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Mircho Allegri

 

Dello stesso Autore .. Poesie

 

 

 

 

 

 

 

 

Viola

 

Viola era una bambina che abitava ai margini di un bosco fittissimo. Qualche volta raccogliendo le fragole che spuntano nelle radure ai bordi della macchia, quasi incuriosita, aveva provato ad intrufolarsi oltre i primi alberi. I rami contorti e scuri facevano sì che la luce, dopo pochi metri, calasse al punto da lasciare intravedere l'incerto segno del sentiero, e anche se qua e là filtrava qualche raggio, che permetteva di vedere oltre, era sempre tornata sui suoi passi.

Non si sentiva sicura. Aveva paura di perdersi. La voglia di passare oltre però era tanta e una mattina si decise a provare ad attraversare quel bosco. Si portò dietro un cestino con qualcosa da mangiare, giusto per un’emergenza, perché poi sapeva che il percorso non era facile, non lo conosceva, ma le avevano assicurato che non era poi così lungo e sicuramente entro sera sarebbe tornata. Partì decisa con il passo svelto di chi sa dove andare. Il sentiero, subito molto evidente, tendeva a confondersi in mille rivoli nei larghi spazi tra i tronchi enormi degli alberi. La luce era poca e le foglie contribuivano a confondere il tutto. Dopo un'oretta vide una piccola sorgente dalla quale zampillava un filo d'acqua, circondata da larghe foglie verdi e alcuni funghi. La fissò passando svelta, perché non poteva distrarsi. Voleva passare dall'altra parte e in fretta. Il sentiero non era quasi più riconoscibile, ma l'importante era continuare nella stessa direzione.

Dopo tanto camminare tra le foglie secche e i ciuffi d'erba che si concentravano dove gli sprazzi di luce, che filtrava dall'alto, raggiungevano il terreno, pensò di essere a buon punto, perché aveva percorso parecchia strada. Di fianco a larghe foglie verdi vedeva qualche piantina di fragola con i fiori, e ogni tanto un fungo, ma non poteva osservare più di tanto per non distrarsi. Camminò in quella direzione per un'altra ora. Almeno. Così le pareva, perché il tempo nel bosco non è facile misurarlo. Stava attenta a scorgere qualche punto in cui la luce le preannunciasse la fine della macchia. Passando di fianco ad un grosso albero vide una piccola sorgente dalla quale zampillava un filo d'acqua. E c'erano le grosse foglie verdi e quei funghi le sembravano troppo uguali a quelli che aveva gia visto! Ma quella era la stessa sorgente che aveva incontrato almeno un'ora prima! Com’era possibile questo, visto che lei non era mai tornata indietro. Era sempre andata avanti! Si sentì un brivido nella schiena. E adesso da che parte poteva andare? Decise di provare a tornare a casa. Cercò di ricordare da dove era arrivata la prima volta a quella sorgente. Lei era passata a destra dell'albero, la sorgente era subito dopo con i funghi dietro. Si girò, come per vedere il punto dal quale era arrivata osservando l'albero, l'acqua e i funghi. Si. Era arrivata da quella parte. Partì di gran lena in quella direzione verso casa, ma non si sentiva più tranquilla. Gli alberi erano tutti così simili e il sentiero non si scorgeva, e più ci pensava più allungava il passo fino quasi ad ansimare. Voleva uscirne al più presto e tutta la strada che aveva percorso voleva riguadagnarla in metà tempo. Vedeva sempre un continuo alternarsi di zone buie e di punti con la vegetazione appena illuminata dalla luce che filtrava dall'alto. Camminò per un bel po'. Cominciò a pensare che era stata imprudente ad entrare in quel bosco, e le venne paura. E pensare che quella mattina si sentiva così sicura. Ad un tratto le sembrò di vedere aumentare un po' la luce e si affrettò in quella direzione quasi correndo. Passò di fianco ad un albero e vide quello che non avrebbe mai voluto vedere. Dopo l'albero c'era una piccola sorgente dalla quale zampillava un filo d'acqua. E c'erano le grosse foglie verdi, e i funghi! Il cuore cominciò a batterle, un po' per la corsa, ma soprattutto perché era di nuovo allo stesso punto e non sapeva più da che parte era girata. Non sapeva se la sua casa era davanti o dietro o magari a destra. Si sedette di fianco allo zampillo. Il cuore batteva e le lacrime cominciavano a scendere nel silenzio di quel bosco, che adesso le sembrava così ostile. Non si rendeva neanche più conto del tempo che passava, ma non aveva più il coraggio di muoversi. Almeno lì poteva bere e le provviste per un po' sarebbero bastate. Quel bosco che aveva affrontato tanto decisa, adesso le faceva proprio paura. Sentiva persino un leggero rumore di foglie schiacciate dal passo di non so quale animale. Si avvicinava. E oltre al rumore di foglie le sembrava di sentire un sibilo leggero che poi divenne un fischio. C'era qualcuno! "Aiuto"! Le uscì quasi spontaneo e poi di nuovo un altro grido con tutta la voce che aveva. Il passo si fece più vicino e affrettato. Non sentiva più il fischio, ma vide un vecchio con un cesto in mano che le veniva incontro sorridente, quasi per rassicurarla. "Che cosa fai qui da sola", disse ad alta voce. "Volevo attraversare il bosco ma mi sono persa! Sono ore che cammino e mi ritrovo sempre allo stesso punto." Il cuore aveva smesso di battere forte. " Non è facile attraversare il bosco. Ci s’imbroglia facilmente. Anche io alla tua età mi sono perso. Mi ha insegnato ad attraversarlo un vecchio, che aveva imparato il sistema da bambino da un altro vecchio." Viola chiese: "e al primo vecchio chi lo aveva insegnato?" "Non lo so. Forse un altro vecchio. Ma tu dove abiti?". "Io abito nella casa bianca che è in fondo al paese, di fianco al ponte di legno". Il vecchio disse: "per tornare io posso passare per il ponte senza allungare di molto la strada. Posso accompagnarti. Se vuoi domattina ti aspetto sul ponte, ed insegno anche a te come si attraversa il bosco". Mentre s’incamminavano, Viola rispose che le sarebbe piaciuto imparare.

