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Singolare Verità
Quegl'anni furono assai ricchi di sorprese.Nessuno se lo sarebbe
forse mai aspettato 10 anni prima ma la gente riuscì a trovare
dentro di sé e nella forza della coalizione la volontà per la
ricostruzione. Ci volle l'intero aiuto economico e umanitario
dell' UCO e ancor più dell'ex nemico NSA, ma, alla fine, il
vecchio ordine mondiale venne restaurato e si potette assistere
ad una nuova alba di pace.(Nash Tormi, "Gli anni della ribalta",
2.331 d.C.)
Singolare Verità
1948 d.C.
Albert passeggiava chino e frettoloso come faceva ormai da
parecchi anni seguendo schematicamente le geometrie semplici e
attraenti del ciottolato che circondava il grazioso e riparato
giardino di Princeton. Amava il silenzio, e agli studenti del
primo anno, per i quali era molto comune incontrarlo per caso
durante la mattina, dava l'impressione che stesse pensando
intensamente a un qualche argomento contiguo al loro mondo e a
ognuna delle loro vite impegnate e incentrate nello studio
accademico. In realtà era proprio questo che faceva, infatti non
era riuscito a chiudere occhio per tutta la notte, causa un
quesito che aveva sentito da un suo collega e che ancora non
conosceva. Per di più era stato fatto chiamare dal Rettore
quella stessa rilassata mattina di maggio e purtroppo il
pensiero di mettere in sospeso i suoi sforzi per distrarsi in
qualche faccenda di ordine burocratico, così pensava lui, lo
rendeva particolarmente irritabile. Bussò moderatamente alla
porta del rettorato e attese l'invito ad entrare. Il saluto del
Rettore questa mattina era particolarmente allegro e Albert si
chiese il perché di questa premura che non era sempre solito
ricevere quando si trovavano in situazioni non ufficiali. Il
Rettore lo fece accomodare e gli offri da bere, sapendo che
Albert avrebbe rifiutato. Superati i convenevoli egli iniziò a
entrare nel vivo della conversazione compiendo un lungo giro di
parole, e alla fine confessò ad Albert la preoccupazione
rispetto alla sua salute. Albert non si era forse mai sentito un
atleta e mai aveva avuto la pretesa di esserlo ma non aveva
avuto grossi problemi di debilitazione e ora come ora non era
mai stato meglio. Il rettore continuò le sue osservazioni
sostenendo che il suo più illustre ospite, colui che aveva
contribuito, forse in maniera definitiva, a fare di Princeton il
più grande tempio della scienza del periodo, dovesse essere più
riguardoso rispetto al proprio stato di salute e che ormai
l'incipiente anzianità aveva iniziato a minare la sua figura
sempre più esigua.Non poteva pensare solo ed esclusivamente al
lavoro. Da quanto tempo non si faceva una vacanza, un periodo di
relax libero da distrazioni e rompicapi snervanti? Tanto parlò
che alla fine lo convinse a passare alcuni giorni in una clinica
privata poco distante dall'ambito universitario con lo scopo di
effettuare un check-up completo e per permettergli di
rigenerarsi e ritornare al più presto al proprio materiale di
studio. Tutto questo era naturalmente offerto dallo stato ed era
stato proprio un alto funzionario dello stato a consigliarli un
simile trattamento per i suoi collaboratori più in vista. Si
trattava solamente di una breve vacanza e visto che il tono del
rettore diventava sempre più persuasivo Albert decise di
accettare, intuendo che il regalo veniva dall'alto e che
qualcuno si sarebbe gravemente offeso in caso di un rifiuto
categorico e immotivato. Il Prof. Albert non fu certo l'unico a
ricevere quel generoso trattamento e a poco a poco vennero
esaminati e furono raccolti campioni di tessuto da gran parte
delle grandi menti in vita in quel periodo. Contemporaneamente
era iniziata la ricerca sistematica di campioni genetici dei più
illustri geni e scienziati di tutti i campi dello scibile umano.
Alcune delle tombe più illustri e più facilmente individuabili
dell'intero globo vennero professionalmente sacrilegate da
agenti altamente qualificati delle forze in incognito del
governo degli Stati Uniti. Naturalmente il lavoro fu
integralmente ineccepibile e gran parte dei campioni fu raccolto
grazie a collaborazioni più o meno giustificate con gli altri
paesi all'oscuro del Progetto. Ma il significato reale del
Progetto, la sua natura e il suo scopo più intimo fu tenuto
nascosto a tutti e solo una manciata di persone sapeva la verità.Il
Presidente, un suo tramite con i laboratori e un' equipe di
scienziati selezionatissimi non solo in base a requisiti
professionali ma anche secondo indici di affidabilità erano gli
unici a sapere cosa si celasse dietro l'operazione. Il
dipartimento della difesa era a conoscenza dell'esistenza di
quel particolare progetto ma neanche il ministro era autorizzato
a fare toppe domande in riguardo. Gli scienziati erano stati
scelti celibi e compatibili ai severissimi requisiti psicologici
che gli avrebbero imposto una vita riservata, lontana dai
rapporti umani con i propri simili e totalmente incentrata sulla
missione. La loro unica ricompensa sarebbe stata quella di poter
tenere parte al meraviglioso progetto che nessuno era mai stato
in grado prima di allora di portare a termine. L'idea del
progetto non era stata tuttavia del Presidente, ne di qualche
scienziato particolarmente visionario, ma tutto questo studio
non era stato altro che la continuazione di un obiettivo
particolarmente ambizioso, con i mezzi del tempo, del governo
del Terzo Reich. In seguito alla caduta di Hitler il
dipartimento della difesa aveva documentato alcuni dei progetti
più segreti degli studiosi del Reich e non capendone subito
l'importanza capitale i funzionari avevano deciso di metterne da
parte l'idea e rimandare tutto ad un futuro che avrebbe
consentito un più mirato sviluppo di tale tecnologia. Solo negli
anni dove si sentì sempre più vivida la paura di una guerra
fredda e instabile si decise di riportare alla luce il Progetto
Atena.
1997 d.C.
Fu incredibile come in uno stato profondamente democratico e
socialmente libero come gli Stati Uniti, nessuno, ne la stampa
ne qualsiasi altro tipo di organo dell'informazione riuscì mai a
sospettare nulla del Progetto Atena. Eppure gli argomenti di
sospetto, le tracce e alcuni piccoli indizi non mancarono,
nonostante le sofisticatissime norme di sicurezza e la
riservatezza assoluta degli interessati. Fu il Presidente stesso
della nazione a rivelare il segreto al suo successore e questi,
capendone l'importanza capitale decise di seguire l'esempio del
suo predecessore e non rivelò a nessuno, nemmeno ai suoi più
stretti collaboratori, le caratteristiche rivoluzionarie del
progetto. A poco a poco, di pari passo con la crescita
esponenziale delle scoperte nell'ambito della genetica e del
funzionamento del cervello umano, una prima esigua squadra di
studiosi dedicati al progetto divenne un'imponente
organizzazione fornita di fondi quasi del tutto illimitati e
incentrata sulla tecnologia e sulla fedeltà dei suoi componenti.
