Lago di Landro
E’ seduta nella saletta interna e dalla
finestra, con le tende tirolesi
di tela grossa, vede benissimo il lago,
verde e tranquillo in questo
periodo dell’anno.
Davvero la montagna è stupenda alla fine
dell’Estate e poi l’aria è più
fresca, ossigena meglio la mente e forse
anche il cuore. Sta
sorseggiando un tè bollente e scrive qualche
frase nella solita agenda
delle vacanze… Sta aspettando lui, l’ha
chiamata che è in ritardo ma ha
trovato dei casini in ufficio e lei ha detto
di non preoccuparsi, di
andare piano, di stare attento se è stanco!
Lui non è abituato a questo
trattamento, a queste attenzioni, così ha
chiuso subito perché si
stavano abbassando troppo le difese!
Lei ha mandato un messaggio alla sua amica e
ha mangiucchiato con gusto
la fettina di limone che aveva schiacciato
dentro il bicchiere di vetro
colorato.
Eccolo, trentacinque minuti! Ha corso, lo
sapeva! …lascia la felpa sulla
panca e chiede alla cameriera se può tenere
così il posto e uscire un
attimo..
Vola tra le braccia di lui e lo schiaccia
sulla portiera della macchina,
con la ventola ancora funzionante!
“Vuoi uccidermi prima ancora che ti dia un
bacio!?”
“Ti pare che perderei l’occasione??”
Un bacio leggero e devastante insieme, un
mescolamento di gusti, limone
e caffè.
Lei si appoggia e lui le accarezza il collo,
i capelli, le prende il
viso, la bacia ancora!
Indossa la camicia azzurra che a lei piace
tanto…ma si mette in fretta
la felpa grigia! Ha gli occhi pieni di
quella indifesa tristezza e i
capelli arruffati…
La guarda e piano le chiede “Stai bene?”
“Mai stata meglio!!! Ho bevuto il tè ma la
fetta di strudel ci starebbe,
non ho neanche pranzato, ero un po’
agitata!”
“Ho mangiato un panino ma ok per una fetta
di dolce o un po’ di speck…e
tu sei agitata, perché!??”…uno dei suoi
sguardi da urlo che lei non
riesce mai a reggere interamente così si
guarda le scarpe, gli tocca la
mano che lui sposta ed appoggia sul suo viso
delicatamente…
“Dai andiamo dentro a mangiare qualcosa se
no svieni, hai il tavolo?!”
“Esagerato, non svengo (ma le gambe le
tremano!!!) e sì il tavolo ce l’ho!”
“Davvero bella la posizione di questo
tavolo! Stufa, panca, finestra con
panorama! Complimenti signora”
“Quanto stanco sei!?…anche se partivi più
tardi e ti riposavi a me
andava bene” e gli sfiora piano il viso con
due dita…lui sorride e le
bacia la guancia!
“Vuoi che restiamo qui?”
“Se c’è posto mi piacerebbe!” lei risponde
con la bocca piena di strudel
e i baffi di zucchero a velo…“Dove vuoi!”
“Anzi mi butterei subito un po’…stanotte non
ho dormito…e stamattina
alle cinque ero a caricare camion!”
“Va bene anche a me riposarmi!” lei spera
tanto che lui non veda come
deglutisce, come sta tremando, che paura
fottuta!
La camera è molto spaziosa, tutta arredata
in legno chiaro, abete
giovane. Profuma di muschio, di montagna!
Lui si avvicina e le mette le mani nei
capelli e lei appoggia la testa
sulla sua spalla.
Lui si butta sopra il piumone e già ha gli
occhi chiusi, le si stende
vicino e si raggomitola con la testa sulla
sua pancia!
Dopo due ore sono ancora là, lui si sveglia
la prende per le spalle e se
la posa vicino…le toglie la felpa, la
maglietta…alla fine sono sotto il
piumone. Lui sente che trema
“Hai freddo…paura, di me!??”
Lei non dice niente e gli mette la testa sul
petto, lui le alza il viso
e le bacia la fronte
“Non devi aver paura…”
Lui è straordinario. Tenerissimo, paziente,
dolce…magnifico! Le sue mani
sono leggere, delicate, sicure, passionali.
