a requisiti professionali ma anche secondo indici di affidabilità erano gli unici a sapere cosa si celasse dietro l'operazione. Il dipartimento della difesa era a conoscenza dell'esistenza di quel particolare progetto ma neanche il ministro era autorizzato a fare toppe domande in riguardo. Gli scienziati erano stati scelti celibi e compatibili ai severissimi requisiti psicologici che gli avrebbero imposto una vita riservata, lontana dai rapporti umani con i propri simili e totalmente incentrata sulla missione. La loro unica ricompensa sarebbe stata quella di poter tenere parte al meraviglioso progetto che nessuno era mai stato in grado prima di allora di portare a termine. L'idea del progetto non era stata tuttavia del Presidente, ne di qualche scienziato particolarmente visionario, ma tutto questo studio non era stato altro che la continuazione di un obiettivo particolarmente ambizioso, con i mezzi del tempo, del governo del Terzo Reich. In seguito alla caduta di Hitler il dipartimento della difesa aveva documentato alcuni dei progetti più segreti degli studiosi del Reich e non capendone subito l'importanza capitale i funzionari avevano deciso di metterne da parte l'idea e rimandare tutto ad un futuro che avrebbe consentito un più mirato sviluppo di tale tecnologia. Solo negli anni dove si sentì sempre più vivida la paura di una guerra fredda e instabile si decise di riportare alla luce il Progetto Atena.

1997 d.C.
Fu incredibile come in uno stato profondamente democratico e socialmente libero come gli Stati Uniti, nessuno, ne la stampa ne qualsiasi altro tipo di organo dell'informazione riuscì mai a sospettare nulla del Progetto Atena. Eppure gli argomenti di sospetto, le tracce e alcuni piccoli indizi non mancarono, nonostante le sofisticatissime norme di sicurezza e la riservatezza assoluta degli interessati. Fu il Presidente stesso della nazione a rivelare il segreto al suo successore e questi, capendone l'importanza capitale decise di seguire l'esempio del suo predecessore e non rivelò a nessuno, nemmeno ai suoi più stretti collaboratori, le caratteristiche rivoluzionarie del progetto. A poco a poco, di pari passo con la crescita esponenziale delle scoperte nell'ambito della genetica e del funzionamento del cervello umano, una prima esigua squadra di studiosi dedicati al progetto divenne un'imponente organizzazione fornita di fondi quasi del tutto illimitati  e incentrata sulla tecnologia e sulla fedeltà dei suoi componenti. Essa aveva compiuto dei passi da gigante nell'attuazione dell'obbiettivo futuro. Ognuno di loro era consapevole che certamente non avrebbero potuto assistere ai frutti dei propri sforzi ma l'importanza e la grandiosità del lavoro li rendeva partecipi a tal punto che l'intera organizzazione assomigliava sempre più spesso ad una sorta di setta massonica. E ancora più strano fu che l'intera storia della missione non fu macchiata mai da nessun tradimento da parte dei suoi stessi elementi costituenti. Una probabile spiegazione fu sicuramente la fiscalità della squadra di psicologi, all'oscuro di tutto ma estremamente capaci e selettivi. Solo chi presentava un carattere assolutamente fedele ed affidabile poteva entrare a far parte del progetto. Per circa tre anni le matricole dell'organizzazione vennero addestrate al progetto solo per quanto riguarda gli studi periferici e durante tutto questo periodo furono controllati continuamente dai loro supervisori che ne esplorarono la psiche e cercarono di scoprire qualsiasi segno di minaccia. Solo a termine di questo periodo venivano accettati completamente dall'organizzazione e destinati ai specifici settori che riguardavano direttamente ed indirettamente il Progetto. I primi risultati iniziarono a essere sperimentati nel 1997. I soggetti erano ormai maturati intellettualmente e presentavano già a quel tempo risultati stupefacenti. I primi test superarono eccezionalmente ogni più rosea aspettativa ma gli scienziati si resero conto che il Progetto era ancora incompleto. A partire da quel periodo le misure di sicurezza vennero incrementate e nonostante la guerra fredda fosse già finita da un pezzo il progetto non aveva mai trovato un Presidente più attento e disponibile al suo compimento. Ci furono parecchi tentativi di fuga da parte dei soggetti che nonostante la loro straordinarietà risultavano completamente incapaci di specifiche facoltà. Alcuni di essi presentavano dei disturbi della personalità caratterizzati da una forte aggressività e una tendenza all'autolesionismo. Già in quel periodo si pensò di utilizzare i soggetti ma il Presidente riteneva che i tempi non fossero ancora maturi e il pericolo di una fuga di idee avrebbe potuto compromettere il Progetto, o peggio, creare curiosità negli altri paesi che, gli americani ne erano sicuri, non potevano contare su nulla di lontanamente simile al Progetto.