Essa aveva compiuto dei passi da gigante nell'attuazione
dell'obbiettivo futuro. Ognuno di loro era consapevole che
certamente non avrebbero potuto assistere ai frutti dei propri
sforzi ma l'importanza e la grandiosità del lavoro li rendeva
partecipi a tal punto che l'intera organizzazione assomigliava
sempre più spesso ad una sorta di setta massonica. E ancora più
strano fu che l'intera storia della missione non fu macchiata
mai da nessun tradimento da parte dei suoi stessi elementi
costituenti. Una probabile spiegazione fu sicuramente la
fiscalità della squadra di psicologi, all'oscuro di tutto ma
estremamente capaci e selettivi. Solo chi presentava un
carattere assolutamente fedele ed affidabile poteva entrare a
far parte del progetto. Per circa tre anni le matricole
dell'organizzazione vennero addestrate al progetto solo per
quanto riguarda gli studi periferici e durante tutto questo
periodo furono controllati continuamente dai loro supervisori
che ne esplorarono la psiche e cercarono di scoprire qualsiasi
segno di minaccia. Solo a termine di questo periodo venivano
accettati completamente dall'organizzazione e destinati ai
specifici settori che riguardavano direttamente ed
indirettamente il Progetto. I primi risultati iniziarono a
essere sperimentati nel 1997. I soggetti erano ormai maturati
intellettualmente e presentavano già a quel tempo risultati
stupefacenti. I primi test superarono eccezionalmente ogni più
rosea aspettativa ma gli scienziati si resero conto che il
Progetto era ancora incompleto. A partire da quel periodo le
misure di sicurezza vennero incrementate e nonostante la guerra
fredda fosse già finita da un pezzo il progetto non aveva mai
trovato un Presidente più attento e disponibile al suo
compimento. Ci furono parecchi tentativi di fuga da parte dei
soggetti che nonostante la loro straordinarietà risultavano
completamente incapaci di specifiche facoltà. Alcuni di essi
presentavano dei disturbi della personalità caratterizzati da
una forte aggressività e una tendenza all'autolesionismo. Già in
quel periodo si pensò di utilizzare i soggetti ma il Presidente
riteneva che i tempi non fossero ancora maturi e il pericolo di
una fuga di idee avrebbe potuto compromettere il Progetto, o
peggio, creare curiosità negli altri paesi che, gli americani ne
erano sicuri, non potevano contare su nulla di lontanamente
simile al Progetto.
2013 d.C.
E' probabile che fin da quando si pensò di utilizzare l'energia
scaturita dalla fissione dell'atomo per scopi bellici, da cui
seguì il progetto Manhattan e gli avvenimenti che tutti
sappiamo, Il governo statunitense fosse già consapevole che il
predominio dovuto al monopolio tecnologico di quel periodo, non
fosse destinato a durare per molto. Infatti pochi anni dopo già
la Russia era in grado di disporre di armi a emissione di
energia atomica e in pochi decenni gran parte delle potenze
mondiali poterono avvalersi di tale strumento. Purtroppo per la
natura stessa dell'arma, il segreto non poteva rimanere
nascosto. Infatti scienza e ricerca erano da sempre sinonimo di
globalizzazione e la comunità scientifica mondiale poteva
esistere solo grazie alla cooperazione delle menti di ogni
angolo della terra. Nel 2013 però questa situazione spaventava
il governo americano. Il potere americano sapeva benissimo che
il segreto per il predominio, economico prima di tutto, era
basato sulle idee e sui cervelli la servizio di una nazione.
Purtroppo le più infauste previsioni sulle crisi dovute al
progressivo consumo delle scorte di petrolio mondiale avevano
avuto ragione e le guerre per accaparrarsi i giacimenti
disponibili erano iniziate. Tutti i paesi avanzati, gli Stati
Uniti per primi, erano consapevoli che non poteva esistere un
futuro di leadership senza il controllo dell'energia. Già nei
primi anni del secondo millennio erano iniziate le lotte per la
conquista delle riserve dell'Iraq, dell' Iran in seguito e
ultimamente le recenti tensioni dell'occidente verso l'Arabia
Saudita divenivano sempre più accese ed esplicite. Naturalmente
i governi avevano nascosto bene i veri scopi delle loro
strategie di approvvigionamento perché erano consapevoli che il
popolo non avrebbe potuto capire la necessità dell'azione. Ma il
problema dell'energia non era l'unico che preoccupava gli stati
moderni. Esisteva anche il bisogno di poter competere sempre più
consistentemente nel mercato mondiale della tecnologia. Tale
settore, era opinione comune, rappresentava la chiave del
successo per un potere duraturo e sicuro. Gli Stati Uniti
detenevano già questo primato ma negli ultimi decenni la
minaccia dell'Europa, del Giappone e di una Cina sempre più
determinata, convinsero il Presidente a tenere in forte
considerazione l'impiego effettivo del Progetto Atena. I
soggetti presentavano ancora delle forti limitazioni e essi
venivano utilizzati tuttora solamente per operazioni di
sperimentazione. Veniva escluso il loro utilizzo in affari
strettamente importanti. Ciò nonostante il contributo dei
soggetti era già sufficiente a ripagare da se tutti i costi
della loro creazione. Alcune limitazioni dei soggetti prototipi
erano la loro scarsissima resistenza allo stress e una vita che
non superava una media di 25 anni. Si contavano già 30 esemplari
e in ognuno si era cercato di sviluppare un diverso campo del
progetto. Purtroppo il Singolo era ancora lontano e i crescenti
ostacoli e le problematiche della ricerca che si scontrava
ancora su barriere della conoscenza non ancora superate,
rendevano difficili ulteriori passi avanti. Ci fu allora una
primo tentativo di autogestione della ricerca da parte dei
prototipi che, nonostante i rischi, permise di fare passi avanti
nella ricerca di decenni. I risultati che vennero alla luce
furono straordinariamente rivoluzionari e pochi degli studiosi
stessi erano consapevoli del lavoro che i prototipi stavano
proseguendo per loro. I problemi dovuti ad una possibile fuga
erano già stati eliminati alcuni anni prima, infatti ai soggetti
era sta detratta ogni funzionalità riguardante una propria
volontà ed essi non era no diventati altro che soggetti preposti
all'attuazione del Progetto.
2083 d.C.
Per fortuna non era stato necessario l'impiego degli ordigni
atomici. Nonostante non vi fosse pericolo dell'inquinamento del
terreno da parte di radiazioni nocive, le sofisticatissime armi
batteriologiche avevano portato ad uno sterminio di entità mai
vista sulla faccia della terra. Certo i cieli, le terre e le
acque erano state teatro quasi esclusivamente degli scontri
titanici e devastatrici delle macchine belliche guidate da
chilometri di distanza ma le popolazioni civili, ammassate in
appositi centri di contenimento erano state raggiunte da i nuovi
batteri e virus letali che erano stati progettati e sperimentati
decenni prima, in attesa di una loro prossima utilizzazione. Una
grossa fetta della popolazione globale era stata spazzata via da
ogni tipo di flagello microscopico e soprattutto i paesi
dell'Africa e di alcune regioni dell'Asia erano stati quelle ad
aver subito i maggiori disastri. I motivi della guerra erano
stati tra i più disparati, in parte a causa del processo di
progressiva competizione per la conquista delle riserve
energetiche ed in parte per altri motivi di contrapposizione più
o meno sostanziali. La realtà era stata comunque sempre quella
di ottenere il controllo dell'economia a spese degli altri
paesi. Gli Stati Uniti erano riusciti anche stavolta ad ottenere
la vittoria del conflitto e questo era stato possibile grazie
all'utilizzo di tecnologie belliche sufficientemente superiori a
quelle degli avversari e alle mosse che, nell'ambito della
scacchiera strategica del conflitto, erano risultate
sorprendentemente lungimiranti e particolarmente azzeccate. Fu
quello il primo vero conflitto dove vennero impiegati
intensivamente i soggetti del Progetto. Naturalmente tutto era
avvenuto nel profondo di uno dei centinai di bunker localizzati
indefinitamente in tutto il sottosuolo americano. Essi furono
assolutamente determinanti e rappresentarono una carta di
successo unica e straordinaria nella conclusione del conflitto.
