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Il viaggio.
Lo avevano avvertito che sarebbe stato un
lungo viaggio, ma aveva voluto intraprenderlo comunque perché …
perché gli piaceva il suo lavoro…. Perché era curioso…. Perché….
Forse solo perché era tanto che pensava di andare via per un po’
da tutto e da tutti.
Ad un certo punto, quasi a metà strada,
aveva avuto la sensazione che quasi il tempo si fosse fermato ed
aveva cominciato a fare sogni strani in cui vedeva parecchie
delle persone che conosceva, ma non riusciva a salutarle anzi a
dire il vero a lui era sembrato che loro non si accorgessero
della sua presenza e che il fatto che si trovassero tutti li in
quel posto strano e tutto verde era solo dovuto ad una
coincidenza diversa, ma di certo non era per lui visto che poi
nemmeno lo guardavano.
Poi ad un certo punto si rese conto di
essere troppo stanco per continuare a viaggiare senza fermarsi e
cercò un posto dove riposare e dove dormire un po’ sul serio
senza sognare, ma quando trovò quello che cercava troppe furono
le sorprese per poter perdere tempo prezioso a dormire.
La prima in assoluto fu incontrare un
bimbo, era sicuro di conoscerlo ma non ricordava il suo nome.
Non che fosse importante anzi la cosa non lo preoccupava
assolutamente ed era proprio questo che lo impensieriva.
Lui sempre così perfetto, sempre così
completo ora non si interessava di un particolare così
fondamentale come il nome di chi lo stava accompagnando nel
posto che doveva ospitarlo?
Era un bel bimbo e si muoveva sicuro
nell’intrico delle strade che percorreva veloce, anche se non
parlava molto. Per la verità non aveva detto nemmeno una parola.
Oppure si? Non se lo ricordava più, ma non importava era troppo
stanco e doveva assolutamente riposare al più presto altrimenti
non avrebbe potuto continuare il viaggio.
Quando arrivò alla casa sapeva già dove
andare salutò sua madre con il solito bacio, solo che questa
volta si sentì così felice nel darglielo che si meravigliò da
solo e mentre saliva le scale per andare nella sua stanza era
così contento che non gli venne da pensare come mai l’aveva
baciata in quel modo.
Si spogliò e si buttò sul letto
addormentandosi quasi subito e per fortuna quella volta non ci
furono sogni a disturbarlo, ora era a casa ed era tranquillo e
poi era tanto stanco ed il fatto di essere quasi arrivato alla
meta lo aveva rilassato un pochino, quel tanto che bastava per
farlo precipitare in un sonno profondo…. Tanto profondo….
Troppo…….
Forse dormì un giorno intero, forse due
quello che importava era che quando finalmente si svegliò si
sentiva benissimo, riposato, rilassato, pronto per continuare
quello che doveva fare.
Ma….. che doveva fare? Certo aveva un
compito da portare a termine, ma non se lo ricordava più in quel
momento, sapeva solo che era importante per lui finire il
viaggio!
E come faceva a continuare un viaggio se
non ricordava più dove doveva andare?
Era tutto molto strano, ma niente era in
confronto alla calma che provava e al fatto che in fondo non
gliene importava niente di quello che doveva fare, l’avrebbe di
certo fatto appena se ne sarebbe ricordato e se non se ne
ricordava ora significava di certo che non era poi così
importante quello che doveva compiere.
Scese, salutò il fratello e quel bimbo
strano dallo sguardo triste, diede un bacio a sua madre e fece
colazione poi si avviò verso la casa di suo nonno. Ovvio ci
andava tutti i giorni da quando era piccolo, era normale che
fosse li. Il nonno lo guardò entrare e gli fece segno di sedersi
e di prendere un caffè e poi ad un tratto cominciò a parlare, ma
era così faticoso ascoltarlo !
“Non puoi restare qui, non puoi continuare
a restare qui, devi continuare il tuo viaggio e devi farlo ora
perché poi il nostro affetto potrebbe trattenerti e non sarebbe
giusto. Segui questo lavoro fino in fondo e poi dopo quando
ricorderai tutto e sarai meno stanco potrai anche decidere di
tornare se vorrai. Ma non c’è fretta. Noi siamo qui, ti
aspettiamo lo sai e ti vogliamo bene”
Vero! Aveva ragione come al solito il
nonno…. Lui non poteva fermarsi ora perché aveva una cosa
importante da fare, una cosa molto importante e non poteva
rinunciare così solo perché li si trovava bene. In fondo quando
era andato via l’altra volta non aveva fatto problemi, che
motivo aveva ora di comportarsi così?
Passò una giornata bellissima e quando
venne sera come faceva di solito tornò a casa, ma stavolta era
deciso e quasi come se sua madre gli avesse letto nel pensiero
la trovo sulla porta con la sua roba pronta e con un sorriso
dolcissimo per salutarlo.
Ricominciò il viaggio, non sapeva più dove
andare, ma sapeva che doveva seguire la strada davanti a lui e
che ad un certo punto avrebbe ricordato, doveva ricordare… era
troppo importane per lui….
Giorni e giorni di cammino, incontrò tante
persone che aveva già conosciuto ed altre che non aveva mai
visto. La cosa strana era che tutti partecipavano al suo
cammino, non è che andassero con lui questo no, ma gli
indicavano un pezzo di strada perché oramai era chiaro che tutti
sapevano quello che doveva fare tranne lui!
E arrivò una mattina all’alba… una di
quelle mattine luminose che preannunciano un giorno splendido e
quando arrivò ritrovò la stanza verde che aveva visto tanto
tempo prima ed era così stanco che si sdraiò sul letto e si
addormentò e cominciò a sognare…..
C’era suo figlio accanto a lui e lo
guardava e gli leggeva un libro. Cos’era? Ma che faceva? Che gli
stava leggendo e perché? Asimov! Ecco cos’era! si era uno dei
suoi libri preferiti, lo riconosceva nei brani che ascoltava.
Si girò verso di lui e lo chiamò.
Il ragazzo si fermò subito, abbassò il
libro e lo guardò.
Ma perché piangeva?
“Papà !! Finalmente sei tornato! Ti ho
aspettato tanto…. Io… lo sapevo che non avresti dimenticato la
tua promessa….”
Lo avevano avvertito che sarebbe stato un
viaggio lungo, molto lungo, ma lui non aveva rinunciato. Perché?
Forse solo perché gli piaceva il suo lavoro….. perché era
curioso…. o forse perché era da tanto che pensava di
allontanarsi un po’ da tutto…. Ma quando la mattina partì una
cosa la fece…. Salutò suo figlio, l’unico legame che gli era
rimasto, l’unica persona che ancora poteva chiamare “la sua
famiglia”, l’unica persona per cui in fondo continuava a
rimanere in vita, dopo aver perso tutti gli altri. Salutò il suo
ragazzo e ad un certo punto si girò quando già era sulla porta e
lo riabbracciò forte e gli disse quasi sussurrando in un
orecchio: “ Qualsiasi cosa succeda tu ricordati sempre che non
ti lascerò mai senza prima salutarti e non sparirò mai senza
prima averti ritrovato fosse anche solo per dirti che ti voglio
bene, anche per una volta sola ancora. E’ una promessa del cuore
e lo sai che la manterrei a qualsiasi costo. Sta tranquillo io
torno!”
Era un sogno strano quello che stava
facendo, in verità non era nemmeno sicuro che fosse un sogno….
Oppure si?
Guardò il suo ragazzo e l’unica cos che
gli venne da dire quando lui gli strinse la mano fu: “ Ciao
Piccolo…. Ti voglio bene!”
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