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Antonio Caterina

IL DOLCE RISVEGLIO

TORMENTI PRECARI

 

dello stesso Autore....  Poesie

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il dolce risveglio

Prefazione

 

 

Estate dell’anno 2000. In una campagna del Piemonte si alternano lavori di vita agreste a storie di vita quotidiana. Don Geronimo è un benestante proprietario terriero; Giorno dopo giorno, i suoi sudori donano fecondità alla terra da lui ereditata grazie al nonno Matteo. La sua abnegazione al duro lavoro dei campi lo mette in cattiva luce agli occhi dei ricchi imprenditori vicini. Questi ultimi, vedono Don Geronimo quasi un somaro da lavoro, instancabile ma improduttivo poiché non si giova delle innovative macchine rese disponibili dall’industria moderna. Ironia della sorte, per i facoltosi imprenditori della zona, il mercato preferisce i prodotti nati dalla terra della famiglia Grocchio poiché riscontra nei prodotti stessi una genuinità nata dall’amore per la sana vita campestre. Intorno alla figura di Don Geronimo ruotano le vite dei suoi familiari e collaboratori. Tra cui: donna Nunziata, moglie di Don Geronimo. Donna, 50enne, è ancora attraente quasi fosse una fanciulla nel fiore della giovinezza: i suoi capelli ramati e leggermente mossi, i suoi occhi verde smeraldo e le sue forme sinuose fanno l’invidia di sua figlia Dorotea. Le faccende domestiche e sentimentali sono nelle mani di quest'energica donna la quale grazie al suo carattere mite ma nel contempo combattivo pone un giusto equilibrio di dialogo tra tutti i componenti familiari. Don Geronimo e donna Nunziata hanno due figli, un maschio ed una femmina. Il maschio Nettilio ha 18 anni. Di aspetto fisico longilineo come la madre e caratterialmente bonaccione ma proprio per questo mal visto dai suoi coetanei “cittadini”. Sotto il suo aspetto trasandato celava un livello culturale notevole, derivatogli dagli studi ginnasiali. Amava molto la sua famiglia a tal punto che spesso si prestava a svolgere mansioni tra campi ed animali dure e tediose tanto da spossarlo e costringerlo al tramonto, dopo una lauta cena, ad un profondo sonno. Tutt’altro carattere ha Dorotea, giovane di 25 anni, indirizzata dal volere del padre Geronimo verso una agevole vita fatta di studio e divertimento con la speranza  di una rosea carriera da avvocato. A differenza di Nettilio sempre chino sui campi, Dorotea versava i suoi sforzi su voluminosi testi di diritto che le lambiccavano il cervello nella spasmodica ricerca di analogie sui trattati di giurisprudenza. Per Dorotea la vita si svolgeva molto lontano dalla sua terra natìa. Il 12 settembre 2002, papà Geronimo l’aveva imbarcata alla volta di New York lasciandole in tasca il denaro provenuto da sudati lavori nei campi da circa 5 anni. Le ultime parole di Dorotea verso il padre furono “Anche da molto lontano, il mio cuore sarà sempre con voi ed un giorno tornerò per regalarvi soddisfazione e stima”…

 

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TORMENTI PRECARI

 

RACCONTO AUTOBIOGRAFICO

 

Era lei, (sì) che decise d’essere mia madre, mettendomi al mondo e aspettando quello che mi sarebbe successo col passare degli anni.

Tra la gioia di amici, parenti, e vagando da una città all’altra, mi resi conto di quanto potesse essere interessante scoprire le cose più importanti d’ogni città, e come poteva diventare importante ad una certa età acquisire il senso della libertà.

Poi, ad un certo momento ecco il gran dolore che ancora porto dentro di me, cioè la morte di mio padre, avvenuta mentre si stava delineando il mio destino, la mia vita.

Era il solo che in certi momenti mi sapeva anche capire ed amare, ed io dopo la sua morte, rimasi chiuso nel mio guscio come una lumaca e sempre alla ricerca di un qualcuno o qualcuna che mi sapesse amare e comprendere. Ma è lei mia madre che comanda come un generale i suoi soldati ed io così mi sento certe volte, nella convinzione di essere nato sotto una cattiva stella, o, come si suol dire, essere nato «senza lo straccio di una camicia».

Intanto il tempo passa ed io mi avvicino sempre di più all’età dei quarant’anni, senza sapere se ci sarà una svolta decisiva nella mia vita.

E quindi continuo a girare senza una meta da poter raggiungere.

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