Il fattore positivo fu che nessuna altra potenza si rese conto
della loro esistenza o meglio, della loro importanza. Il
Presidente e l'equipe in generale erano però consapevoli che i
soggetti non rappresentavano ancora niente più che prototipi e
che il Singolo era ancora lontano.
2145 d.C.
Il Progetto era ormai arrivato ad uno stadio estremamente
avanzato e nessuno avrebbe avuto ormai il potere di disinnescare
la reazione a catena che rappresentava la ricerca del Singolo.
In principio, agli albori del Progetto, non si era sentita la
necessità della creazione del Singolo. Si pensava che il
Progetto avrebbe rappresentato un importante aiuto come supporto
alla presidenza del governo degli Stati Uniti. Col passare degli
anni però il Progetto prese una via indipendente e gli obiettivi
divennero sempre più ambiziosi e visionari. Sicuramente il
motivo fu che nessuno degli scienziati dell'epoca avesse
immaginato il livello di perfezione che il Progetto avrebbe
raggiunto, seppur con gravi sforzi e incredibili impieghi di
risorse finanziarie. A uno a uno, col susseguirsi delle
successioni, ogni presidente si era dimostrato entusiasta del
Progetto e nessuno era risultato immune al suo fascino. La
struttura assolutamente segreta del Progetto si era mantenuta
integra perché a poco a poco che i prototipi venivano
perfezionati venivano seguite le direttive che loro stessi
consigliavano. L'organizzazione era diventata una delle più
forti e centrali del mondo, senza che nessuno, all'infuori di
essa, potesse ponderare niente di simile. La creazione di essa
fu, sicuramente, una delle intuizioni più riuscite del genere
umano. Se non latro per le implicazioni a cui avrebbe portato
successivamente. Al di fuori del Progetto il mondo aveva
continuato il suo cammino a senso unico, con le sue tappe
costellate da guerre inevitabili e con i suoi periodi di luce e
di buio profondo. Nonostante le cadute e le risalite l'umanità
sopravviveva ancora e si autoproclamava dominatrice della natura
e degli altri esseri viventi. Questo grazie a quell'intelligenza
che tempo prima l'aveva innalzata dalla scimmia e che ora
continuava a sviluppare grazie, e soprattutto, all'esistenza del
Progetto.
2278 d.C.
La musica di Bach, la classica in generale, stimolava in una
certa misura i processi neurali, e, per questo, aleggiava
costantemente nei laboratori un brusio soffuso, percepibile
appena. La politica mondiale aveva raggiunto forse un nuovo
periodo di stabilità e la gente camminava per le strade con la
voglia di ridere e di essere felici. Le esplorazioni preventive
di Europa, il satellite di Giove dove poter creare un centro
abitativo per l'uomo, erano appena all'inizio e già non
apparivano eccessivi problemi teorici nella creazione di una
nuova colonia. L'esperienza di Marte e della Luna erano state
fondamentali e, con l'abbondanza d'acqua di cui disponeva il
satellite, le cellule fotosintetiche erano sufficienti ad
avviare il processo artificiale di fotosintesi e rendere i
moduli abitativi sotterranei habitat assolutamente adatti alla
proliferazione del genere umano. Si era deciso però di non
trasferire la sede dove venivano compiuti gli esperimenti del
progetto al di fuori del territorio terrestre perché la Terra
rappresentava ancora il centro dell'attività di tutto il sistema
solare e per il Presidente era più semplice un controllo ed un
utilizzo meno rischioso dei soggetti. La sede del Progetto
rappresentava ora un luogo dove si poteva palpare nell'aria
l'odore imminente del successo. I prototipi organici si erano
costantemente ridotti di numero ma la concentrazione di capacità
era oramai perfetta. Il Singolo era un traguardo fin troppo
vicino e il Presidente si preparava a grandi cose. Naturalmente
nessuno sospettava che fosse stato il Progetto a permettere la
colonizzazione di altri corpi celesti e che, anzi, era ancora in
fase di sperimentazione un nuovo rivoluzionario modulo di
trasporto che avrebbe fatto sobbalzare gli esperi di tutto il
mondo e che avrebbe permesso l'immaginazione di nuovi orizzonti
inconcepibili.
Era una notte d'estate quando, finalmente, il Singolo divenne
reale. Inutile dire che la genetica era ormai diventata un
realtà dalle innumerevoli aspettative. Le neuroscenze avevano
permesso all'uomo di eliminare gran parte delle malattie
degenerative che avevano stroncato milioni di individui ma i
risultati più grandi, strabilianti, e dalle prospettive ancora
inpensabili erano scaturiti dall'operato secolare del Progetto.
Grazie alla sofisticazione dei procedimenti di clonazione e di
manipolazione il Singolo era stato appena creato e il Presidente
quella notte fece degli incubi inquietanti, segno che il suo
inconscio aveva forse già intuito la pericolosità delle
conseguenze.
2278
d.C.
Il Singolo
Fino in fondo agli abissi in cui la memoria umana è capace di
spingersi, la sua natura si è sempre incrociata tra i bisogni di
una sopravvivenza stentata e dolorosa e il desiderio di una
conoscenza profonda e sincera della natura e del creato. La
natura stessa della mente dell'uomo ha incentrato il suo
sviluppo in una progressiva e costante opera di apprendimento e
deduzione. Certamente l'uomo non avrebbe raggiunto gli obiettivi
che ha raggiunto se non avesse avuto, fin da quel primo giorno
all'ombra di quella grotta del suolo africano, la volontà e il
desiderio di esplorare le proprie capacità e sfruttare le
proprie conoscenze come meglio poteva per superare ogni
difficoltà. È forse questa la ricchezza più preziosa dell'uomo,
quella del ragionamento e della manipolazione delle conoscenze
nel raggiungimento di una verità illuminante e funzionale ai
propri scopi. Non c'è dubbio che questo stimolo così profondo e
radicato abbia superato indenne e inalterato millenni di
evoluzione ma un vero passo avanti, un balzo di millenni
rispetto al passato, fu possibile solo quando egli decise, per
propria scelta, di creare una modalità di sviluppo razionale e
scientifico della propria intelligenza. Fu questa, in sostanza,
l'intuizione del Progetto Atena. I terribili scienziati al soldo
di Adolf Hitler non ebbero certamente scrupoli a cancellare
dalla propria volontà ogni barlume di ripensamento o di eticità
mentre compivano i loro spietati esperimenti e, quando il
governo statunitense si imbattè in un'idea sensazionale già
avviata da quelle menti indubbiamente criminali, non poterono
fare a meno di seguire le loro stesse intenzioni, senza tener
conto degli imperativi morali e di nessun'altro tipo di
limitazione. Questo perché il piatto era troppo invitante e uno
stato non poteva rinunciare a quella sensazionale possibilità
per tener fede a una tendenza umanistica obsoleta e fuori moda.