Sono ormai un unico spirito,
un unico corpo. E’ uno stesso battito,
selvaggio ed innocente insieme,
ed è come l’amore coraggioso, disperato,
intenso, sbarazzino, della
prima volta vera, quella sentita, unica e
indimenticabile, quella che si
prova a qualsiasi età quando l’amore entra
silenzioso ed accorto,
sincero e sorridente, sacro, maturo, reale,
disperato forse, anche un
po’ piegato magari ma assolutamente unico!
Lui la bacia con un trasporto
senza paragoni e lei si afferra a lui così
stretta da sentire le
pulsazioni delle sue vene! Lui la guarda con
la trasparenza di una
farfalla. Sono così appagati da frantumarsi
insieme dentro quel
silenzio, le lacrime di gioia esplodono
sotto le palpebre di entrambi…il
sole sta calando. Loro sono come bambini che
affogano dentro un gelato,
gesti palpitanti di carezze e di sguardi che
stregano l’anima. I piedi
sono un po’ freddi ma scintilla il cuore!
Forse scenderanno per cena o forse no, la
loro è una storia piena di
ostacoli, ferite, insicurezze, sensi di
colpa ma alla fine l’affetto
vero deve vincere, almeno una volta, deve
scavalcare quel traguardo che
lo porta a toccare il cielo e a sperare che
nella vita esista davvero un
barlume di luce x tutti!!!
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Alpeggio
Ferrara
Lei era arrabbiata, molto arrabbiata.
Delusa. Ferita. Triste.
Guardava dall’abbaino le montagne ancora
innevate in quel Maggio caldo, perfino afoso
e pensava a come si stava perdendo dentro
gli occhi di uomo con il cuore troppo
frantumato…e pensare che adesso lo vorrebbe
disperatamente, qui con lei, in questa
stanza di un maso altoatesino! E invece si
sono mandati i soliti sms di convenienza,
pudici, sterili e anonimi! Quasi
indifferenti! Facendosi del male a vicenda,
respingendosi come ricci per non ascoltare
la carica emotiva che li spingerebbe
entrambi dentro un abbraccio affogato e
confuso, inquieto e insaziabile!
Delusa perché lui è passato al Centro,dove
lei lavora al pomeriggio, e non si è fermato
a salutarla; ferita perché non l’ha chiamata
per dirle che ciò che lei fa è speciale;
triste perché non può chiamarlo ora per
dirgli che il paesaggio è magico e manca
solo lui!!! Dirgli che non invidia alle sue
amiche storie normali con persone libere e
tranquille!! Dirgli che le mancano i suoi
sguardi dolci e sornioni, sorpresi e teneri,
birichini e sorridenti! Dirgli che le
piacerebbe vederlo arrivare lungo le curve
del sentiero, aggrappato alla sua moto.
Dirgli che vorrebbe passeggiare lungo il
sentiero con lui…e dormire sulla sua spalla
addossati a questa panchina di legno fresco!
Dirgli che vorrebbe le sue mani tutte per
lei adesso!! Dirgli che le mancano i suoi
occhi, così verdi, magnifici,
espressivi!...Se si chiudono… i desideri
possono avverarsi… ma questo accade solo
nelle storie dei libri per bambini!... Una
telefonata per dirle che stava per arrivare,
per dirle che aveva deciso di ricaricare le
batterie, con lei! Ecco i sogni, ad occhi
aperti, come miraggi nel deserto, come
tentazioni del cuore…forse è un sogno
,… lei aveva continuato a fissare la
finestra, la strada, la prima curva dove
l’occhio arriva, ascoltando i suoni,
meditando febbrilmente sulle motivazioni di
quel gesto! Finchè si è precipitata… un
abbraccio pudico e contenuto!...rimanendo
incollata alla portiera della macchina x non
esternare agitazione, ansia, timore,
desiderio!!! Lui come sempre un po’
arruffato, camicia chiara, jeans, occhiali
scuri… una passeggiata ed un caffè ci
vogliono x sciogliere i muscoli rattrappiti
da tre ore di viaggio! E resteranno
fuori…così lei prende un po’ di cose, le
aveva preparate in uno zainetto rosso e blu…
… Due passi vicino al lago, abbracciati
come sedicenni impacciati, discorsi che
vorrebbero nascondere, ritardare, due
sconosciuti che entrano per mangiare
qualcosa in un piccolo ristorante! La
temperatura si è abbassata e si siedono
dentro, su un tavolo d’angolo con panchina!