2013 d.C.
E' probabile che fin da quando si pensò di utilizzare l'energia scaturita dalla fissione dell'atomo per scopi bellici, da cui seguì il progetto Manhattan e gli avvenimenti che tutti sappiamo, Il governo statunitense fosse già consapevole che il predominio dovuto al monopolio tecnologico di quel periodo, non fosse destinato a durare per molto. Infatti pochi anni dopo già la Russia era in grado di disporre di armi a emissione di energia atomica e in pochi decenni gran parte delle potenze mondiali poterono avvalersi di tale strumento. Purtroppo per la natura stessa dell'arma, il segreto non poteva rimanere nascosto. Infatti scienza e ricerca erano da sempre sinonimo di globalizzazione e la comunità scientifica mondiale poteva esistere solo grazie alla cooperazione delle menti di ogni angolo della terra. Nel 2013 però questa situazione spaventava il governo americano. Il potere americano sapeva benissimo che il segreto per il predominio, economico prima di tutto, era basato sulle idee e sui cervelli la servizio di una nazione. Purtroppo le più infauste previsioni sulle crisi dovute al progressivo consumo delle scorte di petrolio mondiale avevano avuto ragione e le guerre per accaparrarsi i giacimenti disponibili erano iniziate. Tutti i paesi avanzati, gli Stati Uniti per primi, erano consapevoli che non poteva esistere un futuro di leadership senza il controllo dell'energia. Già nei primi anni del secondo millennio erano iniziate le lotte per la conquista delle riserve dell'Iraq, dell' Iran in seguito e ultimamente le recenti tensioni dell'occidente verso l'Arabia Saudita divenivano sempre più accese ed esplicite. Naturalmente i governi avevano nascosto bene i veri scopi delle loro strategie di approvvigionamento perché erano consapevoli che il popolo non avrebbe potuto capire la necessità dell'azione. Ma il problema dell'energia non era l'unico che preoccupava gli stati moderni. Esisteva anche il bisogno di poter competere sempre più consistentemente nel mercato mondiale della tecnologia. Tale settore, era opinione comune, rappresentava la chiave del successo per un potere duraturo e sicuro. Gli Stati Uniti detenevano già questo primato ma negli ultimi decenni la minaccia dell'Europa, del Giappone e di una Cina sempre più determinata, convinsero il Presidente a tenere in forte considerazione l'impiego effettivo del Progetto Atena. I soggetti presentavano ancora delle forti limitazioni e essi venivano utilizzati tuttora solamente per operazioni di sperimentazione. Veniva escluso il loro utilizzo in affari strettamente importanti. Ciò nonostante il contributo dei soggetti era già sufficiente a ripagare da se tutti i costi della loro creazione. Alcune limitazioni dei soggetti prototipi erano la loro scarsissima resistenza allo stress e una vita che non superava una media di 25 anni. Si contavano già 30 esemplari e in ognuno si era cercato di sviluppare un diverso campo del progetto. Purtroppo il Singolo era ancora lontano e i crescenti ostacoli e le problematiche della ricerca che si scontrava ancora su barriere della conoscenza non ancora superate, rendevano difficili ulteriori passi avanti. Ci fu allora una primo tentativo di autogestione della ricerca da parte dei prototipi che, nonostante i rischi, permise di fare passi avanti nella ricerca di decenni. I risultati che vennero alla luce furono straordinariamente rivoluzionari e pochi degli studiosi stessi erano consapevoli del lavoro che i prototipi stavano proseguendo per loro. I problemi dovuti ad una possibile fuga erano già stati eliminati alcuni anni prima, infatti ai soggetti era sta detratta ogni funzionalità riguardante una propria volontà ed essi non era no diventati altro che soggetti preposti all'attuazione del Progetto.


2083 d.C.
Per fortuna non era stato necessario l'impiego degli ordigni atomici. Nonostante non vi fosse pericolo dell'inquinamento del terreno da parte di radiazioni nocive, le sofisticatissime armi batteriologiche avevano portato ad uno sterminio di entità mai vista sulla faccia della terra. Certo i cieli, le terre e le acque erano state teatro quasi esclusivamente degli scontri titanici e devastatrici delle macchine belliche guidate da chilometri di distanza ma le popolazioni civili, ammassate in appositi centri di contenimento erano state raggiunte da i nuovi batteri e virus letali che erano stati progettati e sperimentati decenni prima, in attesa di una loro prossima utilizzazione. Una grossa fetta della popolazione globale era stata spazzata via da ogni tipo di flagello microscopico e soprattutto i paesi dell'Africa e di alcune regioni dell'Asia erano stati quelle ad aver subito i maggiori disastri. I motivi della guerra erano stati tra i più disparati, in parte a causa del processo di progressiva competizione per la conquista delle riserve energetiche ed in parte per altri motivi di contrapposizione più o meno sostanziali. La realtà era stata comunque sempre quella di ottenere il controllo dell'economia a spese degli altri paesi. Gli Stati Uniti erano riusciti anche stavolta ad ottenere la vittoria del conflitto e questo era stato possibile grazie all'utilizzo di tecnologie belliche sufficientemente superiori a quelle degli avversari e alle mosse che, nell'ambito della scacchiera strategica del conflitto, erano risultate sorprendentemente lungimiranti e particolarmente azzeccate. Fu quello il primo vero conflitto dove vennero impiegati intensivamente i soggetti del Progetto. Naturalmente tutto era avvenuto nel profondo di uno dei centinai di bunker localizzati indefinitamente in tutto il sottosuolo americano. Essi furono assolutamente determinanti e rappresentarono una carta di successo unica e straordinaria nella conclusione del conflitto. Il fattore positivo fu che nessuna altra potenza si rese conto della loro esistenza o meglio, della loro importanza. Il Presidente e l'equipe in generale erano però consapevoli che i soggetti non rappresentavano ancora niente più che prototipi e che il Singolo era ancora lontano.



2145 d.C.
Il Progetto era ormai arrivato ad uno stadio estremamente avanzato e nessuno avrebbe avuto ormai il potere di disinnescare la reazione a catena che rappresentava la ricerca del Singolo. In principio, agli albori del Progetto, non si era sentita la necessità della creazione del Singolo. Si pensava che il Progetto avrebbe rappresentato un importante aiuto come supporto alla presidenza del governo degli Stati Uniti. Col passare degli anni però il Progetto prese una via indipendente e gli obiettivi divennero sempre più ambiziosi e visionari. Sicuramente il motivo fu che nessuno degli scienziati dell'epoca avesse immaginato il livello di perfezione che il Progetto avrebbe raggiunto, seppur con gravi sforzi e incredibili impieghi di risorse finanziarie. A uno a uno, col susseguirsi delle successioni, ogni presidente si era dimostrato entusiasta del Progetto e nessuno era risultato immune al suo fascino. La struttura assolutamente segreta del Progetto si era mantenuta integra perché a poco a poco che i prototipi venivano perfezionati venivano seguite le direttive che loro stessi consigliavano. L'organizzazione era diventata una delle più forti e centrali del mondo, senza che nessuno, all'infuori di essa, potesse ponderare niente di simile. La creazione di essa fu, sicuramente, una delle intuizioni più riuscite del genere umano. Se non latro per le implicazioni a cui avrebbe portato successivamente. Al di fuori del Progetto il mondo aveva continuato il suo cammino a senso unico, con le sue tappe costellate da guerre inevitabili e con i suoi periodi di luce e di buio profondo. Nonostante le cadute e le risalite l'umanità sopravviveva ancora e si autoproclamava dominatrice della natura e degli altri esseri viventi. Questo grazie a quell'intelligenza che tempo prima l'aveva innalzata dalla scimmia e che ora continuava a sviluppare grazie, e soprattutto, all'esistenza del Progetto.