In fondo, il Presidente pensò, il mondo avrebbe alla fin fine
ringraziato il governo per quello che stava creando e tutte le
altre opinioni sarebbero inevitabilmente uscite di scena. Fu
così che fin da quel lontano 1948 venne avviata una catena di
eventi che avrebbe visto nascere, il pomeriggio di un lontano
giorno del 2278, l'essere umano intellettualmente perfetto,
colui che avrebbe avuto con sé tutte le domande e tutte le
risposte.
Il Singolo non era altro che il faticosissimo risultato di
secoli di tentativi nel campo della genetica del cervello e
della complessità degli studi neurologici. La storia umana è
sempre stata caratterizzata dall'apparizione più o meno costante
dei cosiddetti "geni". Ebbene l'obiettivo del Progetto era
proprio quello di isolare e di manipolare queste straordinarie
capacità, in modo da renderle pure e applicabili in forma umana.
Certo agli inizi gli ostacoli furono molti. Tutte queste scienze
erano appena agli inizi e ancora apparivano invalicabile molti
degli ostacoli concettuali della ricerca. Ora però il Singolo
appariva in tutto il suo mistero. Ci vollero 5 anni di
incubatrice perché il soggetto potesse essere svezzato e
studiato in ogni suo aspetto. Quando egli aprì gli occhi per la
prima volta trasmise subito nelle persone che lo spiavano
stupidamente un senso di soggezione e penoso rispetto. I suoi
lineamenti apparivano simmetricamente perfetti. La sua altezza
era leggermente al di sotto della norma e il suo viso non
esprimeva alcuna espressione che desse alcun indizio. I
prototipi già studiati possedevano strumenti come la lettura
istantanea e una totale memorizzazione di ogni segnale esterno.
La loro capacità di ragionamento era pressoché illimitata e non
esisteva quesito matematico che non fossero in grado di
risolvere con una velocità che era solamente limitata dalla loro
sveltezza nell'esprimere la parola. Tutti i test avevano
accertato che in loro non esisteva nessun altro sentimento se
non la semplice curiosità e l'ambizione di non fallire mai una
constatazione. E questo era stato effettivamente lo scopo della
selezione genetica dei cloni. Erano semplici macchine pensanti
assolutamente senza alcun limite di potenzialità se non quello
che a volte soffrivano di incredibili attacchi di schizofrenia
di una forma gravissima e di altri tipi di deviazione mentale.
Non soffrivano, beninteso di depressione o simili, perché non
mostravano importanza per la propria esistenza o per la propria
felicità, ma, a volte il loro cervello veniva meno e si
provocavano autolesionismo immotivato, forse dettato da una
qualche traccia di residuo ancestrale. Tutti i soggetti non
superavano i 15 anni di età perché i loro tessuti celebrali non
potevano sopportare uno sforzo molto prolungato. Il Singolo però
era stato perfezionato in ogni suo aspetto e non presentava
nessun indizio di limitazione. Durante la sua prima settimana di
vita imparò istantaneamente e integralmente tutte le lingue
presenti nella cultura umana. Gli bastava orientare lo sguardo
in una pagina scritta e automaticamente tutti i dati
riconosciuti venivano elaborati ed immagazzinati. Conosceva in
ogni sua singola fattura tutte le pagine di tutti i vocabolari
del globo. Non aveva necessità di dormire. Non parlava mai se
non quando i test di sperimentazione lo richiedevano. Dopo il
primo mese aveva memorizzato gran parte dello scibile umano e
aveva iniziato a rivedere e correggere alcuni aspetti delle
teorie scientifiche affermate del periodo. La sua illimitata
creatività veniva espressa in ogni campo della letteratura e
della progettazione. Con la stessa uguale espressione statuaria
poteva comporre poesie dal valore stupefacente e ricche di un
sentimento profondo e complesso, senza che facesse intuire di
provare lui stesso tali sentimenti. Era l'essere pensante
definitivo. Non esitava mai, non chiudeva gli occhi mai e non
mutava espressione degli zigomi in nessuna situazione. Nei test
per il dolore non esprimeva nessuna sofferenza. Quando si
recideva una parte di tessuto rimaneva immobile e si limitava a
comunicare che la sua persona stava subendo dei danni di una
determinata entità. Non guardava mai negli occhi una persona e
dimostrava di poter intuire una eccezionale quantità di
informazioni, senza dubbio la quantità massima ottenibile,
dall'intonazione e dalla scelta di parole che il suo
interlocutore utilizzava. Non camminava se non quando gli veniva
ordinato di farlo e non presentava difetti di genere fisico. Non
aveva un corpo particolarmente energico o funzionale ma la sua
statura bassa e la sua assenza quasi totale di massa muscolare
non interessava gli obiettivi degli scienziati. Una sua prima
applicazione fu quella di utilizzare le sue straordinarie
capacità nella decifrazione dei codici crittografici che
venivano utilizzati nelle comunicazioni dei paesi non del tutto
alleati. La tomografia a emissione di positroni evidenziava una
concentrazione di sangue ed un'attività diffusa essenzialmente
ovunque, che non variava mai e non si differenziava affatto tra
notte e giorno. La sua scatola cranica era indubbiamente più
grande del normale e la sua epidermide era priva di peluria o
sudorazione di causa emotiva. In breve gli scienziati non ebbero
più test da proporli perché egli li affrontava e superava
istantaneamente. Decisero così di lasciare a un selezionatore
elettronico il compito di sottoporli quesiti numerati e
riguardanti qualsiasi ambito del sapere. Avrebbero pensato gli
studiosi, successivamente, a smistare le risposte e farle
pervenire nell'ambito dei specifici settori.Fattori esterni non
sembravano influenzare minimamente la sua perenne concentrazione
e non vi era modo di catturare la sua attenzione. Il soggetto
eseguiva semplicemente ciò che gli veniva ordinato e non dava a
vedere alcun sintomo che facesse pensare ad un desiderio di fuga
o di evasione da quella esistenza. I test andarono avanti per
parecchi mesi rendendolo indispensabile nello svolgimento delle
ricerche più avanzate nel campo di tutte le nuove scienze,
soprattutto quelle che andavano a riguardare nella loro
specificità gli organismi della difesa dello stato. I risultati
venivano introdotti nella comunità scientifica ufficiale per
gradi e per opera di un'elite di scienziati che erano a
conoscenza del Progetto e operavano contemporaneamente
nell'ambito della intellighenzia mondiale. All'inizio si pensò
di creare altri singoli in modo da creare un sistema potenziato
ma questa opzione venne scartata subito visto che non ve ne era
alcun bisogno. Il Singolo era sufficiente a soddisfare il
bisogno mondiale di progresso e inoltre non si voleva correre il
rischio di dare il via ad un processo di produzione senza prima
aver concluso una sperimentazione completa. Il soggetto era
biologicamente maschio ma tutte le sue funzioni ormonali erano
assopite e quasi totalmente disattivate. Presentava un quoziente
di crescita raddoppiato rispetto alla norma ma questo fattore
era da imputare alla sua natura di clone. Il suo codice
ereditario presentava tracce di gran parte delle grandissime
menti della storia umana. Naturalmente egli era consapevole
della sua storia e del perché esistesse, infatti sarebbe stato
impossibile nasconderglielo, ma non sembrava curarsi affatto di
questo. La sua attività procedette intensamente e raggiunse
l'età si 6 anni affiancando a se un periodo di straordinarie
scoperte tecnologiche e dell'innovazione. Egli viveva in un
modulo completamente trasparente dove veniva sorvegliato
costantemente da un sistema di telecamere. Una moltitudine di
sensori monitoravano le sue funzioni vitali e aggiornavano lo
staff del Progetto di ogni più impercettibile mutamento. Egli
naturalmente sapeva tutto questo e ne tenne conto per progettare
la sua fuga.
