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Viola
Viola
era una bambina che abitava ai margini di un bosco
fittissimo. Qualche volta raccogliendo le fragole che
spuntano nelle radure ai bordi della macchia, quasi
incuriosita, aveva provato ad intrufolarsi oltre i primi
alberi. I rami contorti e scuri facevano sì che la luce,
dopo pochi metri, calasse al punto da lasciare intravedere
l'incerto segno del sentiero, e anche se qua e là
filtrava qualche raggio, che permetteva di vedere oltre,
era sempre tornata sui suoi passi.
Non
si sentiva sicura. Aveva paura di perdersi. La voglia di
passare oltre però era tanta e una mattina si decise a
provare ad attraversare quel bosco. Si portò dietro un
cestino con qualcosa da mangiare, giusto per
un’emergenza, perché poi sapeva che il percorso non era
facile, non lo conosceva, ma le avevano assicurato che non
era poi così lungo e sicuramente entro sera sarebbe
tornata. Partì decisa con il passo svelto di chi sa dove
andare. Il sentiero, subito molto evidente, tendeva a
confondersi in mille rivoli nei larghi spazi tra i tronchi
enormi degli alberi. La luce era poca e le foglie
contribuivano a confondere il tutto. Dopo un'oretta vide
una piccola sorgente dalla quale zampillava un filo
d'acqua, circondata da larghe foglie verdi e alcuni
funghi. La fissò passando svelta, perché non poteva
distrarsi. Voleva passare dall'altra parte e in fretta. Il
sentiero non era quasi più riconoscibile, ma l'importante
era continuare nella stessa direzione.
Dopo
tanto camminare tra le foglie secche e i ciuffi d'erba che
si concentravano dove gli sprazzi di luce, che filtrava
dall'alto, raggiungevano il terreno, pensò di essere a
buon punto, perché aveva percorso parecchia strada. Di
fianco a larghe foglie verdi vedeva qualche piantina di
fragola con i fiori, e ogni tanto un fungo, ma non poteva
osservare più di tanto per non distrarsi. Camminò in
quella direzione per un'altra ora. Almeno. Così le
pareva, perché il tempo nel bosco non è facile
misurarlo. Stava attenta a scorgere qualche punto in cui
la luce le preannunciasse la fine della macchia. Passando
di fianco ad un grosso albero vide una piccola sorgente
dalla quale zampillava un filo d'acqua. E c'erano le
grosse foglie verdi e quei funghi le sembravano troppo
uguali a quelli che aveva gia visto! Ma quella era la
stessa sorgente che aveva incontrato almeno un'ora
prima! Com’era possibile questo, visto che lei non era
mai tornata indietro. Era sempre andata avanti! Si sentì
un brivido nella schiena. E adesso da che parte poteva
andare? Decise di provare a tornare a casa. Cercò di
ricordare da dove era arrivata la prima volta a quella
sorgente. Lei era passata a destra dell'albero, la
sorgente era subito dopo con i funghi dietro. Si girò,
come per vedere il punto dal quale era arrivata osservando
l'albero, l'acqua e i funghi. Si. Era arrivata da quella
parte. Partì di gran lena in quella direzione verso casa,
ma non si sentiva più tranquilla. Gli alberi erano tutti
così simili e il sentiero non si scorgeva, e più ci
pensava più allungava il passo fino quasi ad ansimare.
Voleva uscirne al più presto e tutta la strada che aveva
percorso voleva riguadagnarla in metà tempo. Vedeva
sempre un continuo alternarsi di zone buie e di punti con
la vegetazione appena illuminata dalla luce che filtrava
dall'alto. Camminò per un bel po'. Cominciò a pensare
che era stata imprudente ad entrare in quel bosco, e le
venne paura. E pensare che quella mattina si sentiva
così sicura. Ad un tratto le sembrò di vedere aumentare
un po' la luce e si affrettò in quella direzione quasi
correndo. Passò di fianco ad un albero e vide quello che
non avrebbe mai voluto vedere. Dopo l'albero c'era una
piccola sorgente dalla quale zampillava un filo d'acqua. E
c'erano le grosse foglie verdi, e i funghi! Il cuore
cominciò a batterle, un po' per la corsa, ma soprattutto
perché era di nuovo allo stesso punto e non sapeva più
da che parte era girata. Non sapeva se la sua casa era
davanti o dietro o magari a destra. Si sedette di fianco
allo zampillo. Il cuore batteva e le lacrime cominciavano
a scendere nel silenzio di quel bosco, che adesso le
sembrava così ostile. Non si rendeva neanche più conto
del tempo che passava, ma non aveva più il coraggio di
muoversi. Almeno lì poteva bere e le provviste per un po'
sarebbero bastate. Quel bosco che aveva affrontato tanto
decisa, adesso le faceva proprio paura. Sentiva persino un
leggero rumore di foglie schiacciate dal passo di non so
quale animale. Si avvicinava. E oltre al rumore di foglie
le sembrava di sentire un sibilo leggero che poi divenne
un fischio. C'era qualcuno! "Aiuto"! Le uscì
quasi spontaneo e poi di nuovo un altro grido con tutta la
voce che aveva. Il passo si fece più vicino e affrettato.
