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Reno Bromuro

L'ultimo uomo
Nascere
Il Tunnel
 
 
 

dello stesso Autore....Poesie....Racconti....Momenti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’ULTIMO UOMO

DUE TEMPI 

  

PERSONAGGI

Reginaldo:        lo scrittore che viene eliminato dai suoi stessi personaggi
Sincera:            personaggio della fantasia che l'amore umanizza.
Commissario:    persona presa a modello, dallo scrittore,
Doriana:           Moglie del Commissario, personaggio di fantasia
Caterina:          Figlia del Commissario,     "        "     "                         
Gabriele:          Figlio:  del Commissario,     "        "     "    
Gigino:             il bandito,          "        "     "
Giorgio:
           il giovane buono,o staggi o del bandito.
Marzia:            la ragazza impaurita, ostaggio del bandito.
Bambino:         uno spettatore che non è d’accordo con l'autore.
 

L'azione si svolge,ai giorni nostri, in un mondo in cui solo i poeti riescono a vivere!   

 

 

L'ULTIMO UOMO

 

LUCE TENUE. SIAMO NEL SOTTOSCALA DELLA STAZIONE TERMINI A ROMA. REGINALDO, UNO SCRITTORE CHE VIVE COME UN BARBONE, DALLA TASCA DEL CAPPOTTO SDRUCITO TIRA FUORI DEI GIORNALI, LI STENDE PER TERRA COME FOSSERO LENZUOLA E SI SDRAIA SOPRA. POGGIATO SUI GOMITI LEGGE I TITOLI DEGLI ARTICOLI E NELLA SUA FANTASIA DIVENTANO VOCI REALI, CHE LUI SENTE E ASCOLTA ANCHE IL  PUBBLICO.

SI SISTEMA CON LE SPALLE SUI GIORNALI GLI OCCHI AL SOFFITTO, LE MANI INTRECCIATE SOTTO IL CAPO E VEDE LE VOCI CHE DIVENTANO PERSONE CHE AGISCONO E PARLANO PASSANDOGLI DAVANTI TRA OSCURAMENTI E SPLENDORI DI LUCI. I PASSANTI PARLANO OGNUNO PER PROPRIO CONTO, MA CONSECUTIVAMENTE.

 

GIORGIO: Un omicidio non è mai necessario...

MARZIA: A farmi innamorare di te,veramente.

VIVI: Sto rivivendo un episodio della mia fanciullezza.

EUGENIO: Però dai racconti di mio padre...

DORIANA: L'abbiamo visto che sei un duro

CATERINA: Ti voglio troppo bene per poterti mentire

GABRIELE: Al di là d’ogni confronto c'è la propria volontà…

ANNA: La verità è che non posso più fidarmi…

MENTRE SI RIPETONO QUESTE FRASI, IL PALCO VIENE BERSAGLIATO DA LUCI IMPAZZITE E DI VARIO COLORE. STACCO IMPROVVISO DI LUCI E VOCI.

REGINALDO (ILLUMINATO DALLA FIOCA LUCE DEL SOTTOSCALA SCHIACCIATO SOTTO IL PESO DELLA PROPRIA ANGOSCIA. SI GIRA E SI RIGIRA SUI GIORNALI, MENTRE SI RIPERCUOTONO NELLA SUA MENTE I TITOLI DEI GIORNALI GRIDATI DAI PASSANTI.

GIORGIO: Due poliziotti freddati a bruciapelo, sull'autostrada, da due banditi in fuga...

DORIANA: ...Una bomba ad alto potenziale, ha semidistrutto il palazzo.

GIORGIO: ...E’ stato chiesto dieci miliardi di riscatto. I familiari hanno accettato...

DORIANA: La Banca della Cassa di Risparmio...

GIORGIO: ...Furto di circa quaranta miliardi...

DORIANA: ...Trafugati i gioielli. Uno dei banditi è stato arrestato...

GIORGIO: Sono stufo, non ne posso più. Perché vado ancora a lavorare non lo so proprio. Lo stipendio basta dal 27 al 28 del mese, e poi?…

MARZIA: ...Tutto costa troppo caro. Eppure compro solo l'indispensabile,

GIORGIO (MARITO): ... Spendi sempre troppo...

MARZIA (MOGLIE): ...Ma è la vita, che...

SINC: ...Quanto sei bello, micino mio. E quanto ti amo!

GABRIELE: L'amore! E’ la cosa più bella del mondo. Io amo, tu ami...

SINC: ... e gli altri?...

