Pazzi
di Pietro
Dattola
Testo
vincitore del premio speciale Miglior Autore
under 30 “Oltreparola”, I edizione (2005)
Personaggi
(in
ordine gerarchico - perché non importa il luogo
o la circostanza, una gerarchia verrà sempre
tirata fuori, anche tra pazzi rinchiusi in un
manicomio)
Il Tiranno
Il Profeta
La Madre
Romeo
L’Inventore
La Sciantosa
Giulietta
L’Inserviente
L’Accumulatrice
Il Bue
Il Criminale
NB: le didascalie
e le indicazioni su luci e regia vogliono solo
dare l'idea dell'atmosfera che l’autore intende
ricreare.
La scena
rappresenta una sala comune di un manicomio –
una sorta di sala ricreativa, dove i pazienti
vengono lasciati interagire tra loro. Di volta
in volta. la scena verrà allestita e mutata alla
bisogna dagli stessi pazzi.
Sempre in
scena, in un cantuccio della scena, sul fondo a
sinistra, un cumulo di roba (cianfrusaglie,
panni, oggetti chiaramente inservibili) coperto
da un telo o lenzuolo: il nascondiglio “segreto”
di
Accumulatrice. È generalmente ignorato da
tutti (in quanto... “segreto”: sindrome
collettiva dello struzzo o assecondamento
generale?) tranne che dalla diretta interessata.
Qualora fosse
necessario, è possibile dividere la commedia in
due atti (suggerisco la divisione 1-10/11-18).
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Gli straordinari sogni del sig. Evandro
di Pietro Dattola
Testo vincitore del Concorso Europeo di Drammaturgia
per Giovani, VII edizione, terza fascia d’età
(23-28 anni) (2007)
NB: le didascalie
non sono vincolanti. Per quanto costituiscano un
piano di regia in sé concluso, loro scopo
precipuo è rendere l’atmosfera immaginata
dall’autore.
Personaggi: 4
maschili - 2 femminili - 1 indeterminato
Sulla scena,
una camera da letto matrimoniale, come può
essere quella di una coppia tra le nozze
d’argento e quelle d’oro, e un ingresso
vivibile. L’ingresso presenta una porta, che dà
sul vialetto di casa, che possiamo immaginare
come una di quelle villette a schiera presenti
in periferia. Dunque la casa (o per lo meno la
parte che ci interessa) è tutta al pianterreno.
Nella parte della camera da letto potrebbe
esserci una finestra con una inferriata per
ostacolare l’accesso ai ladri. Dalla camera da
letto si accede direttamente all’ingresso.
Inoltre dev’essere presente un’altra uscita (che
porti in cucina, dietro le quinte).
L’arredamento deve dare l’idea di una casa in
cui tutti gli acquisti sono stati ponderati e
dove forse si è privilegiata la qualità alla
quantità, magari anche a costo di rinunciare a
qualche comodità per qualche tempo. In camera da
letto, un televisore e un telefono e sicuramente
un comodino o un tavolo (che devono essere ben
visibili al pubblico). C’è anche una poltrona,
dal lato opposto del letto, che troviamo quasi
sfatto per metà: la moglie non vive più in
questa casa (anzi: non vive più) e data l’ora,
il signor Evandro si sta accingendo, solo in
casa, ad andare a letto. Sopra un mobile
appoggiato alla parete di fondo, un quadro della
Madonna. Affianco o sotto, un piccolo e semplice
vaso trasparente, con dentro un’unica rosa, a
mo’ di omaggio alla Madonna. Ogni “notte” ci
sarà una rosa di colore diverso.
Prima notte - la rosa gialla
Luci di sala
accese, sipario già aperto. Nessuno in scena. Un
lato del letto matrimoniale è già scoperto,
evidentemente Sig.
Evandro sta per andare a letto. La
finestra della camera da letto è aperta; in sala
si possono già sentire i rumori che ne
provengono (animali, automobili, passanti). Un
orologio o una sveglia indicano chiaramente
l’orario: sono circa le 23:00. Vaso della rosa
vuoto. Quando sarà l’ora di iniziare lo
spettacolo, squillerà forte il telefono e
continuerà a squillare mentre si farà il buio in
sala, il più rapidamente possibile, finché non
entrerà trafelato
Sig.
Evandro, in vestaglia. Viene dalla cucina
e ha in mano un bicchiere d’acqua con dentro una
pastiglia o una polverina che si sta sciogliendo
(un sonnifero).
Sig. Evandro (di
corsa, potrebbe rovesciare il liquido nel
bicchiere)
Arrivo, arrivo!
Posa il
bicchiere sul comodino o su un tavolino (in
bella vista), vorrebbe berlo, ma il telefono
incalza, ha un attimo di indecisione, alla fine
si decide per il telefono ma proprio mentre sta
per prendere in mano la cornetta il suono cessa
bruscamente: l’altro ha desistito.
Sig. Evandro (tra
sé)
Chi sarà stato? (guarda l’ora) A quest’ora?
(si sforza di pensare, non torna a capo di
nulla)
Sig. Evandro
nota la finestra aperta e si ricorda di
chiuderla. Chiude l’inferriata e poi abbassa la
serranda (di quelle a discesa): ora è certo che
nessuno può penetrare in casa sua. Si dirige
verso il bicchiere col sonnifero. Sta per
prenderlo in mano, quando squilla di nuovo il
telefono.
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Il signor Cugino
di Pietro Dattola
Testo vincitore del Premio Internazionale Flaiano per
la drammaturgia (Coppa del Presidente della Repubblica), XXXII edizione (2005)
Personaggi
Il signor Cugino
Evandro
Hector
Katrin
Lo
Zio
La moglie di Hector
NB: le didascalie e le
indicazioni su luci e regia vogliono solo dare
l'idea dell'atmosfera che l’autore intendeva
ricreare..
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L’attesa
Testo vincitore del premio “Oddone Cappellino”, IX
edizione (2004)
Personaggi
(in ordine di giudizio)
Uomo coi baffi
Marito
Moglie
Uomo
Donna
Evandro
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