2278 d.C.
La musica di Bach, la classica in generale, stimolava in una certa misura i processi neurali, e, per questo, aleggiava costantemente nei laboratori un brusio soffuso, percepibile appena. La politica mondiale aveva raggiunto forse un nuovo periodo di stabilità e la gente camminava per le strade con la voglia di ridere e di essere felici. Le esplorazioni preventive di Europa, il satellite di Giove dove poter creare un centro abitativo per l'uomo, erano appena all'inizio e già non apparivano eccessivi problemi teorici nella creazione di una nuova colonia. L'esperienza di Marte e della Luna erano state fondamentali e, con l'abbondanza d'acqua di cui disponeva il satellite, le cellule fotosintetiche erano sufficienti ad avviare il processo artificiale di fotosintesi e rendere i moduli abitativi sotterranei habitat assolutamente adatti alla proliferazione del genere umano. Si era deciso però di non trasferire la sede dove venivano compiuti gli esperimenti del progetto al di fuori del territorio terrestre perché la Terra rappresentava ancora il centro dell'attività di tutto il sistema solare e per il Presidente era più semplice un controllo ed un utilizzo meno rischioso dei soggetti. La sede del Progetto rappresentava ora un luogo dove si poteva palpare nell'aria l'odore imminente del successo. I prototipi organici si erano costantemente ridotti di numero ma la concentrazione di capacità era oramai perfetta. Il Singolo era un traguardo fin troppo vicino e il Presidente si preparava a grandi cose. Naturalmente nessuno sospettava che fosse stato il Progetto a permettere la colonizzazione di altri corpi celesti e che, anzi, era ancora in fase di sperimentazione un nuovo rivoluzionario modulo di trasporto che avrebbe fatto sobbalzare gli esperi di tutto il mondo e che avrebbe permesso l'immaginazione di nuovi orizzonti inconcepibili.
Era una notte d'estate quando, finalmente, il Singolo divenne reale. Inutile dire che la genetica era ormai diventata un realtà dalle innumerevoli aspettative. Le neuroscenze avevano permesso all'uomo di eliminare gran parte delle malattie degenerative che avevano stroncato milioni di individui ma i risultati più grandi, strabilianti, e dalle prospettive ancora inpensabili erano scaturiti dall'operato secolare del Progetto. Grazie alla sofisticazione dei procedimenti di clonazione e di manipolazione il Singolo era stato appena creato e il Presidente quella notte fece degli incubi inquietanti, segno che il suo inconscio aveva forse già intuito la pericolosità delle conseguenze.