L’illuminazione è quella naturale, del sole
delle diciotto. Cena frugale perché lo
stomaco tormentato di entrambi non lascia
spazio… il Garni è semplice ed accogliente,
spostato verso il bosco con molti fiori sui
poggioli dipinti di rosso. La camera è
rivolta verso le montagne che circondano il
lago. Lei ha un po’ paura di guardarlo. Lui
invece sa sostenere gli occhi di lei che gli
tocca il braccio e si appoggia
impercettibilmente…e poi gli dà un bacio
lieve sulla guancia un po' ruvida per finire
a toccare la bocca… accarezzandogli un po’ i
capelli e il collo fino a toccare il caldo
cotone della felpa! Dopo mangiato
passeggiano vicino al Garni… ma il desiderio
di stare insieme e coccolarsi è devastante,
sono una bomba innescata e non si sfiorano
per il timore di non riuscire a fermarsi! Se
ne tornano verso la casa mentre grosse
nuvole annunciano pioggia imminente!Ma che
importa?
La camera è silenziosa e poco illuminata ma
pulitissima, con le tende e le tovagliette
dei due comodini di tela verde, c’è pure un
tavolo. Lei apre lo zainetto e tira fuori un
pigiama di cotone azzurro, lui una felpa
grigia sopra la maglietta bianca…lei si
avvicina e lo abbraccia così forte da
tremare e non smette neppure quando lui
l’attira accanto a sé…
Ogni affetto inseguito con pazienza e
sofferenza è sacro, è qualcosa di
indescrivibile… toccarsi con tenerezza e
imbarazzo,
frantumarsi dentro dita sempre più avide e
frenetiche fino a rabbrividire dal piacere
di sentirsi perché è la conoscenza
dell’altro che porta ad avvertirne la
vulnerabile complicità, ad assaporarne ogni
minuto… sono entrambi stanchi … si
addormentano un po’ toccandosi il
viso, la fronte e la bocca, aderendo l’uno
all’altra quasi per paura che l’incantesimo
si spezzi e tutto possa scomparire! Lui
dorme sorridente ed in pace! … lei lo bacia
silenziosamente ed è talmente felice che
trema un po’ mentre è ancora addosso a lui…
e ne ama ogni particolare, teme di toccarlo
per non invaderne l’essenza, perché è
l’amore ferito, che ritorna risanato e
gratificato. E’ lui che ha cercato tutta
la vita e che vorrebbe ripagare di tutte le
sue sofferenze passate…e lo sente così, ora,
in quella semplice camera con i cassettoni
di abete che profumano ancora di bosco, e la
finestra che manda uno strano riflesso sulla
parete opposta al letto. Perfino il tempo lo
sente come una parte di sé che non può
rinnegare. La pioggia picchietta sul tetto
ma sembrano lacrime di gioia… ogni cuore
addormentato culla le sue speranze
nascoste!Si sfiorano l’anima con tante
parole silenziose… vibrano di attimi.
Si svegliano al mattino molto presto per
guardare l’alba… Ma lei si stropiccia gli
occhi e vede l'abbaino....!
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Braies di sopra
L’autostrada
affollata di macchine che tornavano. La
corsia di marcia semivuota. L’auto
impolverata si fermava all’autogrill x un
caffè veloce, nonostante quella fastidiosa
tachicardia estiva! Non era una che colpiva.
La tuta blu era indossata larga e la
maglietta corta azzurra copriva comunque la
pancia mentre i capelli scomposti si
posavano sulla fronte nascondendo il naso e
la bocca, unico vezzo era un fazzolettino
legato al collo. Occhiali da sole non
firmati e Nike vissute. Passo veloce e un
po’ sghembo, mani in tasca a toccare le
chiavi e il metallo cromato del cellulare.