LA COLONNA SONORA RAGGIUNGE L'APICE DEL PAROSSISMO. LE VOCI S’ACCAVALLANO FINO A DIVENTARE INCOMPRENSIBILI. LUCE A CONO LASER  AL CENTRO.

MENTRE REGINALDO SI METTE SEDUTO, LA LUCE LENTAMENTE SI SPEGNE FINO AL BUIO.

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Nascere

 

 

L’azione si svolge in una città qualsiasi, negli anni quaranta, ma i luoghi prescelti nella narrazione, specialmente nel finale, si trovano a Napoli.

 

 

1° Pomeriggio di mezza estate.

 

Una piazzetta antistante una chiesa settecentesca. Bambini che giocano. Vocio e musica si uniscono. Per un attimo si vedono alcuni uccelli sul filo della corrente elettrica nel cielo terso. La “macchina” avanza verso la chiesa, sale i pochi gradini, entra.

 

2° Interno Chiesa

 

Maria di spalle, in ginocchio prega, col volto rivolto in alto, verso un crocefisso ligneo. Alle sue spalle ode dei passi strascicati che avanzano, poi si fermano davanti a lei. Abbassa la testa e vede un grosso ventre che si alza e si abbassa dinanzi ai suoi occhi. Poi la voce del prete, la costringe a guardarlo in volto.

 

Prete

    Vi ho fatto chiamare, voi sapete perché.

Maria (Solleva gli occhi bagnati di lacrime, e lo guarda).

 

3 Sul volto di Maria: si legge il bisogno di un conforto, di una buona parola.

 

4° Il prete,impassibile aspetta una risposta e non vuole aggiungere altro al già detto.

 

5° Maria avverte un brivido e il gelo nell’anima, mentre gli occhi si fissano sul ventre dell’uomo, che lentamente, con ritmo uguale, si solleva e si abbassa nel respiro, quasi sulla testa della donna.

 

Maria (Parlando a fatica)

Quel che so, è poca cosa. Egli è morto, è questo che volete dirmi? Lo so. L’ho accompagnato, a distanza, al camposanto, in un’automobile chiusa.

Prete (Ammonitore)

Ecco, figliuola, una cosa mal fatta. Egli, non so se lo sapete, è morto riconciliato con Dio.

Maria (Si alza in piedi)

Ma non credo che Dio gli avrà fatto colpa della mia presenza alle esequie.

Prete

Chi può dirlo? In ogni modo, egli è spirato senza pensare più a voi. E credo che questa sua perseveranza lo abbia salvato.

Maria

Perché mi dite questo? Volete che disprezzi morto chi ho tanto amato in vita?

Prete

I risentimenti di questo mondo, figlia mia, non hanno la forza di giungere al cielo.

Maria

Così dite? E non credete che Dio gli farà colpa di non aver pensato per l’ultima volta a chi tutto aveva sacrificato per lui?

Prete (Si mette seduto e invita anche Maria a farlo)

Figlia mia, ha pensato a voi, non per la vostra relazione peccaminosa, ma per provvedere alle vostre necessità. Vi ha lasciato un appartamento e una buona somma, che potrà aiutarvi a vivere. Così ha pensato a voi e… credo anche a vostro figlio. Lo avete condotto con voi?

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IL TUNNEL

 

atto unico

di Reno Bromuro e Viviana Buzzòli

 

Personaggi

Lui

Lei

Scena 1°

(Buio assoluto. Si odono dei passi di corsa e respiro affannoso. Passi e respiro hanno un effetto cattedratico: ci troviamo in un tunnel. I passi rallentano e il respiro affannoso aumenta; poi la voce di un uomo, rotta dalla mancanza di ossigeno nei polmoni, sempre correndo) 

Lui
Dio mio! Non gliela faccio più!… Ma quando abbandoneranno l’insegui-mento?… Ma cosa vogliono da me? Non so neanche quando è cominciato e perché?… (I passi di corsa dopo aver raggiunto un crescendo parossistico, decrescono lentamente e si fermano) Dio mio, aiutami! Non ne posso proprio più! Mi scoppia il petto. Mi fermo e sia quel che deve essere. (Silenzio. Una flebile luce illumina solo il volto dell’uomo) Ma quando finisce questo tunnel? Sembrava tanto breve quando l’ho imboccato. Si vedeva la luce dall’altra parte… ora invece è buio pesto. (Pausa. Si mette seduto ansante: respira a fatica) Qualcuno mi ha detto prenda il tunnel… poi quelle persone che mi rincorrevano gridando: prendetelo, prendetelo, è lui! Mi sono messo a correre come un pazzo, pieno di terrore. Che cosa volevano e perché gridavano: prendetelo, prendetelo? (Solo il respiro ansante dell’uomo e il battito del cuore)

Lei (Un faro illumina solo il volto della donna)

            Ce l’avevano con te?