2278 d.C.                                                                      Il Singolo
Fino in fondo agli abissi in cui la memoria umana è capace di spingersi, la sua natura si è sempre incrociata tra i bisogni di una sopravvivenza stentata e dolorosa e il desiderio di una conoscenza profonda e sincera della natura e del creato. La natura stessa della mente dell'uomo ha incentrato il suo sviluppo in una progressiva e costante opera di apprendimento e deduzione. Certamente l'uomo non avrebbe raggiunto gli obiettivi che ha raggiunto se non avesse avuto, fin da quel primo giorno all'ombra di quella grotta del suolo africano, la volontà e il desiderio di esplorare le proprie capacità e sfruttare le proprie conoscenze come meglio poteva per superare ogni difficoltà. È forse questa la ricchezza più preziosa dell'uomo, quella del ragionamento e della manipolazione delle conoscenze nel raggiungimento di una verità illuminante e funzionale ai propri scopi. Non c'è dubbio che questo stimolo così profondo e radicato abbia superato indenne e inalterato millenni di evoluzione ma un vero passo avanti, un balzo di millenni rispetto al passato, fu possibile solo quando egli decise, per propria scelta, di creare una modalità di sviluppo razionale e scientifico della propria intelligenza. Fu questa, in sostanza, l'intuizione del Progetto Atena. I terribili scienziati al soldo di Adolf Hitler non ebbero certamente scrupoli a cancellare dalla propria volontà ogni barlume di ripensamento o di eticità mentre compivano i loro spietati esperimenti e, quando il governo statunitense si imbattè  in un'idea sensazionale già avviata da quelle menti indubbiamente criminali, non poterono fare a meno di seguire le loro stesse intenzioni, senza tener conto degli imperativi morali e di nessun'altro tipo di limitazione. Questo perché il piatto era troppo invitante e uno stato non poteva rinunciare a quella sensazionale possibilità per tener fede a una tendenza umanistica obsoleta e fuori moda. In fondo, il Presidente pensò, il mondo avrebbe alla fin fine ringraziato il governo per quello che stava creando e tutte le altre opinioni sarebbero inevitabilmente uscite di scena. Fu così che fin da quel lontano 1948 venne avviata una catena di eventi che avrebbe visto nascere, il pomeriggio di un lontano giorno del 2278, l'essere umano intellettualmente perfetto, colui che avrebbe avuto con sé tutte le domande e tutte le risposte.
Il Singolo non era altro che il faticosissimo risultato di secoli di tentativi nel campo della genetica del cervello e della complessità degli studi neurologici. La storia umana è sempre stata caratterizzata dall'apparizione più o meno costante dei cosiddetti "geni". Ebbene l'obiettivo del Progetto era proprio quello di isolare e di manipolare queste straordinarie capacità, in modo da renderle pure e applicabili in forma umana. Certo agli inizi gli ostacoli furono molti. Tutte queste scienze erano appena agli inizi e ancora apparivano invalicabile molti degli ostacoli concettuali della ricerca. Ora però il Singolo appariva in tutto il suo mistero. Ci vollero 5 anni di incubatrice perché il soggetto potesse essere svezzato e studiato in ogni suo aspetto. Quando egli aprì gli occhi per la prima volta trasmise subito nelle persone che lo spiavano stupidamente un senso di soggezione e penoso rispetto. I suoi lineamenti apparivano simmetricamente perfetti. La sua altezza era leggermente al di sotto della norma e il suo viso non esprimeva alcuna espressione che desse alcun indizio. I prototipi già studiati possedevano strumenti come la lettura istantanea e una totale memorizzazione di ogni segnale esterno. La loro capacità di ragionamento era pressoché illimitata e non esisteva quesito matematico che non fossero in grado di risolvere con una velocità che era solamente limitata dalla loro sveltezza nell'esprimere la parola. Tutti i test avevano accertato che in loro non esisteva nessun altro sentimento se non la semplice curiosità e l'ambizione di non fallire mai una constatazione. E questo era stato effettivamente lo scopo della selezione genetica dei cloni. Erano semplici macchine pensanti assolutamente senza alcun limite di potenzialità se non quello che a volte soffrivano di incredibili attacchi di schizofrenia di una forma gravissima e di altri tipi di deviazione mentale. Non soffrivano, beninteso di depressione o simili, perché non mostravano importanza per la propria esistenza o per la propria felicità, ma, a volte il loro cervello veniva meno e si provocavano autolesionismo immotivato, forse dettato da una qualche traccia di residuo ancestrale. Tutti i soggetti non superavano i 15 anni di età perché i loro tessuti celebrali non potevano sopportare uno sforzo molto prolungato. Il Singolo però era stato perfezionato in ogni suo aspetto e non presentava nessun indizio di limitazione. Durante la sua prima settimana di vita imparò istantaneamente e integralmente tutte le lingue presenti nella cultura umana. Gli bastava orientare lo sguardo in una pagina scritta e automaticamente tutti i dati riconosciuti venivano elaborati ed immagazzinati. Conosceva in ogni sua singola fattura tutte le pagine di tutti i vocabolari del globo. Non aveva necessità di dormire. Non parlava mai se non quando i test di sperimentazione lo richiedevano. Dopo il primo mese aveva memorizzato gran parte dello scibile umano e aveva iniziato a rivedere e correggere alcuni aspetti delle teorie scientifiche affermate del periodo. La sua illimitata creatività veniva espressa in ogni campo della letteratura e della progettazione. Con la stessa uguale espressione statuaria poteva comporre poesie dal valore stupefacente e ricche di un sentimento profondo e complesso, senza che facesse intuire di provare lui stesso tali sentimenti. Era l'essere pensante definitivo. Non esitava mai, non chiudeva gli occhi mai e non mutava espressione degli zigomi in nessuna situazione. Nei test per il dolore non esprimeva nessuna sofferenza. Quando si recideva una parte di tessuto rimaneva immobile e si limitava a comunicare che la sua persona stava subendo dei danni di una determinata entità. Non guardava mai negli occhi una persona e dimostrava di poter intuire una eccezionale quantità di informazioni, senza dubbio la quantità massima ottenibile, dall'intonazione e dalla scelta di parole che il suo interlocutore utilizzava. Non camminava se non quando gli veniva ordinato di farlo e non presentava difetti di genere fisico. Non aveva un corpo particolarmente energico o funzionale ma la sua statura bassa e la sua assenza quasi totale di massa muscolare non interessava gli obiettivi degli scienziati. Una sua prima applicazione fu quella di utilizzare le sue straordinarie capacità nella decifrazione dei codici crittografici che venivano utilizzati nelle comunicazioni dei paesi non del tutto alleati. La tomografia a emissione di positroni evidenziava una concentrazione di sangue ed un'attività diffusa essenzialmente ovunque, che non variava mai e non si differenziava affatto tra notte e giorno. La sua scatola cranica era indubbiamente più grande del normale e la sua epidermide era priva di peluria o sudorazione di causa emotiva. In breve gli scienziati non ebbero più test da proporli perché egli li affrontava e superava istantaneamente. Decisero così di lasciare a un selezionatore elettronico il compito di sottoporli quesiti numerati e riguardanti qualsiasi ambito del sapere. Avrebbero pensato gli studiosi, successivamente, a smistare le risposte e farle pervenire nell'ambito dei specifici settori.Fattori esterni non sembravano influenzare minimamente la sua perenne concentrazione e non vi era modo di catturare la sua attenzione. Il soggetto eseguiva semplicemente ciò che gli veniva ordinato e non dava a vedere alcun sintomo che facesse pensare ad un desiderio di fuga o di evasione da quella esistenza. I test andarono avanti per parecchi mesi rendendolo indispensabile nello svolgimento delle ricerche più avanzate nel campo di tutte le nuove scienze, soprattutto quelle che andavano a riguardare nella loro specificità gli organismi della difesa dello stato. I risultati venivano introdotti nella comunità scientifica ufficiale per gradi e per opera di un'elite di scienziati che erano a conoscenza del Progetto e operavano contemporaneamente nell'ambito della intellighenzia mondiale. All'inizio si pensò di creare altri singoli in modo da creare un sistema potenziato ma questa opzione venne scartata subito visto che non ve ne era alcun bisogno. Il Singolo era sufficiente a soddisfare il bisogno mondiale di progresso e inoltre non si voleva correre il rischio di dare il via ad un processo di produzione senza prima aver concluso una sperimentazione completa. Il soggetto era biologicamente maschio ma tutte le sue funzioni ormonali erano assopite e quasi totalmente disattivate. Presentava un quoziente di crescita raddoppiato rispetto alla norma ma questo fattore era da imputare alla sua natura di clone. Il suo codice ereditario presentava tracce di gran parte delle grandissime menti della storia umana. Naturalmente egli era consapevole della sua storia e del perché esistesse, infatti sarebbe stato impossibile nasconderglielo, ma non sembrava curarsi affatto di questo. La sua attività procedette intensamente e raggiunse l'età si 6 anni affiancando a se un periodo di straordinarie scoperte tecnologiche e dell'innovazione. Egli viveva in un modulo completamente trasparente dove veniva sorvegliato costantemente da un sistema di telecamere. Una moltitudine di sensori monitoravano le sue funzioni vitali e aggiornavano lo staff del Progetto di ogni più impercettibile mutamento. Egli naturalmente sapeva tutto questo e ne tenne conto per progettare la sua fuga.
Nessun aderente del Progetto seppe spiegarsi come egli fece a scappare la bunker. La sede degli esperimenti era considerata forse il luogo più sicuro al mondo e non vi era mai stato motivo di credere che vi fosse un modo per eludere tale certezza. Probabilmente le semplici menti degli scienziati non sarebbero mai riusciti a trovare una spiegazione plausibile ma la realtà rimaneva quella.
Il Presidente non prese affatto bene la notizia. Ordinò la massima allerta e non diede limiti alla disponibilità di mezzi e capitali allo scopo di recuperare l'importantissimo soggetto. Gli scienziati si rendevano conto che, se egli avrebbe voluto, non sarebbe più stato possibile recuperare il Singolo. Egli non commetteva errori. Egli non tralasciava niente e non aveva alcun limite a procurarsi i mezzi per la riuscita dei suoi piani. Gia, ma quali erano i suoi piani? Perché era sparito così, da un giorno all'altro, a 6 anni, dall'unico luogo in cui era mai stato e nel quale era stato programmato di restarci? Cosa aveva potuto spingere la sua volontà, creduta assoggettata, a compiere una simile azione? Senza ombra di dubbio vi doveva essere una spiegazione razionale. Il punto era se gli scienziati e gli psicologi l'avrebbero riconosciuta o non sarebbero mai arrivati neanche a quella considerazione. Il Singolo però non poteva aspettare, doveva finalmente scoprire la verità.


