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Tamara De
Lempicka

Tamara ( Gorska) De Lempicka è nata a
Varsavia in Polonia nel 1898 in una famiglia agiata. Condotta poi
dalla nonna in viaggio per mezza Europa, si appassiona all'arte
visitando l'Italia e poi in Russia a San Pietroburgo sposa nel 1916
Tadeuz Lempicki. Insieme conducono una vita brillante incuranti degli
stravolgimenti politici russi finchè il marito non viene arrestato.Poi
liberato, grazie ad un amante diplomatico svedese dove si era
rifugiata Tamara.
Nel 1918 la coppia torna unita a Parigi dove nacque la figlia Kizette.
Il matrimonio comincia a naufragare e Tamara comincia a dipingere.
Gli anni 20 e 30 sono per Tamara i migliori, compone opere che si
impongono per stile, raffinatezza, e perfezione tecnica,per mezzo del
volume, delle linee, e di pochi colori di base modulati in tutte le
loro tonalità è riuscita come a "congelare" le figure in una
immobilità scultorea, forzando le forme entro linne curve su cui
serpeggia il gioco sottile degli sguardi, la seduzione del corpo
femminile.
Tamara è stata un personaggio in quegli anni, si è costruita
un'immagine di raffinatezza e seduzione, che si immerge in un mondo
nottambulo, spregiudicato, trasgressivo, sessualmente libero, in cerca
di successo e notorietà. Dividono quelle notti con Tamara De Lempicka
tanti nomi famosi di pittori, grandi sarti, romanzieri. Non
dimentichiamo Coco Chanel, Jean Cocteau, Marinetti e D'annunzio.
Nel 1933 Tamara dopo il divorzio , sposa il ricchissimo barone Kuffner
e da quel momento la sua pittura ha un radicale cambiamento, sia per
un certo realismo devozionale sia pe una ricerca levigatissima della
forma. Si trasferisce negli Stati Uniti lontano dalla guerra, e fa la
bella vita nel suo atelier di Beverly Hills frequentato da divi come
Greta Garbo e Tirone Power.
Tamara muore nel 1980 nel sonno, in Messico nella sua villa di
Cuernavaca, un luogo di ritiro per miliardari,le sue ceneri vengono
sparse sopra il vulcano Popocatepti da sua figlia Kizette, per suo
desiderio espresso nel testamento.
"Tamara De Lempicka è una delle più felici incarnazioni degli anni
Ruggenti.Artista, ma soprattutto personaggio, deve la straordianaria
longevità del suo mito all'aver occupato una posizione centrale
rispetto a luoghi, eventi e atmosfere che hanno agito da
moltiplicatori del fascino: la Russia zarista e rivoluzionaria, la
Parigi mondana e nottambula, la studiata ambiguità sessuale, i
gioielli e gli abiti di Chanel. Gli anni Venti e Trenta rappresentano
per la Lempicka il periodo di maggiore creatività, quello in cui le
raffinate immagini da lei create divengono immediatamente il segno
inconfondibile di un 'epoca, rivelatrici di un'adesione totale allo
spirito del tempo."
Gioia Mori da "Tamara De
Lempicka" ed. Giunti |