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Antonio Magliulo

dello stesso Autore ... Città e Paesi

 

 

“Morte di Minotauro”

(quando il teatro diventa sinestesia)

 

 

      Forse non unico nel suo genere, ma sicuramente originale e inconsueto lo spettacolo Morte di Minotauro, portato in scena di recente, ad Aosta, dalle associazioni “Mamima Swan”, “Replicante Teatro” e dalla scuola “Suono Gesto Musica Danza”, in collaborazione con l'Unione Italiana Ciechi della Valle d'Aosta. 

      Nato da un’idea di Andrea Damarco e Matteo Cigna, Morte di Minotauro non è uno “spectaculum” in senso stretto, ovvero qualcosa da guardare, ma un evento sui generis e, per certi versi, “pionieristico”: gli spettatori, opportunamente bendati, vengono guidati attraverso un percorso che li fa entrare fisicamente nella vicenda narrata. Comincia così un viaggio inedito, nuovo, che il regista, Andrea Damarco, definisce: uno spettacolo che si spalanca dentro e non fuori lo spettatore.   

      Non più spettatori dunque, nel senso etimologico del termine, ma testimoni diretti di un'esperienza che coinvolge tutti i sensi, tranne la vista. Per seguire la vicenda si usano infatti l'udito, il tatto e l'olfatto. La messinscena consiste nella proposta di un insieme di suoni, odori e sensazioni tattili, capaci di surrogare il potere dell’occhio ed evocare quindi nel fruitore una serie di immagini, che derivano non solo dagli stimoli esterni, ma dalla propria sensibilità personale. Il visibile può essere scontato, tutto ciò che si percepisce con gli altri sensi è soggettivo, dipende cioé da una serie di variabili individuali ed induce, per altro, ad affinare i sensi a disposizione, in modo da vicariare quello mancante.

      Questo straordinario meccanismo sinestetico, che costituisce per il non vedente una modalità cognitiva abituale (l’unica a sua disposizione) rappresenta invece una grossa novità per il vedente, che (dopo essere stato bendato) ha la possibilità di accedere a un universo pressoché sconosciuto, in cui dominano intuizione, creatività e fantasia.

      Grazie a un itinerario tracciato ad arte ed alla predisposizione di elementari, ma geniali, “congegni teatrali”, lo spettatore può vivere delle suggestioni, che, a differenza di uno spettacolo tradizionale, accrescono curiosità, pathos e realismo.

Infatti, nell’oscurità prodotta da una benda in stoffa, si acuiscono i sensi e si schiudono contenuti del tutto inediti, che contribuiscono ad una riscoperta di sé  e del mondo circostante.

      All’allestimento del complesso apparato scenografico ha provveduto Gianni Papone; a curare la coreografia è stata la torinese Cristiana Celadon. Le musiche, composte da Luca Casella, hanno accompagnato e sostenuto i vari passaggi della vicenda, tratte appunto dal mito di Minosse, re di Creta, e dalle gesta di Teseo, che aiutato da Arianna, riesce a penetrare nel labirinto e ad annientare il Minotauro.

 Luca Casella, giovane ed emergente musicista, presidente dell’Unione Ciechi della Valle d’Aosta, ha commentato così la propria esperienza: “Ho rimesso in gioco tutte le convinzioni che la società ha maturato su chi vive come me nel buio. [Omissis]  Io, dopo anni di fratture, mi sono sentito realmente  tassello di un mosaico, una persona che vede come chi lo circonda. Emozioni raccolte nella bisaccia di una sera, per superare il deserto del non sapere”.

Lo spettacolo, diretto con equilibrio e maestria dai citati Damarco e Cigna, e sostenuto dall'Assessorato Regionale alle Politiche Sociali, è stato l'occasione per riflettere sulla condizione dei non vedenti, ma anche sui possibili modi alternativi per percepire, comunicare ed emozionare, ed in tal senso si configura non solo come una singolare lezione d'arte, ma soprattutto come una grande lezione di vita.

 

Morte di Minotauro

azione spettacolare senza un senso

Un progetto di Andrea Damarco e Matteo Cigna

Con

Michele Berselli, Marta Buffa, Andrea Carlotto, Paolo Carlotto,

Luca Casella, Laura Caserta, Tiziana Centola, Martino Costalunga,

Alessandro Damarco, Marina Fassoni, Cristina Grimaldi, Daniela La Commare,

Giorgio Manella, Stefania Mauro, Andrea Nicotra, Giovanni Papone,

Elisabetta Pasqualin, Lucia Polin, Matteo Salvadori, Margherita Sergi,

Valentina Tron, Sara Venturotti, Francesca Vogliano.

Ideazioni regia e drammaturgia

Andrea Damarco

Direzione Musicale

Matteo Cigna

Architetture melodiche

Luca Casella

Coreografie e movimenti nel buio

Cristiana Celadon

Installazioni sceniche

Gianni Papone

Coordinamento e organizzazione

Andrea Carlotto

 

 

 

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