Non sentiva più il fischio, ma vide un vecchio con un
cesto in mano che le veniva incontro sorridente, quasi per
rassicurarla. "Che cosa fai qui da sola", disse
ad alta voce. "Volevo attraversare il bosco ma mi
sono persa! Sono ore che cammino e mi ritrovo sempre allo
stesso punto." Il cuore aveva smesso di battere
forte. " Non è facile attraversare il bosco. Ci
s’imbroglia facilmente. Anche io alla tua età mi sono
perso. Mi ha insegnato ad attraversarlo un vecchio, che aveva
imparato il sistema da bambino da un altro vecchio."
Viola chiese: "e al primo vecchio chi lo aveva
insegnato?" "Non lo so. Forse un altro vecchio.
Ma tu dove abiti?". "Io abito nella casa bianca
che è in fondo al paese, di fianco al ponte di
legno". Il vecchio disse: "per tornare io posso
passare per il ponte senza allungare di molto la strada.
Posso accompagnarti. Se vuoi domattina ti aspetto sul
ponte, ed insegno anche a te come si attraversa il
bosco". Mentre s’incamminavano, Viola rispose che
le sarebbe piaciuto imparare.
La
mattina seguente, quando uscì dalla porta di casa, Viola
vide il vecchio seduto sul ponte di legno. Per ingannare
l'attesa, intagliava con un temperino la corteccia del
ramo che gli serviva da bastone.
Dal
lato opposto al bosco c'era un’immensa radura erbosa
con due soli alberi molto distanti tra loro. I due
s’incamminarono verso l'albero più vicino e si
sedettero sopra la sua ombra. Il vecchio disse: " lo
vedi quell'albero là in fondo? Se tu cammini verso di lui
lo raggiungi, ma sapresti farlo ad occhi
chiusi?" Viola rispose: "certamente!". Il
vecchio disse: "proviamo”. Tu t’incamminerai ad
occhi chiusi e li riaprirai solo quando io te lo dirò".
S’incamminò stringendo gli occhi. sembrava che l'albero
non arrivasse mai e il vecchio non le diceva di fermarsi.
Dopo parecchio tempo sentì una voce forte e vicina.
"Fermati!". Aprì gli occhi. Si trovava vicino
al vecchio e l'albero che doveva raggiungere era là in
fondo come se non si fosse mai mossa. Viola non riusciva a
spiegarsi come fosse potuto accadere. Il vecchio le disse
" E' facile camminare se hai sempre davanti ben
visibile il punto che devi raggiungere. Guarda la traccia
che hai lasciato nell'erba". Era incredibile. Si
notava un cerchio che iniziava verso destra e si perdeva
in lontananza per ricomparire da dietro l'albero. Viola,
credendo di camminare diritta, in verità si era spostata
sempre più verso destra, su un percorso circolare che la
riportava al punto di partenza. "Ognuno ha la sua
tendenza", disse il vecchio. "Io ricordo che
andavo dalla parte opposta, ma il risultato era lo stesso.
Devi riprovare tenendo conto che devi correggerti. Cammina
diritta, rilassata e ricordati che ogni cento passi ti sei
spostata a destra di cinquanta". Viola ripartì cercò
di correggersi e, quando da lontano sentì
"fermati" aprì gli occhi. Era andata molto
meglio. Non era proprio in direzione dell'albero ma
neanche dalla parte opposta". Quando ebbe raggiunto
il vecchio egli le disse: " Bene. Adesso sai come
correggerti. Riprova fino a che non arriverai all'albero.
Quando riuscirai potrai attraversare il bosco". I
giorni successivi furono un divertimento per Viola. Il suo
gioco consisteva nel cercare di raggiungere l'albero ad
occhi chiusi. Dopo che per tre volte di seguito raggiunse
l'albero, rischiando di andarci a sbattere contro, capì
che aveva imparato a camminare diritta.
La
mattina dopo guardò il bosco con aria di sfida e partì
decisa. Incontrò la piccola sorgente dalla quale
zampillava un filo d'acqua, passò di fianco canterellando
e in poco più di un attimo si trovò sul prato dall'altra
parte.
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