Nessun aderente del Progetto seppe spiegarsi come egli fece a
scappare la bunker. La sede degli esperimenti era considerata
forse il luogo più sicuro al mondo e non vi era mai stato motivo
di credere che vi fosse un modo per eludere tale certezza.
Probabilmente le semplici menti degli scienziati non sarebbero
mai riusciti a trovare una spiegazione plausibile ma la realtà
rimaneva quella.
Il Presidente non prese affatto bene la notizia. Ordinò la
massima allerta e non diede limiti alla disponibilità di mezzi e
capitali allo scopo di recuperare l'importantissimo soggetto.
Gli scienziati si rendevano conto che, se egli avrebbe voluto,
non sarebbe più stato possibile recuperare il Singolo. Egli non
commetteva errori. Egli non tralasciava niente e non aveva alcun
limite a procurarsi i mezzi per la riuscita dei suoi piani. Gia,
ma quali erano i suoi piani? Perché era sparito così, da un
giorno all'altro, a 6 anni, dall'unico luogo in cui era mai
stato e nel quale era stato programmato di restarci? Cosa aveva
potuto spingere la sua volontà, creduta assoggettata, a compiere
una simile azione? Senza ombra di dubbio vi doveva essere una
spiegazione razionale. Il punto era se gli scienziati e gli
psicologi l'avrebbero riconosciuta o non sarebbero mai arrivati
neanche a quella considerazione. Il Singolo però non poteva
aspettare, doveva finalmente scoprire la verità.
2281 d.C.
Non si sa come ma gli uomini che erano a conoscenza dei punti
più importanti del Progetto, coloro che avrebbero potuto portare
a termine la creazione di un secondo Singolo, sparirono, uno
dopo l'altro, senza lasciare traccia. Anche i documenti
fondamentali, i procedimenti e le chiavi per un nuovo Singolo
sparirono come per incanto. Nessuno seppe spiegarsi come ciò fu
possibile ma alla fine non fu assolutamente possibile la
creazione di un'antagonista del Singolo. Era stata quella
l'unica speranza i primi giorni successivi alla scomparsa. Si
sapeva per certo che il Singolo non aveva capacità di ordine
extrasensoriale o simili ma aveva comunque trovato il modo di
restare l'unico, il solo. Il Presidente e il resto dell'equipe
capirono che il Singolo non desiderava essere neutralizzato e
tantomeno distratto dal suo obiettivo. Ma qual'era il suo
obiettivo?
Nel frattempo quell'estenuante e invana ricerca non era l'unico
problema del Presidente. I complessi sconvolgimenti politici
mondiali dell'ultimo secolo erano arrivati alla conclusione di
agglomerare i singoli stati in grandi superpotenze,
centralizzate in modo da avere un congresso unico e con un
potere decisionale superiore rispetto ai singoli governi
originari. Per quanto riguarda gli Stati Uniti essi avevano
assorbito gran parte dei paesi del Sud America e Canada. Per
esigenze popolari era stato cambiato il nome del super stato in
NSA (Nuovi Stati Americani). Dal fronte europeo i cambiamenti
erano stati altrettanto radicali. Il processo di unificazione
che aveva preso il via alla fine dello scorso millennio era
culminato con la creazione del NEU (Nazioni Europee Unite) con
sede a Londra e l'Asia e l'Oceania avevano dato vita all'UCO
(Unione Capitalista Orientale). L'Africa e gran parte degli
stati estranei alle superpotenze continuavano una strenua lotta
per la sopravvivenza in parte nel proprio paese, ormai depredato
totalmente delle riserve di minerali e di tutte le altre
ricchezze storiche, con la conseguenza di avviarlo ad un
progressiva desertificazione, e la maggior parte, soprattutto le
generazioni più giovani e affamate di riscatto, prendevano la
via delle colonie planetarie, con tutti i rischi che esse
comportavano. Negli ultimi 20 anni però le pretese delle
coalizioni iniziarono ad assumere divergenze di posizione sempre
più aspre. Il punto fondamentale dei contrasti diplomatici
riguardavano le straordinarie e insperate ricchezze ricavate
dalla nuova colonizzazione del sistema solare. All'inizio tutto
il processo di esplorazione era stato coronato da decenni di
collaborazione e integrazione tra le varie agenzie spaziali. A
colonizzazione ultimata però nessuno se la sentiva di dividere
troppe conquiste con le altre fazioni. Iniziarono discussioni di
puro ambito burocratico fino alla fase in cui i governi
iniziarono ad istillare odio e desiderio di vendetta nella
popolazione. Nel giro di pochi anni divenne opinione comune che
gli uni fossero i cattivi, gli usurpatori, gli altri le vittime
del loro egoismo territoriale e il loro desiderio di primeggiare
a spese dei diritti degli altri stati. Ormai l'intero sistema
solare era una polveriera pronta ad esplodere e il disastro non
tardò a verificarsi. Lo NSA fu uno dei pochi che tentò un
accorato tentativo di rimandare il più possibile il conflitto ma
purtroppo i giochi erano già stati compiuti e il Presidente
dovette fare a meno dell'aiuto cruciale del Progetto Atena. Gli
storici non concordano tutti allo stesso modo su chi fu il primo
a ordinare l'attacco con l'utilizzo di ordigni atomici ma ben
presto questa guerra divenne il cataclisma più intenso e
apocalittico che il genere umano avesse mai creato. Nel giro di
pochi mesi vasti territori abitati, che un tempo erano stati la
culla di civiltà antichissime, vennero demoliti in un cimitero
spoglio e velenoso. Anche i pianeti colonizzati non rimasero
immuni al terrore e fu proprio li, dove le disposizioni
anti-atomica erano più scarse, che si riscontrarono le più alte
perdite di individui. Ci vollero parecchi anni ma alla fine il
fallout radioattivo venne eliminato e il tasso di aumento del
cancro ritornò nella norma pre-conflitto. A conti fatti la
situazione dei vinti non fu particolarmente differente dalla
situazione dei vincitori e, con pazienza rinnovata e con una
nuova suddivisione delle ricchezze, la ricostruzione venne
riavviata. La fuga del Singolo si era verificata pochi mesi
prima lo scoppio definitivo della guerra e così, secondo la
legge delle priorità, il Presidente decise di concentrare tutti
i suoi sforzi nella conclusione del conflitto. Non si sa se il
Singolo ebbe un qualche tipo di influenza negli svolgimenti del
contrasto ma per tutto questo periodo egli rimase nell'ombra a
meditare sul suo problema.
