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Tamara Gorska, in arte
De Lempicka (dal cognome del marito Lempicki), famosa ai suoi tempi più
per la sua mondanità che per la sua pittura, nasce il 16 maggio del 1898
a Varsavia. Nel 1911 compie un importante viaggio in Italia insieme alla
nonna materna, durante il quale scopre la sua passione per l'arte.Durante
una festa conosce il giovane avvocato Tadeusz Lempicki e se ne innamora.
I due si sposano nel 1916, poco prima dello scoppio della rivoluzione
russa. L'anno seguente il marito è arrestato per la sua militanza nelle
file controrivoluzionarie ma, grazie alle relazioni della moglie, viene
presto liberato. I due si trasferiscono a Copenaghen, dove già si
trovano i genitori di Tamara, e da lì giungono a Parigi. Nel 1920, poco
dopo la nascita della figlia Kizette, Tamara decide di dedicarsi alla
pittura e inizia a frequentare l'Académie de la Grande Chaumière, poi
prende lezioni da Maurice Denis e André Lhote.
Nel 1922 partecipa al Salon d'Automne. Dopo questa sua prima
apparizione, la pittrice continua a esporre a Parigi fino alla seconda
metà degli anni Trenta. Nel 1925 Tamara parte con la madre e la figlia
per l'Italia per studiare i classici. A Milano conosce il conte Emanuele
Castelbarco, proprietario della galleria d'arte Bottega di poesia, che
le organizza la sua prima mostra personale. Durante la sua permanenza in
Italia conosce Gabriele D'Annunzio, del quale desidera fare un ritratto.
Negli anni seguenti, divenuta pittrice di successo, intensifica la sua
partecipazione a mostre ed esposizioni parigine.
Amò però anche molto ritrarre se stessa, come nel celebre "Autoritratto"
del 1925 in cui si rappresentò, bella, seducente, ricca e annoiata, a
bordo di una lussuosa Bugatti verde, in perfetto stile ruggenti anni
Venti. Trasferitasi a New York, Tamara organizza una personale alla
galleria di Paul Reinhardt. Nonostante i suoi numerosi impegni
umanitari, la pittrice continua ad allestire mostre a New York, Los
Angeles e San Francisco. Dopo un lungo periodo di silenzio, nel 1957
presenta le sue nuove opere a Roma alla Galleria Sagittarius.
L'artista realizza in questi anni una serie di composizioni astratte,
cui fanno seguito dei dipinti a spatola che non incontrano il consenso
della critica. La mostra, allestita nel 1962, alla Galleria Jolas di New
York è un fallimento. Dopo la morte del marito, avvenuta nel novembre di
quell'anno, Tamara lascia New York e si trasferisce a Houston, dove vive
la figlia Kizette. Nel 1969 torna a Parigi e riprende a dipingere. Una
grande mostra antologica, organizzata presso la Galerie du Luxembourg
(1972), riporta al successo l'anziana pittrice. Nel 1978 Tamara si
trasferisce in Messico, a Cuernavaca, dove muore il 18 marzo 1980.
Secondo le sue volontà testamentarie, le sue ceneri vengono sparse sul
cratere del vulcano Popocatépetl. |