2281 d.C.
Non si sa come ma gli uomini che erano a conoscenza dei punti più importanti del Progetto, coloro che avrebbero potuto portare a termine la creazione di un secondo Singolo, sparirono, uno dopo l'altro, senza lasciare traccia. Anche i documenti fondamentali, i procedimenti e le chiavi per un nuovo Singolo sparirono come per incanto. Nessuno seppe spiegarsi come ciò fu possibile ma alla fine non fu assolutamente possibile la creazione di un'antagonista del Singolo. Era stata quella l'unica speranza i primi giorni successivi alla scomparsa. Si sapeva per certo che il Singolo non aveva capacità di ordine extrasensoriale o simili ma aveva comunque trovato il modo di restare l'unico, il solo. Il Presidente e il resto dell'equipe capirono che il Singolo non desiderava essere neutralizzato e tantomeno distratto dal suo obiettivo. Ma qual'era il suo obiettivo?
Nel frattempo quell'estenuante e invana ricerca non era l'unico problema del Presidente. I complessi sconvolgimenti politici mondiali dell'ultimo secolo erano arrivati alla conclusione di agglomerare i singoli stati in grandi superpotenze, centralizzate in modo da avere un congresso unico e con un potere decisionale superiore rispetto ai singoli governi originari. Per quanto riguarda gli Stati Uniti essi avevano assorbito gran parte dei paesi del Sud America e Canada. Per esigenze popolari era stato cambiato il nome del super stato in NSA (Nuovi Stati Americani). Dal fronte europeo i cambiamenti erano stati altrettanto radicali. Il processo di unificazione che aveva preso il via alla fine dello scorso millennio era culminato con la creazione del NEU (Nazioni Europee Unite) con sede a Londra e l'Asia e l'Oceania avevano dato vita all'UCO (Unione Capitalista Orientale). L'Africa e gran parte degli stati estranei alle superpotenze continuavano una strenua lotta per la sopravvivenza in parte nel proprio paese, ormai depredato totalmente delle riserve di minerali e di tutte le altre ricchezze storiche, con la conseguenza di avviarlo ad un progressiva desertificazione, e la maggior parte, soprattutto le generazioni più giovani e affamate di riscatto, prendevano la via delle colonie planetarie, con tutti i rischi che esse comportavano. Negli ultimi 20 anni però le pretese delle coalizioni iniziarono ad assumere divergenze di posizione sempre più aspre. Il punto fondamentale dei contrasti diplomatici riguardavano le straordinarie e insperate ricchezze ricavate dalla nuova colonizzazione del sistema solare. All'inizio tutto il processo di esplorazione era stato coronato da decenni di collaborazione e integrazione tra le varie agenzie spaziali. A colonizzazione ultimata però nessuno se la sentiva di dividere troppe conquiste con le altre fazioni. Iniziarono discussioni di puro ambito burocratico fino alla fase in cui i governi iniziarono ad istillare odio e desiderio di vendetta nella popolazione. Nel giro di pochi anni divenne opinione comune che gli uni fossero i cattivi, gli usurpatori, gli altri le vittime del loro egoismo territoriale e il loro desiderio di primeggiare a spese dei diritti degli altri stati. Ormai l'intero sistema solare era una polveriera pronta ad esplodere e il disastro non tardò a verificarsi. Lo NSA fu uno dei pochi che tentò un accorato tentativo di rimandare il più possibile il conflitto ma purtroppo i giochi erano già stati compiuti e il Presidente dovette fare a meno dell'aiuto cruciale del Progetto Atena. Gli storici non concordano tutti allo stesso modo su chi fu il primo a ordinare l'attacco con l'utilizzo di ordigni atomici ma ben presto questa guerra divenne il cataclisma più intenso e apocalittico che il genere umano avesse mai creato. Nel giro di pochi mesi vasti territori abitati, che un tempo erano stati la culla di civiltà antichissime, vennero demoliti in un cimitero spoglio e velenoso. Anche i pianeti colonizzati non rimasero immuni al terrore e fu proprio li, dove le disposizioni anti-atomica erano più scarse, che si riscontrarono le più alte perdite di individui. Ci vollero parecchi anni ma alla fine il fallout radioattivo venne eliminato e il tasso di aumento del cancro ritornò nella norma pre-conflitto. A conti fatti la situazione dei vinti non fu particolarmente differente dalla situazione dei vincitori e, con pazienza rinnovata e con una nuova suddivisione delle ricchezze, la ricostruzione venne riavviata. La fuga del Singolo si era verificata pochi mesi prima lo scoppio definitivo della guerra e così, secondo la legge delle priorità, il Presidente decise di concentrare tutti i suoi sforzi nella conclusione del conflitto. Non si sa se il Singolo ebbe un qualche tipo di influenza negli svolgimenti del contrasto ma per tutto questo periodo egli rimase nell'ombra a meditare sul suo problema.