Lui

            Penso di si, ma non so perché… Tu, chi sei?

Lei
C’era il terremoto, correvo e mi rincorrevano… gridando: è lei, è lei prendetela, prendetela! Poi qualcuno mi suggerì il tunnel. Mi disse che era il posto più sicuro. Non ricordo più da quando tempo sto camminando verso l’uscita opposta…

Lui

Allora non c'è speranza! E’ un tunnel senza fine!?

Lei

No, Perché escludi a priori, la salvezza?

Lui

Tu l'hai detto!

Lei

Ho detto che non ricordavo da quando sto camminando, non che è senza fine. Dev'esserci l'altra uscita, poiché ci sei entrato tu.

Lui

          … e se sono entrato dallo stesso ingresso?

Lei

          E’ impossibile. Ho sentito che i tuoi passi mi venivano incontro.

Lui

          I tuoi non li ho sentiti, come mai?

Lei
Fino a un secondo fa ero certa di uscire. Tu mi hai fatto dubitare. Ora dubito, capisci? Perché l'hai fatto?

Lui
C
he cosa?

Lei
Ad inculcarmi il dubbio.

Lui

... Già era in te. Non dire fesserie! Ma chi ti ha suggerito di salvarti nel tunnel?

Lei

        Non lo ricordo. E a te?

Lui

Magari lo sapessi! Ero terrorizzato dal terremoto. Un solo pensiero martellava nella mia mente: andare, andare dal mio amore che, se morte doveva essere, volevo morire con lei. Allora, mentre saltavo da un masso all'altro, ho visto un rivolo d'acqua, avevo la gola secca, per la corsa, mi sono fermato un attimo a bere. E’ stato allora che una voce mi ha suggerito di prendere il tunnel, sarei giunto prima.

Lei

Anch'io ho udito una voce, mentre mi "bagnavo le labbra in un rivolo d'acqua”. Allora ho preso il tunnel, per salvarmi, mi ha detto la voce,

Lui

Allora siamo entrati dalla stessa parte!

Lei

Non è possibile! Però è strano che non si veda la luce in fondo al tunnel…

Lui

...Forse perché siamo in una curva.

Lei

…Oppure è notte. Sto camminando da tanto! Tu da quanto cammini?

Lui

… Non lo ricordo! Non ricordo, eppure vorrei ricordare almeno il tempo.

Lei

… Sembra si sia fermato e mio figlio ha ancora tanto bisogno di me. Forse sta piangendo! Mi sta cercando!

Lui

…A me mi aspetta una donna incantevole, bella, comprensiva, intelligente: tanto cara. Tuo figlio non è solo! La mia donna, invece...

Lei

...Mio figlio è solo. Sono io il papa e la mamma!

Lui

… Perché non è con te?

Lei

...Ero uscita per andare a lavorare. Sapessi com'è difficile trovare un lavoro! Per una ragazza madre, poi?! ...le insidie a cui va incontro, i pregiudizi che deve combattere!

Lui

Ma siamo nel ventunesimo secolo!

Lei

… E questo ti meraviglia?

Lui

Certo, iI mondo si è evoluto. Ma come? Siamo riusciti ad abbattere tabù veramente preoccupanti, che sembravano mura insormontabili, come il sesso, I’omosessualità, l’eterosessualità, l'amore di gruppo! Viviamo in una società che ha accettato tutto questo, compreso il divorzio... Ora mi vieni a dire che, questa stessa società, rifiuta le ragazze madri?

Lei

Che credi,che tè lo dica per avere la tua compassione? Ti sbagli! Mio figlio l'ho voluto con tutte le forze, nessuno lo voleva, forse neanche suo padre. Ho lottato e lotto contro una società ipocrita, non perché mi piace la lotta, anzi sono molto remissiva e…solitaria, ma per mio figlio perché credo in un mondo migliore.

Lui     

Ci sarà?

Lei
Certamente. Vedi? Io non mi curo - anche se ci soffro, ovviamente - se le gentili signore, che abitano nello stesso stabile in cui abito anch'io, appena mi vedono si portano sotto il muro, per paura della contaminazione; e se mio figlio si avvicina ai loro, quasi scappano.

Lui

Ma viviamo nel 2000! Non siamo nel medio Evo!