La mattina seguente, quando uscì dalla porta di casa, Viola vide il vecchio seduto sul ponte di legno. Per ingannare l'attesa, intagliava con un temperino la corteccia del ramo che gli serviva da bastone.

Dal lato opposto al bosco c'era un’immensa radura erbosa con due soli alberi molto distanti tra loro. I due s’incamminarono verso l'albero più vicino e si sedettero sopra la sua ombra. Il vecchio disse: " lo vedi quell'albero là in fondo? Se tu cammini verso di lui lo raggiungi, ma sapresti farlo ad occhi chiusi?" Viola rispose: "certamente!". Il vecchio disse: "proviamo”. Tu t’incamminerai ad occhi chiusi e li riaprirai solo quando io te lo dirò". S’incamminò stringendo gli occhi. sembrava che l'albero non arrivasse mai e il vecchio non le diceva di fermarsi. Dopo parecchio tempo sentì una voce forte e vicina. "Fermati!". Aprì gli occhi. Si trovava vicino al vecchio e l'albero che doveva raggiungere era là in fondo come se non si fosse mai mossa. Viola non riusciva a spiegarsi come fosse potuto accadere. Il vecchio le disse " E' facile camminare se hai sempre davanti ben visibile il punto che devi raggiungere. Guarda la traccia che hai lasciato nell'erba". Era incredibile. Si notava un cerchio che iniziava verso destra e si perdeva in lontananza per ricomparire da dietro l'albero. Viola, credendo di camminare diritta, in verità si era spostata sempre più verso destra, su un percorso circolare che la riportava al punto di partenza. "Ognuno ha la sua tendenza", disse il vecchio. "Io ricordo che andavo dalla parte opposta, ma il risultato era lo stesso. Devi riprovare tenendo conto che devi correggerti. Cammina diritta, rilassata e ricordati che ogni cento passi ti sei spostata a destra di cinquanta". Viola ripartì cercò di correggersi e, quando da lontano sentì "fermati" aprì gli occhi. Era andata molto meglio. Non era proprio in direzione dell'albero ma neanche dalla parte opposta". Quando ebbe raggiunto il vecchio egli le disse: " Bene. Adesso sai come correggerti. Riprova fino a che non arriverai all'albero. Quando riuscirai potrai attraversare il bosco". I giorni successivi furono un divertimento per Viola. Il suo gioco consisteva nel cercare di raggiungere l'albero ad occhi chiusi. Dopo che per tre volte di seguito raggiunse l'albero, rischiando di andarci a sbattere contro, capì che aveva imparato a camminare diritta.

La mattina dopo guardò il bosco con aria di sfida e partì decisa. Incontrò la piccola sorgente dalla quale zampillava un filo d'acqua, passò di fianco canterellando e in poco più di un attimo si trovò sul prato dall'altra parte.

 

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