“Morte di Minotauro”
(quando il teatro
diventa sinestesia)
Forse non unico nel suo genere, ma sicuramente
originale e inconsueto lo spettacolo Morte di
Minotauro, portato in scena di recente, ad
Aosta, dalle associazioni “Mamima Swan”, “Replicante
Teatro” e dalla scuola “Suono Gesto Musica Danza”,
in collaborazione con l'Unione Italiana Ciechi
della Valle d'Aosta.
Nato da un’idea di Andrea Damarco e
Matteo Cigna, Morte di Minotauro non è uno
“spectaculum” in senso stretto, ovvero qualcosa da
guardare, ma un evento sui generis e, per certi
versi, “pionieristico”: gli spettatori, opportunamente
bendati, vengono guidati attraverso un percorso che li
fa entrare fisicamente nella vicenda narrata. Comincia
così un viaggio inedito, nuovo, che il regista, Andrea
Damarco, definisce: uno spettacolo che si spalanca
dentro e non fuori lo spettatore.
Non più spettatori dunque, nel senso etimologico
del termine, ma testimoni diretti di un'esperienza che
coinvolge tutti i sensi, tranne la vista. Per seguire la
vicenda si usano infatti l'udito, il tatto e l'olfatto.
La messinscena consiste nella proposta di un insieme di
suoni, odori e sensazioni tattili, capaci di surrogare
il potere dell’occhio ed evocare quindi nel fruitore una
serie di immagini, che derivano non solo dagli stimoli
esterni, ma dalla propria sensibilità personale. Il
visibile può essere scontato, tutto ciò che si
percepisce con gli altri sensi è soggettivo, dipende
cioé da una serie di variabili individuali ed induce,
per altro, ad affinare i sensi a disposizione, in modo
da vicariare quello mancante.
Questo straordinario meccanismo sinestetico, che
costituisce per il non vedente una modalità cognitiva
abituale (l’unica a sua disposizione) rappresenta invece
una grossa novità per il vedente, che (dopo essere stato
bendato) ha la possibilità di accedere a un universo
pressoché sconosciuto, in cui dominano intuizione,
creatività e fantasia.
Grazie a un itinerario tracciato ad arte ed alla
predisposizione di elementari, ma geniali, “congegni
teatrali”, lo spettatore può vivere delle suggestioni,
che, a differenza di uno spettacolo tradizionale,
accrescono curiosità, pathos e realismo.
Infatti, nell’oscurità prodotta da una benda in stoffa,
si acuiscono i sensi e si schiudono contenuti del tutto
inediti, che contribuiscono ad una riscoperta di sé e
del mondo circostante.
All’allestimento del complesso apparato
scenografico ha provveduto Gianni Papone; a curare la
coreografia è stata la torinese Cristiana Celadon. Le
musiche, composte da Luca Casella, hanno accompagnato e
sostenuto i vari passaggi della vicenda, tratte appunto
dal mito di Minosse, re di Creta, e dalle gesta di
Teseo, che aiutato da Arianna, riesce a penetrare nel
labirinto e ad annientare il Minotauro.
Luca Casella, giovane ed emergente musicista,
presidente dell’Unione Ciechi della Valle d’Aosta, ha
commentato così la propria esperienza: “Ho rimesso in
gioco tutte le convinzioni che la società ha maturato su
chi vive come me nel buio. [Omissis] Io,
dopo anni di fratture, mi sono sentito realmente
tassello di un mosaico, una persona che vede come chi lo
circonda. Emozioni raccolte nella bisaccia di una sera,
per superare il deserto del non sapere”.
Lo
spettacolo, diretto con equilibrio e maestria dai citati
Damarco e Cigna, e sostenuto dall'Assessorato Regionale
alle Politiche Sociali, è stato l'occasione per
riflettere sulla condizione dei non vedenti, ma anche
sui possibili modi alternativi per percepire, comunicare
ed emozionare, ed in tal senso si configura non solo
come una singolare lezione d'arte, ma soprattutto come
una grande lezione di vita.
Morte di Minotauro
azione spettacolare senza un senso
Un progetto di Andrea Damarco e Matteo Cigna
Con
Michele Berselli, Marta Buffa, Andrea Carlotto, Paolo
Carlotto,
Luca Casella, Laura Caserta, Tiziana Centola, Martino
Costalunga,
Alessandro Damarco, Marina Fassoni, Cristina Grimaldi,
Daniela La Commare,
Giorgio Manella, Stefania Mauro, Andrea Nicotra,
Giovanni Papone,
Elisabetta Pasqualin, Lucia Polin, Matteo Salvadori,
Margherita Sergi,
Valentina Tron, Sara Venturotti, Francesca Vogliano.
Ideazioni regia e drammaturgia
Andrea Damarco
Direzione Musicale
Matteo Cigna
Architetture melodiche
Luca Casella
Coreografie e movimenti nel buio
Cristiana Celadon
Installazioni sceniche
Gianni Papone
Coordinamento e organizzazione
Andrea Carlotto
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