2309 d.C. Enigma
Quasi tutti i testi che trattano della vita del Singolo, più o
meno riconosciuti dal governo, si occupano dell'episodio in cui
egli venne ritrovato, in un modo che fa pensare più ad una
leggenda derivata da un qualche deformazione della realtà, che
ad una effettiva attendibilità storica. Anche il risvolto
romantico appare alquanto inverosimile, nonostante larghissima
parte della personalità del Singolo non fosse stata forse
scandagliata come si credeva e che tutto ciò che egli fece in
seguito alla fuga fosse stato dettato da un istinto che solo in
parte gli scienziati erano in grado di comprendere e forse
neanche lui ne afferrava totalmente la complessità. Sta di fatto
che tutti gli studiosi del periodo concordano sulla questione
che fu un ragazzino di undici anni, un certo Nash Tormi, a
riconoscere per primo, supina sul freddo metallo della panchina,
la salma di un uomo sulla quarantina, priva di segni di vita.
Accanto al corpo fu ritrovato un taccuino sul quale erano
scribacchiati una moltitudine di numeri e un breve tratto di
matita comprensibile in una frase: "Quesito n° 67786957: perché
nasciamo? Perché cresciamo? Perché moriamo? Perché esistiamo?".
L'intero taccuino era costellato di scarabocchi in varie lingue
e, qua e la, le lettere si mescolavano ai numeri e ai segni
inventati. In seguito all'autopsia fu stabilito che il corpo era
morto da parecchie ore al momento del ritrovamento e i suoi
resti furono ben presto ritirati clandestinamente dal governo,
che aveva immediatamente associato quelle strane caratteristiche
fisiche con quello che ormai cercavano da più di vent'anni. Gli
agenti del Presidente riuscirono a rintracciare l'alloggio dove
molto probabilmente il Singolo aveva passato la sua latitanza e
ciò che trovarono fu alquanto strano. Di per sé l'alloggio non
aveva nulla di particolare, un anonimo abitacolo semi moderno
dove, a detta dei pochi vicini, il Singolo passava la totalità
del suo tempo. Solo nella tarda notte alcune testimonianze
riferiscono di aver visto aggirarsi nel circondario del parco
cittadino una figura stranamente informe, con un cranio
disgustosamente sproporzionato al corpo. Nessuno però ebbe mai
la necessità di prendere in considerazione quello strano
individuo ed egli continuò ad esistere anonimo con la sua vita
misteriosa. Pagava regolarmente il suo affitto tramite credito
elettronico e nessuno lo considerava più che un estraneo. Il suo
modulo abitativo era interamente ricoperto di testi di tutte le
epoche, alcuni estremamente antichi e preziosi e non vi era
traccia di mobili o altro. Naturalmente Il Singolo non aveva la
necessità di dormire e passava tutto il suo tempo nella
risoluzione de problema. Vi era una quantità di cartacce e
scarabocchi di simboli, ovunque, sul pavimento, sulle pareti e
sul soffitto e si ripeteva costante la domanda n° 67786957:
perché nasciamo? Perché cresciamo? Perché moriamo? Perché
esistiamo?. Molto probabilmente, secondo le conclusioni degli
addetti alla ricostruzione dell'accaduto, il Singolo era entrato
in una crisi estremamente profonda in seguito al tentativo di
esplicazione dell'ultimo quesito che gli fu chiesto di
affrontare nella sede del Progetto. Ciò per cui egli era stato
creato era di trovare una spiegazione, una soluzione esatta a
tutto e, in quel particolare caso, la risposta non era arrivata
subito, istantaneamente, come era accaduto continuamente nei
mesi precedenti. Ma l'imperativo della risposta comunque
persisteva e probabilmente la sua fuga fu motivata dal tentativo
di esaminare più dati possibili, dati che nel bunker erano
perennemente insufficienti e che l'imposero una ricerca a
tappeto in ogni luogo lo portasse la sua deduzione. Un esame più
approfondito delle sue carte portò sempre indizi più chiari sul
possibile epilogo della sua ricerca. Egli amava esasperatamente
la creatività e l'originalità e quindi variava continuamente
modalità di scrittura, alternando codici numerici talmente
complessi da essere impossibile una decifrazione, a lingue
comunemente comprensibili. Il Singolo non aveva bisogno della
scrittura per mettere ordine nel suo ragionamento e quindi il
fatto dell'utilizzazione del tratto per simboli sulle pareti, le
cartacce ecc. va imputato sempre ad un tentativo di esprimere la
propria creatività in qualsiasi modalità possibile. Tutta la
documentazione che fu possibile comprendere faceva dedurre
abbastanza certamente che il Singolo era molto vicino alla
soluzione dell'enigma. Gli scritti più recenti mostravano
formule matematiche molto complesse mischiate a segni che, in
alcune religioni, rappresentano simboli divini e ultraterreni.
In una carta facilmente traducibile veniva riportato il seguente
testo: " I dati sono sufficienti. Alla fine dell'elaborazione di
questi potrò formulare una soluzione. Indizi filologici fanno
temere in una seria possibilità di intolleranza cerebrale ed
emotiva alla verità. Io sono il Singolo. Quasi certamente questo
sarà il mio ultimo quesito. Le probabilità non sono accettabili.
Devo ottenere la verità a qualunque costo. Se non dovessi
sopravvivere cercherò di 31242535256344425563445 456546
65653567 la verit124523 a chiunque trovi il prossimo messaggio."
In un altro testo, analisi dell'inchiostro fanno risalire come
ultimo, egli decide di comunicare questo: "mancano 19 minuti 36
secondi all'elaborazione definitiva. Ho deciso di recarmi al
parco in modo che non vi siano rischi che non venga identificato
il mio corpo dal governo in caso di una conseguenza capitale
alla mia persona. Dati parziali fanno pensare che non sia
fisiologicamente possibile per l'uomo formulare la soluzione. Io
non sono un uomo. Io posso. Io devo. Cercherò di comunicarla
come posso allo staff del Progetto Atena. La priorità assoluta è
eseguire i compiti affidati. Non esistono obiezioni. Non
esistono limitazioni. Non fallisco".
Un ultimo messaggio fu ritrovato nel luogo del decesso. Le sue
dita furono ritrovate in una posa tipica, associabile
all'alfabeto dei sordomuti. Il messaggio era: "Missione
compiuta". La penna fu ritrovata a terra, a fianco alla
panchina. Sicuramente egli alla fine riuscì a trovare la
spiegazione, ma la vita se ne andò troppo presto. Non esiste la
possibilità che si sia sbagliato. Egli non avrebbe potuto
sbagliare. La verità però era fine a se stessa e non permise una
possibilità di comunicazione. Vi era forse un regista al di
sopra che non permise la diffusione della soluzione, oppure il
Singolo era semplicemente arrivato alla fine della sua
esistenza? L'uomo potrà mai venire a capo della verità o rimarrà
soltanto il mistero della morte la sua unica possibilità?
Certamente il Singolo non fu in grado di comunicare la sua
scoperta ma, in un futuro nebbioso e instancabile, esisterà mai
il modo per porre fine a questo enigma che mai lascerà l'uomo e
che, come gran parte dei paradossi, arricchisce il viaggio di
ognuno e, alla fine di ognuno di essi, forse, si risolve?
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Il miracolo di Chartres
di
Roby Nat
(Invia un messaggio all'autore)
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Il Miracolo di Chartres
Chartres, Francia nord- occidentale, un giorno qualsiasi,
uno dei tanti che si perdono di continuo
nell’irrefrenabile e monotona giostra della vita…un giorno
dai piedi bagnati ed umidi, in cui la luce è come una
collana di brillanti riposta tra le mani tremolanti ed
incerte d’un povero, un cuore senza né calze di seta, né
guanti di velluto…un cuore senza vela né timone, fermo
lì…tra le risacche delle proprie paure ed un cielo al
cloroformio, che addormenta i sensi…-.