Attorno gironzolavano famiglie con
passeggini ed esagerati fuoristrada. Molte
persone scendevano da due corriere
coloratissime. Gite veloci di fine
Settembre…
Lei risalì veloce
in auto guardando l’orologio, era in
anticipo…scorrevano alberi, montagne e un
cielo azzurrissimo! L’appuntamento era per
il tardo pomeriggio, davanti al primo hotel
dopo il sottopassaggio per Braies, avrebbero
raggiunto l’albergo dai balconi rossi. Le
tremavano un po’ le dita e lo stomaco andava
su e giù da qualche giorno! Quella strada la
conosceva davvero bene ma era come
percorrerla per la prima volta! Continuava a
tormentare la stoffa leggera dei pantaloni
mentre spostava il cambio dalla terza alla
seconda e dalla seconda alla
terza…frettolosamente, come una
principiante! Cosa avrebbe detto?! …forse
guardato per terra per non incontrare i suoi
occhi, praterie senza fine come i campi che
scorrevano lungo la strada,.…un sms
l’avvertiva che lui stava arrivando…
Parcheggiò
vicino all’entrata dove la ghiaia faceva
scricchiolare le ruote, dove c’erano altre
auto per lo più tedesche. Tremava ormai
visibilmente, indossò un grosso pile azzurro
e chiuse il volume dell’autoradio. Lo sentì
arrivare e si augurò di smettere di tremare
così tanto!! Scese dalla macchina. Lui
sembrava un abitante di un pianeta
sconosciuto! Lei scrutava le montagne
rossastre mentre lui appoggiava casco e
passamontagna sopra la moto. Ogni loro gesto
sembrava esser volutamente lento x
sospendere l’imbarazzo e disperdere
l’agitazione. Lui finalmente mise fine a
quell’attimo senza tempo, l’afferrò e la
strinse a sé con passione, determinazione,
tenerezza e lei sprofondò dentro il suo
giubbotto! Quanto aveva aspettato quel
momento, non poteva finire troppo in
fretta!!!... Lui la baciò sulla fronte e
leggermente sulla bocca. Decisero di
raggiungere in fretta l’albergo…lei salì in
macchina e faticò a mettere la retromarcia,
lui partì di volata! L’albergo, isolato e
silenzioso, offriva un panorama unico e il
colore delle rocce mutava ogni ora! La hall
richiamava le case austriache con mobili in
legno pregiato, la stufa in maiolica gialla
e dei divani in pelle molto eleganti.
Qualche vasetto di olio profumato e delle
ciotole di caramelle sopra bassi tavolini
intarsiati.
La camera aveva
una grande finestra con tende bianche
ricamate in azzurro, letto con piumoni blu e
giallo e un bagno candido e pulitissimo.
Fecero una doccia
veloce, ognuno aspettava l’altro guardando
il panorama, giocherellando con il filo
delle tende…tormentandosi le labbra ….
Nuovamente vestiti e pronti si guardarono e
si abbracciarono! Era ora di cena ma nessuno
dei due aveva una gran fame, pensarono però
che un filetto alla brace fosse cosa saggia
per iniziare quella breve vacanza così
scesero nella hall come due ragazzini al
primo appuntamento! Bistecca, crauti e
strudel, del vino lui, dell’acqua lei…e di
nuovo in camera dopo aver sistemato le
formalità di arrivo.