Lei

Ti dico di più. C'è stato un periodo in cui mio figlio si era attaccato ad un uomo, si volevano tanto bene al punto che lo chiamava papa. A me non dispiaceva, anzi. Veniva spesso a casa, portava mio figlio a spasso con lui, anch’io, qualche volta, uscivo con loro. Le nobili signore dello stabile mi ossequiavano, quasi si prostravano ai miei piedi, e sai perché? Avevo un uomo, anche se non era il mio. Mio figlio aveva un padre, anche se non era il vero. Un giorno, una delle più nobili signore, si portò via quell'uomo meraviglioso... Da allora, io e mio figlio, siamo una persona sola; anche se sono costretta per lavorare, a tenerlo all'asilo fino a pomeriggio inoltrato. Ma la sera! Sai la notte dormiamo poco per recuperare il tempo che stiamo lontani! Così anche noi rubiamo la felicità che ci spetta, alla vita.

Lui

E’ meraviglioso allevare un bambino! Ricordo che avevo un'amica che aspettava un bambino. La gioia che provavo quando questa mi faceva sentire i movimenti del feto, nel ventre. Oh, Dio! Ma perché non ricordo più i nomi? eppure, almeno questo dovrei ricordarlo! Lo devo. L'unica amica vera! Come si chiamava? Pioveva a dirotto, quella sera, come se Dio volesse un secondo diluvio universale.

Scena 2°

Pioggia a catinelle. Il pianto di lei, giunge ovattata dall’interno di un’automobile in sosta: è disperata.  Lui bussa sui vetri e la portiera si apre.

Lui (Bussando sui vetri)

Posso essere utile?

Lei (Aprendo la portiera)

Entra ti bagni tutto.  (Richiude la portiera)

Lui

Hai bisogno di qualcosa?

Lei

Se non sei un puritano... Ho bisogno di te.

Lui

          Di... me?

Lei

            Sì, di te.       

Lui

Sei certa? Proprio di me?...

Lei

Te o un altro! Voglio un uomo! Un uomo con cui parlare e fare l'amore.

Lui

Fare?... L'amore?

Lei

Sì, ho necessità di sentirmi viva.

Lui

E tu pensi che, facendo l’amore? Non è il modo migliore per sentirsi vivi. Dopo potresti sentirti peggio!

Lei

Perché, non sei maschio?

Lui

Lo sono, certo. Ma!... Accolta... Non è facendo l’amore col primo che capita che risolvi il problema.

Lei

Voglio precisare, prima di risponderti. Voglio che sia chiaro tra noi che non sono una puttana.

Lui

Non l'ho neanche pensato. Se soltanto mi avesse sfiorato questo pensiero non mi sarei fermato,

Lei

Allora chiarito questo perché dici e con sicurezza anche, che non  facendo l'amore col primo che capita che risolvo il mio problema? Che ne sai tu?

Lui
Ho una certa esperienza. 0gni volta che mi capita di litigare con mia moglie faccio la pace facendo l’amore e non per questo ho risolto o risolvo i miei problemi.

Lei

Ma tu, la conosci veramente tua moglie?

Lui

Non lo so, non me lo sono mai chiesto. Ogni cosa che ho fatto,

nella vita, l'ho fatto esclusivamente per vederla contenta.

Lei

Sono stata due anni con un uomo e dopo due lunghi anni di dedizione e di amore mi ha scacciata dicendomi che non può assolutamente continuare a vivere con un essere che non capisce: non capisce perché non lo conosce, non l'ha mai conosciuto….

Lui

Sono cose che si dicono, poi ci si pente. Forse ti sta cercando. Dove abiti? Vuoi che ti accompagni?

Lei

Non ne vale la pena. Tu saresti capace di dire alla tua donna, mentre ha tanto bisogno di cullarsi, per un minuto solo, tra le tue braccia "non mi scocciare, non vedi che mi sto facendo la barba”?

Lui

Se l’amassi, no.  Di certo no, non lo direi.

Lei

Eppure lui non solo l'ha detto, ma quando ho insistito mi ha scacciato. Mi ha preso per mano e mi ha accompagnato alla porta, l’ha aperta e mi ha buttato fuori. Ma io lo incendio, quel porco!.

Lui

Ma che dici?

Lei
Non lasciarmi sola! Ho bisogno di vivere, devo vivere! Non mi abbandonare: aspetto un figlio!

Lui

A lui, l’hai detto?