“Eppure, il greve capitombolo delle ore, sembrava
indugiare benevolo sul davanzale della mia fragilità: ero
nel centro storico di Chartres, camminavo per le sue
strette viuzze, appena distratto da un’improvvisa folata
di vento che mi fece avvolgere ancor più forte le braccia,
come pitonesse impazzite ed affamate, intorno al mio corpo
infreddolito, quando ebbi come la sensazione che qualcuno
stesse cercando in tutti i modi di attirare la mia
attenzione; quasi senza accorgermene voltai per una
stradina secondaria, col cuore prigioniero di dubbi e
timori ribelli; dopo un po’ mi ritrovai nei pressi della
stupenda cattedrale gotica risalente al 1260 circa:
Notredame de Chartres”.
La cattedrale di Notredame de Chartres è uno degli ottanta
monumenti gotici costruiti in Francia nei cento anni
successivi al ritorno dei Templari dalla Terrasanta nel
1128, è una delle molte cattedrali dell’epoca, consacrate
alla Madonna e recanti il nome di Notre-Dame. Fra le altre
vi sono quelle di Parigi, Rouen, Armiens, Reims, Bayeux,
Evreux e Laon. In realtà una prima cattedrale venne
edificata nel IV secolo circa ma fu distrutta dai
Normanni; nel 1020 il Vescovo Fulberto riprese la
costruzione dell’edificio, che, non ancora terminato, fu
distrutto dalla folgore. Rimasero la facciata con le due
torri e la cripta posta sotto parte delle navate e sotto
il deambulatorio. La costruzione dell’odierna cattedrale è
avvolta nel mistero. Non esiste infatti alcun resoconto
esauriente della progettazione o della edificazione di uno
dei massimi capolavori architettonici del mondo. Dove
furono attinte le conoscenze necessarie alla costruzione?
Tutto iniziò con Bernardo di Chiaravalle, fondatore
dell’ordine monacale dei cistercensi, che ispirò nove
cavalieri di Francia ad abbandonare i loro possedimenti
mondani per andare alla ricerca dei segreti che si
riteneva fossero nascosti nei sancta santorum, sotto le
rovine del Tempio di Salomone a Gerusalemme. Essi
trascorsero quasi dieci anni in Terrasanta, facendo
ritorno in Francia nel 1128. L’architettura gotica iniziò
a fiorire proprio in quell’epoca anche se non è chiaro
dove e come venne gettato il seme di questo stile. Sarebbe
stato quindi Hiram, il leggendario architetto che edificò
il Tempio di Salomone, a fornire indirettamente il
progetto e le indicazioni per elevare gli splendidi e
svettanti edifici che sorgono nelle città di mezza Europa.
Lo stile gotico di cui la cattedrale di Chartres
rappresenta una delle espressioni più alte, fu il diretto
risultato della ricerca intrapresa dai Templari? Difficile
rispondere. Certo è che in soli trent’anni, muratori,
vetrai, scultori, geometri, astronomi ed altri esperti
artigiani riuscirono a creare un santuario così
straordinario che è praticamente impossibile, entrandovi,
non rimanere commossi: le proporzioni, l’orientamento, la
posizione ed il simbolismo, tutto è concepito per
risvegliare la psiche e ritemprare lo spirito.
“Ormeggiai il mio sguardo su quell’edificio antico,
provando ad orientare i galoppini della mia curiosità
verso ogni più recondito particolare…”-.
Il triplice portale ad esempio, detto “Portail Royal”, è
opera di garndissimo spessore artistico nel panorama
europeo, segnando esso l’esordio della scultura gotica. Vi
è definitivamente organizzata la distribuzione
iconografica delle figure, già iniziata a Saint-Denis, coi
personaggi dell’antico testamento addossati alle colonne
ed alla glorificazione del Cristo e della Vergine nelle
lunette; eh si …è proprio vero…le cattedrali, così dette
perché in esse il Vescovo ha sempre il suo “trono” o
“cattedra”, hanno tutte un fascino superbo, reso ancor più
fertile dal clima di sacralità e magia che si respira ed
in cui convergono piani di per sé inconciliabili; ad
esempio le volte e le dimensioni delle cattedrali gotiche
rappresentano l’unione tra l’ascendente e l’immanente, fra
Cielo e Terra e fra divinità e mortali; insomma, mistero e
simbologia esoterica aleggiano intorno ad esse; secondo
alcune leggende sarebbe sufficiente trovare la pietra
giusta, la cd. pietra angolare, e rimuoverla; l’intera
cattedrale si affloscerebbe come un castello di carte. La
pietra angolare rappresenterebbe dunque la chiave
simbolica oltre che architettonica di tutto l’edificio, la
prima pietra dell’Universo, il centro della volta celeste
e l’essenza del mondo, tolta la quale si scatenerebbe
un’irreparabile reazione a catena.
“Avevo da poco superato l’ingresso quando il tempo sembrò
fermarsi…una mano in apparenza esile, ossuta, ma capace di
irradiare nel mio animo un’impetuosa ondata di
spiritualità…strinse la mia; mi voltai e riconobbi nella
mia insolita guida, una figura femminile, d’una bellezza
senza pari; ben presto mi accorsi di riuscire a comunicare
con lei senza che aprissi bocca , in virtù d’una sorta di
potere telepatico…provavo una sensazione
bellissima…indescrivibile e soprattutto…irripetibile!”
^ Sentire tra sé e le cose del mondo, sentire che il
proprio respiro e il respiro dei venti e del mare sono gli
stessi, che fra il proprio essere ed il tutto esiste
fratellanza e parentela, amore e vicinanza, assonanza ed
armonia…^ (Hermann Hesse)
La cattedrale, scrive Fulcanelli (Gran maestro,
considerato uno dei maggiori studiosi di esoterismo nato a
Villiers-le-Bel nel 1887 e morto a Parigi nel 1932) è il
rifugio magico che consente di sfuggire a tutte le
sfortune , il ricovero dei perseguitati, la città dentro
la città, il centro morale ed intellettuale della
comunità, l’apoteosi del pensiero, del sapere e dell’arte.
Nelle cattedrali gotiche è rappresentato, scrive ancora
Fulcanelli, tutto il saper occulto che gli studiosi di
scienze esoteriche hanno accumulato nel corso dei secoli.
Del resto a conferma di ciò va ricordato che lo stile
gotico è comparso come per incanto e risulta assai
difficile considerarlo una logica evoluzione del
precedente stile romantico. Inoltre, è ben vero che i
costruttori gotici, peraltro molto gelosi delle loro
evolutissime tecniche costruttive, appartenevano a quelle
corporazioni di massons, muratori, dalle quali deriverebbe
l’attuale massoneria, alle quali potevano accedere solo
dopo aver superato un rituale iniziatico con forti
componenti esoteriche, così come è innegabile che quasi
tutte le cattedrali venivano edificate su luoghi già
considerati sacri dai popoli precristiani ed orientate,
come la famosa Notre-dame de Chartres, in modo da
consentire alle correnti sotterranee di salire dalle
viscere della terra e di percorrere la colonna vertebrale
dei fedeli aprendoli all’illuminazione. Niente è casuale
nelle cattedrali, da quella di Chartres alla “prima
cattedrale di un nuovo genere”, la Sagrada Familia
dell’architetto catalano Antonio Gaudì: Secondo Fulcanelli,
il misterioso autore de “Le Mystère des Cathédrales”, esse
sono degli autentici libri di pietra, edifici cioè, che
attraverso le loro forme, descrivono il processo
dell’opera alchemica, ovvero il passaggio dell’uomo dallo
stadio di bruto a quello di uomo-Dio.