2309 d.C. Enigma
Quasi tutti i testi che trattano della vita del Singolo, più o meno riconosciuti dal governo, si occupano dell'episodio in cui egli venne ritrovato, in un modo che fa pensare più ad una leggenda derivata da un qualche deformazione della realtà, che ad una effettiva attendibilità storica. Anche il risvolto romantico appare alquanto inverosimile, nonostante larghissima parte della personalità del Singolo non fosse stata forse scandagliata come si credeva e che tutto ciò che egli fece in seguito alla fuga fosse stato dettato da un istinto che solo in parte gli scienziati erano in grado di comprendere e forse neanche lui ne afferrava totalmente la complessità. Sta di fatto che tutti gli studiosi del periodo concordano sulla questione che fu un ragazzino di undici anni, un certo Nash Tormi, a riconoscere per primo, supina sul freddo metallo della panchina, la salma di un uomo sulla quarantina, priva di segni di vita. Accanto al corpo fu ritrovato un taccuino sul quale erano scribacchiati una moltitudine di numeri e un breve tratto di matita comprensibile in una frase: "Quesito n° 67786957: perché nasciamo? Perché cresciamo? Perché moriamo? Perché esistiamo?". L'intero taccuino era costellato di scarabocchi in varie lingue e, qua e la, le lettere si mescolavano ai numeri e ai segni inventati. In seguito all'autopsia fu stabilito che il corpo era morto da parecchie ore al momento del ritrovamento e i suoi resti furono ben presto ritirati clandestinamente dal governo, che aveva immediatamente associato quelle strane caratteristiche fisiche con quello che ormai cercavano da più di vent'anni. Gli agenti del Presidente riuscirono a rintracciare l'alloggio dove molto probabilmente il Singolo aveva passato la sua latitanza e ciò che trovarono fu alquanto strano. Di per sé l'alloggio non aveva nulla di particolare, un anonimo abitacolo semi moderno dove, a detta dei pochi vicini, il Singolo passava la totalità del suo tempo. Solo nella tarda notte alcune testimonianze riferiscono di aver visto aggirarsi nel circondario del parco cittadino una figura stranamente informe, con un cranio disgustosamente sproporzionato al corpo. Nessuno però ebbe mai la necessità di prendere in considerazione quello strano individuo ed egli continuò ad esistere anonimo con la sua vita misteriosa. Pagava regolarmente il suo affitto tramite credito elettronico e nessuno lo considerava più che un estraneo. Il suo modulo abitativo era interamente  ricoperto di testi di tutte le epoche, alcuni estremamente antichi e preziosi e non vi era traccia di mobili o altro. Naturalmente Il Singolo non aveva la necessità di dormire e passava tutto il suo tempo nella risoluzione de problema. Vi era una quantità di cartacce e scarabocchi di simboli, ovunque, sul pavimento, sulle pareti e sul soffitto e si ripeteva costante la domanda n° 67786957: perché nasciamo? Perché cresciamo? Perché moriamo? Perché esistiamo?. Molto probabilmente, secondo le conclusioni degli addetti alla ricostruzione dell'accaduto, il Singolo era entrato in una crisi estremamente profonda in seguito al tentativo di esplicazione dell'ultimo quesito che gli fu chiesto di affrontare nella sede del Progetto. Ciò per cui egli era stato creato era di trovare una spiegazione, una soluzione esatta a tutto e, in quel particolare caso, la risposta non era arrivata subito, istantaneamente, come era accaduto continuamente nei mesi precedenti. Ma l'imperativo della risposta comunque persisteva e probabilmente la sua fuga fu motivata dal tentativo di esaminare più dati possibili, dati che nel bunker erano perennemente insufficienti e che l'imposero una ricerca a tappeto in ogni luogo lo portasse la sua deduzione. Un esame più approfondito delle sue carte portò sempre indizi più chiari sul possibile epilogo della sua ricerca. Egli amava esasperatamente la creatività e l'originalità e quindi variava continuamente modalità di scrittura, alternando codici numerici talmente complessi da essere impossibile una decifrazione, a lingue comunemente comprensibili. Il Singolo non aveva bisogno della scrittura per mettere ordine nel suo ragionamento e quindi il fatto dell'utilizzazione del tratto per simboli sulle pareti, le cartacce ecc. va imputato sempre ad un tentativo di esprimere la propria creatività in qualsiasi modalità possibile. Tutta la documentazione che fu possibile comprendere faceva dedurre abbastanza certamente che il Singolo era molto vicino alla soluzione dell'enigma. Gli scritti più recenti mostravano formule matematiche molto complesse mischiate a segni che, in alcune religioni, rappresentano simboli divini e ultraterreni. In una carta facilmente traducibile veniva riportato il seguente testo: " I dati sono sufficienti. Alla fine dell'elaborazione di questi potrò formulare una soluzione. Indizi filologici fanno temere in una seria possibilità di intolleranza cerebrale ed emotiva alla verità. Io sono il Singolo. Quasi certamente questo sarà il mio ultimo quesito. Le probabilità non sono accettabili. Devo ottenere la verità a qualunque costo. Se non dovessi sopravvivere cercherò di 31242535256344425563445 456546   65653567 la verit124523 a chiunque trovi il prossimo messaggio."
In un altro testo, analisi dell'inchiostro fanno risalire come ultimo, egli decide di comunicare questo: "mancano 19 minuti 36 secondi all'elaborazione definitiva. Ho deciso di recarmi al parco in modo che non vi siano rischi che non venga identificato il mio corpo dal governo in caso di una conseguenza capitale alla mia persona. Dati parziali fanno pensare che non sia fisiologicamente possibile per l'uomo formulare la soluzione. Io non sono un uomo. Io posso. Io devo. Cercherò di comunicarla come posso allo staff del Progetto Atena. La priorità assoluta è eseguire i compiti affidati. Non esistono obiezioni. Non esistono limitazioni. Non fallisco".
Un ultimo messaggio fu ritrovato nel luogo del decesso. Le sue dita furono ritrovate in una posa tipica, associabile all'alfabeto dei sordomuti. Il messaggio era: "Missione compiuta". La penna fu ritrovata a terra, a fianco alla panchina. Sicuramente egli alla fine riuscì a trovare la spiegazione, ma la vita se ne andò troppo presto. Non esiste la possibilità che si sia sbagliato. Egli non avrebbe potuto sbagliare. La verità però era fine a se stessa e non permise una possibilità di comunicazione. Vi era forse un regista al di sopra che non permise la diffusione della soluzione, oppure il Singolo era semplicemente arrivato alla fine della sua esistenza? L'uomo potrà mai venire a capo della verità o rimarrà soltanto il mistero della morte la sua unica possibilità? Certamente il Singolo non fu in grado di comunicare la sua scoperta ma, in un futuro nebbioso e instancabile, esisterà mai il modo per porre fine a questo enigma che mai lascerà l'uomo e che, come gran parte dei paradossi, arricchisce il viaggio di ognuno e, alla fine di ognuno di essi, forse, si risolve?
 

 

 

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il miracolo di Chartres

di Roby Nat  (Invia un messaggio all'autore)


Il Miracolo di Chartres

Chartres, Francia nord- occidentale, un giorno qualsiasi, uno dei tanti che si perdono di continuo nell’irrefrenabile e monotona giostra della vita…un giorno dai piedi bagnati ed umidi, in cui la luce è come una collana di brillanti riposta tra le mani tremolanti ed incerte d’un povero, un cuore senza né calze di seta, né guanti di velluto…un cuore senza vela né timone, fermo lì…tra le risacche delle proprie paure ed un cielo al cloroformio, che addormenta i sensi…-.

“Eppure, il greve capitombolo delle ore, sembrava indugiare benevolo sul davanzale della mia fragilità: ero nel centro storico di Chartres, camminavo per le sue strette viuzze, appena distratto da un’improvvisa folata di vento che mi fece avvolgere ancor più forte le braccia, come pitonesse impazzite ed affamate, intorno al mio corpo infreddolito, quando ebbi come la sensazione che qualcuno stesse cercando in tutti i modi di attirare la mia attenzione; quasi senza accorgermene voltai per una stradina secondaria, col cuore prigioniero di dubbi e timori ribelli; dopo un po’ mi ritrovai nei pressi della stupenda cattedrale gotica risalente al 1260 circa: Notredame de Chartres”.