Le luci erano
spente, solo qualche chiarore stellare
attraverso le pesanti tende scostate. Lui la
toccava dolcemente e si sentiva come un
adolescente alla prima esperienza. Lei era
impaurita ed impacciata. Era la fiducia con
cui si accolsero che rendeva tutto speciale,
con la tenerezza e l’inquietudine della
prima volta, come lo fosse x entrambi, come
se toccarsi fosse un cerimoniale sacro,
aspettato, eseguito ora con una delicatezza
senza fine, con carezze disarmanti e sguardi
pieni di affetto…lui si addormentò addosso a
lei che lo guardava dormire, silenziosa e
felice come non lo era mai stata nella sua
vita! Adesso sì, poteva dire che l’amore è
speciale, l’amore ti osserva e incanta,
l’amore è paziente, l’amore non delude,
l’amore avvolge il cuore di luce, l’amore
abbassa le difese e ci rende folletti
disorientati e birichini! Lui così
introverso e dolce, così tenero ed indifeso,
così triste e appassionato, disperato e
selvaggio…lui era la rivelazione del vero
affetto, era entrato dentro di lei in punta
di piedi e aveva scosso tutte le vecchie
barriere, cancellato le paure e i sedimenti
più remoti, aveva portato la luce del cuore
sacro, con la sensibilità di un ragazzino
spaventato! Lui dormiva tranquillo,
finalmente sereno, e lei gli accarezzava i
capelli e le orecchie… quel momento
esisteva, era suo, senza fretta, senza
superficialità, senza doveri, senza
aggressioni…la concessione di due anime,
private di tutto ma non della luce di un
bene profondo da donare! L’amore è dolore,
attesa, supplica, si desidera continuamente
come un nutrimento fondamentale. Una prima
volta per entrambi, senza commenti, senza
confronti, senza rimpianti. Solo occhi e
mani che si cercano, si riconoscono,
attendono che ogni minuto possa ripetersi
all’infinito.
L’amore trova i suoi spazi, i suoi tempi, ha
le sue memorie ma non abbandona il cuore di
coloro che lo cercano.
...il cuore di
lui batte veloce, non è abituato a
quell’intimità rasserenante, è un piacere
infantile, sottile, è uno sguardo incantato
che osserva con estasi profonda ciò che ama,
per non lasciarlo più. L’amore è
spirito, è corpo, è guardarsi dentro per
riconoscersi sempre, e poter dire, dopo una
notte d’amore, mi sento libero perché sono
con te, perché tu sei il mio secondo
sguardo, sei la svolta, sei la quiete e il
temporale, sei il respiro della mia anima…
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Conchiglie
Stamattina all'alba mentre bevevo il tè ho pensato a.
Ad un'isola vicino alla Cornovaglia dove viveva un pescatore
di gamberi o chissà che altro..Ogni giorno dopo il
quotidiano giro in mare, sedeva sulla spiaggia e guardando
verso l'orizzonte pensava che gli sarebbe piaciuto molto
raccogliere tutti i colori dell'acqua del cielo e della
terra e giocare come sulla tavolozza di un pittore. Ma non
sapeva dipingere, non conosceva neppure tele e pennelli, in
paese c'erano solo poche case, povera gente semplice dedita
alla pesca come lui o a lavori artigianali. Decise così di
usare il filo con cui erano erano fatte le reti ed
intrecciarlo attorno a minuscole conchiglie di forma
diversa..Ne risultarono lavori incredibili, composizioni
magnifiche.tutti gli abitanti ne furono affascinati e la sua
fama portò molte persone in quel paese, da tutta
l'Inghilterra.Fu costretto a non pescare più, creava solo.Sorprendentemente
ciascuno vedeva impressi, in quei fili intrecciati, i propri
sogni e desideri.
Un giorno però il pescatore-artista si stancò perché per
ogni opera che realizzava un pezzettino della sua anima se
ne andava, forse era questo il segreto che rendeva magici i
suoi lavori!
Desiderava tornare alla sua vecchia vita, alla sua barca, ai
suoi pesci, alle sue passeggiate.il successo gli aveva tolto
un po' di respiro, si sentiva ormai come in un deserto, più
solo di prima! Era stata una parentesi di vita, i colori lo
avevano stregato e lui aveva voluto fermarli e questo non è
possibile senza pagare un prezzo! Voleva fermarsi prima di
suo fratello Vincent che se n'era andato molto tempo prima,
morto pazzo chissà dove per aver voluto seguire il richiamo
selvaggio dei colori.
Quel pescatore di colori e sogni è morto vecchissimo, sulla
sua isola, mentre camminava sulla spiaggia, a piedi nudi,
misterioso sognatore dagli occhi profondi. Sul davanzale
della finestra, nella sua casa rimane un piccolo oggetto,
dei fili intrecciati ad una conchiglia bianca dove si
riconosce un nome sbiadito, Manuel Van Gogh, sconosciuto
creatore di sogni, dai tanti colori.
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