“…il suo nome è Yara, sua madre è di Chartres ed è una
cattolica-cristiana, il papà invece è di sarjevo ed è di
fede islamica…l’amore reciproco li aveva uniti…fusi in
un’unica creatura fatta di Luce universale…poi la
guerra…con le sue atrocità, le sue vergogne, le sue
schiere di folli profeti; le domandai dove fossero i suoi
genitori…lei mi fissò intensamente scardinando ogni mia
possibile resistenza culturale, attaccando ogni mio più
recondito pregiudizio…poi di colpo…come un cieco inebetito
che ritrovi la sua vista, potei ammirare dentro i suoi
occhioni cerulei il lento adunarsi di tutte le più belle
stelle del Creato, un’insolita alluvione di colori
meravigliosi…’loro adesso sono qui…’ mi rispose…’ ed al
tramonto, come ogni sera verranno a salutarmi…vedi…questa
cattedrale è posizionata in modo tale da sfruttare i punti
di forza delle cosiddette correnti terrestri…esistono come
dei potenti ed invisibili fiumi di energia che scorrono
lungo un intricato percorso simile a quello delle vene e
delle arterie…esse creano un tramite tra il Cielo e la
Terra…’-.
^Intorno a noi…c’erano tutti i bambini del mondo^.
Il Gran Maestro Fulcanelli sosteneva che tutte le
cattedrali gotiche sono costruite su d’una painta a forma
di croce latina, dato che la croce è il geroglifico
alchimistico del crogiuolo, che i francese antico, si
chiama “crucible” o “croiset”.
Del resto anche in latino crogiuolo aveva come radice
“Crux-Crucis” che significa appunto croce. Inoltre altra
caratteristica è quella dell’orientamento dell’abside: in
tutte le cattedrali gotiche esso è orientato verso
Sud-Est, la facciata verso Nord-Est e la croce orientata
da Nord-Est a Sud-Est. Si tratta di un’orientamento
invariabile, stabilito in modo tale che fedeli e profani,
entrando nel Tempio da Occidente e dirigendosi verso il
santuario, guardino in direzione del sorgere del Sole,
verso Oriente e quindi verso la Palestina, culla del
Cristianesimo. In tal modo i fedeli escono simbolicamente
dalle tenebre per dirigersi verso la luce eterna.
“ I lembi della notte cominciavano a coprire le
promiscuità di noi mortali, dalle doglie del Cielo
sembrava partorire una corporale tristezza e tutt’intorno
sembrava fallace…per un attimo nella mia mente
galleggiarono tra le torpide acque del rimorso scaglie di
popoli bruciati: donne strappate alla loro maternità,
larve umane avvolte nel drappo funebre del’odio…vidi la
folla, udii il fragore della granata riecheggiare con la
forza di mille manganellate lungo i tornanti del mio
sconforto e subito dopo…le urla, penose…agghiaccainti,
come ruggiti di mille belve ferite…le sirene…e vidi sangue
tanto sangue…un fiume viscido ed ancora caldo…e poi
lì…vicino ad un gattino soriano mezzo imbalsamato per la
paura, scorsi due figure compassionevoli che stringevano
il corpo esanime d’una bimba…la loro unica figlia…era lei…Yara!”
La cattedrale di Chartres è un centro d’azione spirituale;
si dice che abbia il potere di trasformare gli uomini, di
farli assurgere ad uno stato spirituale più elevato.
Giunto alla soglia della cattedrale alcuni pellegrini
scoprono di aver assunto una posizione più eretta, con il
capo sollevato. Sembra infatti che la temperatura interna
della Chiesa produca un tangibile effetto di innalzamento,
quasi a prepararlo a ricevere le emanazioni telluriche dal
basso e l’ispirazione divina dall’alto.
“Avanzavo lentamente, tenendo per mano Yara, per tutta la
navata fino al labirinto, lungo 13 metri iscritto nelle
lastre del pavimento…iniziammo a danzare in tondo, fino a
raggiungere il centro, diventando…io, sempre più sensibile
alla energia accumulata nel vasto spazio della cattedrale;
avvertivo pienamente il fascino solenne della stessa;
proseguendo verso il punto mediano, dove i transetti
incrociano la navata, mi sentii investito della forza
alchemica dell’intensa luce che traspariva dai rosoni a
vetri colorati. Intorno a noi c’erano tutti i bambini del
mondo!”
La Cattedrale di Chartres è rinomata per le sue vetrate e
per la venerazione della Madonna. I due motivi di fama si
fondono in un’interessante finestra del XII secolo,
decorata a figure e denominata: “Notre-dame de La Belle
Verrière” cioè la Madonna della bella vetrata. Oggi il
pannello centrale di un’ampia finestra del coro, la
Vergine, di grandezza più che naturale, siede su d’un
trono con il giovane Gesù in grembo. Insieme alla tunica
indossata dalla Vergine alla nascita del Cristo, donata
dalla nipote di Carlomagno nell’ 876, la vetrata sfuggì
miracolosamente all’incendio del 1194 che distrusse la
prima cattedrale. Eh si…la Cattedrale di Chartres cela
davvero molti misteri, come ad esempio lo scopo del grande
lastrone rettangolare disposto di traverso rispetto alle
altre pietre nell’ala Ovest del transetto Sud. A
mezzogiorno, nel solstizio d’estate, un raggio di sole
brilla attraverso un vetro trasparente della finestra a
pannelli colorati di Saint’Apollinaire ed illumina con
precisione il vistoso tenone della lastra collocata
evidentemente in quella posizione per deliberato accordo
tra l’astronomo, il tagliapietre, il geometra ed il
vetraio.
“Alcune ghirlande caddero tra le corde di alcuni violini,
che avevano iniziato ad emettere il loro canto
propiziatorio; un’insolita vibrazione attraversò le fiamme
della mia anima mentre il canto cresceva in forza…non
v’era fibra del mio corpo che non tremasse…ora io dovevo
andare…il genio della notte cantava in ginocchio,
illuminato da cento candelabri d’argento, la litania della
vita…Yara attendeva i suoi genitori, il suo passato, il
suo presente…il suo futuro, un futuro che il suo sorriso
carammellato ed innocente non avrebbe voluto, quel
maledetto giorno, che si fondesse…in un attimo con il
passato…”
^ Sarajevo 9 gennaio 1996: una granata, lanciata dal
quartiere di Grbavica, ha ucciso una persona, ferendone
una trentina…chi ha stroncato il futuro di Yara?^
“Ciao Yara, delicato petalo di rosa reciso troppo presto
dagli artigli della demenza e della crudeltà.”
INTORNO A LEI C’ERANO TUTTI I BAMBINI DEL MONDO!
INTORNO A LEI C’ERANO TUTTI I BAMBINI DEL MONDO!
INTORNO A LEI C’ERANO TUTTI I BAMBINI DEL MONDO!
Roby Nat |
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