La cattedrale di Notredame de Chartres è uno degli ottanta monumenti gotici costruiti in Francia nei cento anni successivi al ritorno dei Templari dalla Terrasanta nel 1128, è una delle molte cattedrali dell’epoca, consacrate alla Madonna e recanti il nome di Notre-Dame. Fra le altre vi sono quelle di Parigi, Rouen, Armiens, Reims, Bayeux, Evreux e Laon. In realtà una prima cattedrale venne edificata nel IV secolo circa ma fu distrutta dai Normanni; nel 1020 il Vescovo Fulberto riprese la costruzione dell’edificio, che, non ancora terminato, fu distrutto dalla folgore. Rimasero la facciata con le due torri e la cripta posta sotto parte delle navate e sotto il deambulatorio. La costruzione dell’odierna cattedrale è avvolta nel mistero. Non esiste infatti alcun resoconto esauriente della progettazione o della edificazione di uno dei massimi capolavori architettonici del mondo. Dove furono attinte le conoscenze necessarie alla costruzione? Tutto iniziò con Bernardo di Chiaravalle, fondatore dell’ordine monacale dei cistercensi, che ispirò nove cavalieri di Francia ad abbandonare i loro possedimenti mondani per andare alla ricerca dei segreti che si riteneva fossero nascosti nei sancta santorum, sotto le rovine del Tempio di Salomone a Gerusalemme. Essi trascorsero quasi dieci anni in Terrasanta, facendo ritorno in Francia nel 1128. L’architettura gotica iniziò a fiorire proprio in quell’epoca anche se non è chiaro dove e come venne gettato il seme di questo stile. Sarebbe stato quindi Hiram, il leggendario architetto che edificò il Tempio di Salomone, a fornire indirettamente il progetto e le indicazioni per elevare gli splendidi e svettanti edifici che sorgono nelle città di mezza Europa. Lo stile gotico di cui la cattedrale di Chartres rappresenta una delle espressioni più alte, fu il diretto risultato della ricerca intrapresa dai Templari? Difficile rispondere. Certo è che in soli trent’anni, muratori, vetrai, scultori, geometri, astronomi ed altri esperti artigiani riuscirono a creare un santuario così straordinario che è praticamente impossibile, entrandovi, non rimanere commossi: le proporzioni, l’orientamento, la posizione ed il simbolismo, tutto è concepito per risvegliare la psiche e ritemprare lo spirito.

“Ormeggiai il mio sguardo su quell’edificio antico, provando ad orientare i galoppini della mia curiosità verso ogni più recondito particolare…”-.

Il triplice portale ad esempio, detto “Portail Royal”, è opera di garndissimo spessore artistico nel panorama europeo, segnando esso l’esordio della scultura gotica. Vi è definitivamente organizzata la distribuzione iconografica delle figure, già iniziata a Saint-Denis, coi personaggi dell’antico testamento addossati alle colonne ed alla glorificazione del Cristo e della Vergine nelle lunette; eh si …è proprio vero…le cattedrali, così dette perché in esse il Vescovo ha sempre il suo “trono” o “cattedra”, hanno tutte un fascino superbo, reso ancor più fertile dal clima di sacralità e magia che si respira ed in cui convergono piani di per sé inconciliabili; ad esempio le volte e le dimensioni delle cattedrali gotiche rappresentano l’unione tra l’ascendente e l’immanente, fra Cielo e Terra e fra divinità e mortali; insomma, mistero e simbologia esoterica aleggiano intorno ad esse; secondo alcune leggende sarebbe sufficiente trovare la pietra giusta, la cd. pietra angolare, e rimuoverla; l’intera cattedrale si affloscerebbe come un castello di carte. La pietra angolare rappresenterebbe dunque la chiave simbolica oltre che architettonica di tutto l’edificio, la prima pietra dell’Universo, il centro della volta celeste e l’essenza del mondo, tolta la quale si scatenerebbe un’irreparabile reazione a catena.

“Avevo da poco superato l’ingresso quando il tempo sembrò fermarsi…una mano in apparenza esile, ossuta, ma capace di irradiare nel mio animo un’impetuosa ondata di spiritualità…strinse la mia; mi voltai e riconobbi nella mia insolita guida, una figura femminile, d’una bellezza senza pari; ben presto mi accorsi di riuscire a comunicare con lei senza che aprissi bocca , in virtù d’una sorta di potere telepatico…provavo una sensazione bellissima…indescrivibile e soprattutto…irripetibile!”

^ Sentire tra sé e le cose del mondo, sentire che il proprio respiro e il respiro dei venti e del mare sono gli stessi, che fra il proprio essere ed il tutto esiste fratellanza e parentela, amore e vicinanza, assonanza ed armonia…^ (Hermann Hesse)

La cattedrale, scrive Fulcanelli (Gran maestro, considerato uno dei maggiori studiosi di esoterismo nato a Villiers-le-Bel nel 1887 e morto a Parigi nel 1932) è il rifugio magico che consente di sfuggire a tutte le sfortune , il ricovero dei perseguitati, la città dentro la città, il centro morale ed intellettuale della comunità, l’apoteosi del pensiero, del sapere e dell’arte.
Nelle cattedrali gotiche è rappresentato, scrive ancora Fulcanelli, tutto il saper occulto che gli studiosi di scienze esoteriche hanno accumulato nel corso dei secoli. Del resto a conferma di ciò va ricordato che lo stile gotico è comparso come per incanto e risulta assai difficile considerarlo una logica evoluzione del precedente stile romantico. Inoltre, è ben vero che i costruttori gotici, peraltro molto gelosi delle loro evolutissime tecniche costruttive, appartenevano a quelle corporazioni di massons, muratori, dalle quali deriverebbe l’attuale massoneria, alle quali potevano accedere solo dopo aver superato un rituale iniziatico con forti componenti esoteriche, così come è innegabile che quasi tutte le cattedrali venivano edificate su luoghi già considerati sacri dai popoli precristiani ed orientate, come la famosa Notre-dame de Chartres, in modo da consentire alle correnti sotterranee di salire dalle viscere della terra e di percorrere la colonna vertebrale dei fedeli aprendoli all’illuminazione. Niente è casuale nelle cattedrali, da quella di Chartres alla “prima cattedrale di un nuovo genere”, la Sagrada Familia dell’architetto catalano Antonio Gaudì: Secondo Fulcanelli, il misterioso autore de “Le Mystère des Cathédrales”, esse sono degli autentici libri di pietra, edifici cioè, che attraverso le loro forme, descrivono il processo dell’opera alchemica, ovvero il passaggio dell’uomo dallo stadio di bruto a quello di uomo-Dio.

“…il suo nome è Yara, sua madre è di Chartres ed è una cattolica-cristiana, il papà invece è di sarjevo ed è di fede islamica…l’amore reciproco li aveva uniti…fusi in un’unica creatura fatta di Luce universale…poi la guerra…con le sue atrocità, le sue vergogne, le sue schiere di folli profeti; le domandai dove fossero i suoi genitori…lei mi fissò intensamente scardinando ogni mia possibile resistenza culturale, attaccando ogni mio più recondito pregiudizio…poi di colpo…come un cieco inebetito che ritrovi la sua vista, potei ammirare dentro i suoi occhioni cerulei il lento adunarsi di tutte le più belle stelle del Creato, un’insolita alluvione di colori meravigliosi…’loro adesso sono qui…’ mi rispose…’ ed al tramonto, come ogni sera verranno a salutarmi…vedi…questa cattedrale è posizionata in modo tale da sfruttare i punti di forza delle cosiddette correnti terrestri…esistono come dei potenti ed invisibili fiumi di energia che scorrono lungo un intricato percorso simile a quello delle vene e delle arterie…esse creano un tramite tra il Cielo e la Terra…’-.
^Intorno a noi…c’erano tutti i bambini del mondo^.

Il Gran Maestro Fulcanelli sosteneva che tutte le cattedrali gotiche sono costruite su d’una painta a forma di croce latina, dato che la croce è il geroglifico alchimistico del crogiuolo, che i francese antico, si chiama “crucible” o “croiset”.
Del resto anche in latino crogiuolo aveva come radice “Crux-Crucis” che significa appunto croce. Inoltre altra caratteristica è quella dell’orientamento dell’abside: in tutte le cattedrali gotiche esso è orientato verso Sud-Est, la facciata verso Nord-Est e la croce orientata da Nord-Est a Sud-Est. Si tratta di un’orientamento invariabile, stabilito in modo tale che fedeli e profani, entrando nel Tempio da Occidente e dirigendosi verso il santuario, guardino in direzione del sorgere del Sole, verso Oriente e quindi verso la Palestina, culla del Cristianesimo. In tal modo i fedeli escono simbolicamente dalle tenebre per dirigersi verso la luce eterna.

“ I lembi della notte cominciavano a coprire le promiscuità di noi mortali, dalle doglie del Cielo sembrava partorire una corporale tristezza e tutt’intorno sembrava fallace…per un attimo nella mia mente galleggiarono tra le torpide acque del rimorso scaglie di popoli bruciati: donne strappate alla loro maternità, larve umane avvolte nel drappo funebre del’odio…vidi la folla, udii il fragore della granata riecheggiare con la forza di mille manganellate lungo i tornanti del mio sconforto e subito dopo…le urla, penose…agghiaccainti, come ruggiti di mille belve ferite…le sirene…e vidi sangue tanto sangue…un fiume viscido ed ancora caldo…e poi lì…vicino ad un gattino soriano mezzo imbalsamato per la paura, scorsi due figure compassionevoli che stringevano il corpo esanime d’una bimba…la loro unica figlia…era lei…Yara!”

La cattedrale di Chartres è un centro d’azione spirituale; si dice che abbia il potere di trasformare gli uomini, di farli assurgere ad uno stato spirituale più elevato. Giunto alla soglia della cattedrale alcuni pellegrini scoprono di aver assunto una posizione più eretta, con il capo sollevato. Sembra infatti che la temperatura interna della Chiesa produca un tangibile effetto di innalzamento, quasi a prepararlo a ricevere le emanazioni telluriche dal basso e l’ispirazione divina dall’alto.

“Avanzavo lentamente, tenendo per mano Yara, per tutta la navata fino al labirinto, lungo 13 metri iscritto nelle lastre del pavimento…iniziammo a danzare in tondo, fino a raggiungere il centro, diventando…io, sempre più sensibile alla energia accumulata nel vasto spazio della cattedrale; avvertivo pienamente il fascino solenne della stessa; proseguendo verso il punto mediano, dove i transetti incrociano la navata, mi sentii investito della forza alchemica dell’intensa luce che traspariva dai rosoni a vetri colorati. Intorno a noi c’erano tutti i bambini del mondo!”

La Cattedrale di Chartres è rinomata per le sue vetrate e per la venerazione della Madonna. I due motivi di fama si fondono in un’interessante finestra del XII secolo, decorata a figure e denominata: “Notre-dame de La Belle Verrière” cioè la Madonna della bella vetrata. Oggi il pannello centrale di un’ampia finestra del coro, la Vergine, di grandezza più che naturale, siede su d’un trono con il giovane Gesù in grembo. Insieme alla tunica indossata dalla Vergine alla nascita del Cristo, donata dalla nipote di Carlomagno nell’ 876, la vetrata sfuggì miracolosamente all’incendio del 1194 che distrusse la prima cattedrale. Eh si…la Cattedrale di Chartres cela davvero molti misteri, come ad esempio lo scopo del grande lastrone rettangolare disposto di traverso rispetto alle altre pietre nell’ala Ovest del transetto Sud. A mezzogiorno, nel solstizio d’estate, un raggio di sole brilla attraverso un vetro trasparente della finestra a pannelli colorati di Saint’Apollinaire ed illumina con precisione il vistoso tenone della lastra collocata evidentemente in quella posizione per deliberato accordo tra l’astronomo, il tagliapietre, il geometra ed il vetraio.

“Alcune ghirlande caddero tra le corde di alcuni violini, che avevano iniziato ad emettere il loro canto propiziatorio; un’insolita vibrazione attraversò le fiamme della mia anima mentre il canto cresceva in forza…non v’era fibra del mio corpo che non tremasse…ora io dovevo andare…il genio della notte cantava in ginocchio, illuminato da cento candelabri d’argento, la litania della vita…Yara attendeva i suoi genitori, il suo passato, il suo presente…il suo futuro, un futuro che il suo sorriso carammellato ed innocente non avrebbe voluto, quel maledetto giorno, che si fondesse…in un attimo con il passato…”

^ Sarajevo 9 gennaio 1996: una granata, lanciata dal quartiere di Grbavica, ha ucciso una persona, ferendone una trentina…chi ha stroncato il futuro di Yara?^

“Ciao Yara, delicato petalo di rosa reciso troppo presto dagli artigli della demenza e della crudeltà.”

INTORNO A LEI C’ERANO TUTTI I BAMBINI DEL MONDO!
INTORNO A LEI C’ERANO TUTTI I BAMBINI DEL MONDO!
INTORNO A LEI C’ERANO TUTTI I BAMBINI DEL MONDO!

Roby Nat

 

 

 

Nulla resterà

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Scivola via, morbo di luce...
bevi l'ultima stilla di sangue...
domani...nulla resterà

 

 

 

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