Lei

Volevo. Non me ne ha dato il tempo. Ora penso che abbia capito e sapendo che non avrei mai abortito, mi ha cacciata…

Lui

Senti, io non ho molto da offrirti. Se vuoi la mia casa è tua però devi abituarti al chiasso: a casa mia si grida sempre, anche per chiedere un bicchiere d'acqua…

Lei

Voglio soltanto vivere. (La pioggia torrenziale decresce e sciama). Non piove più.

Lui

Questo è buon segno. Vieni a casa mia?

Lei

No. Vado via. Forse vado in albergo. Ti terrò informato… (Avverte una fitta al ventre) Oh, Dio!

Lui

Che cosa c’è?

Lei

Ho avvertito un colpo (Indica la pancia) qui.

Lui (Che non ha visto il gesto della donna)

Dove?

Lei

Qui. Dammi la mano, mettila sul ventre, non ti mangio mica. Ascolta.

Lui (Con la mano poggiata con delicatezza sulla pancia della donna)

E’ il feto che si muove. Sai, è la prima volta che sento un fenomeno così bello!

Lei

Non hai figli?

Lui

Sì, uno.

Lei

E non hai mai?…

Lui

Mia moglie non me lo  ha mai permesso…

Lei

Che sciocca tua moglie! Sa almeno della fortuna che gli è toccata?

Lui

         Non lo so

Lei (Improvvisamente irritata)

Vai. Vai a casa. Ritorna tutto intero al calduccio del tuo letto!

Lui
Perché sei cattiva, ora?

Lei

Non o vero. Sto dicendo solo la verità. Gli uomini non sapranno mai la fortuna che possiedono se non dopo averla perduta,.,

Lui

Ti riferisci a mia moglie?

Lei

Ciao, vattene. Non piove più. Ti telefono. A proposito dammi il numero… Ed ora ciao. (Apre la portiera dell’automobile lo fa scendere di fretta quasi lo scaccia e avvia il motore partendo a razzo, con uno stridio di gomme sull’asfalto. Dissolvenza in chiusura)

3° Scena

(Dissolvenza in apertura dentro al tunnel dove si odono solo passi che camminano quasi con ritmo uguale, che si avvicinano sempre di più. La luce da tenue si rischiara illuminando i due ancora distanti uno dall’altro).

Lui

Già vedevo il piccolo nato; sentivo nelle mani la sua testina tenera come polpa di pane che cede sotto le dita. Quanto avrei voluto allevare quel bambino! Ma la vita è strana! (I due fari che seguono i personaggi sembrano impazziti, roteano prima lentamente poi sempre più veloci, proprio come un treno che lascia la stazione, accelera e poi si ferma alla stazione di arrivo)

Lei

L'uomo, amico di mio figlio se lo è preso la morte. (Pausa, lampeggio ininterrotto dei fari, poi buio)

Lui

Che ora sarà? (Una luce fioca, lascia intravedere i due appena appena percettibili)

Lei

Non ne ho la più pallida idea.

Lui

Vogliamo incamminarci?

Lei

E per quale direzione?

Lui

Non ricordo neanche da dove sono entrato, in questo tunnel.

Lei

Ormai il terremoto, sarà finito! (Dissolvenza in chiusura subitanea)

4° Scena

In casa Illuminazione a giorno. Lui è in piedi accanto alla finestra, con il gomito appoggiata alla maniglia. La donna è intenta a rammendare. Dal grammofono giunge la musica del primo tempo della sinfonia n° 9 di Beethoven.

Lui
II crepuscolo! Tra poco sarà sera, poi…

Lei

Hai detto qualcosa?

 

Lui

Niente di importante. Stavo… Pensavo ad alta voce.

Lei

Ti sei accorto che, da qualche tempo, non parliamo più? Mi domando, perché continuiamo a stare ancora insieme?

Lui

        Perché ci amiamo, è ovvio.

Lei

Per te, è ovvio? Ma che cosa è ovvio? Vivere come talpe, ciecamente, oppure preferisci come - topi, con la paura di uscire dalla tana perché fuori c'è un gatto in agguato?

Lui
Da qualche tempo mi parli solo per offendermi e lo fai volutamente, per ferirmi. Sai benissimo ciò che sento per te, ma rifiuti di accettarlo e ti difendi accusandomi di chissà quali empietà neppure lontanamente pensate. E ferisci a morte.

Lei
E spegni quel… coso! O ascolti Beethoven. o me.

Lui
Che cosa ti prende, adesso?

Lei
Sono stanca di questa solitudine opprimente, ancora più pesante per la tua presenza assente. E basta con questa musica. (Lui a malincuore si avvicina al grammofono e lo spegne. La musica tace. Silenzio pesante) La tua presenza è ancora più affossante della nostra stessa esistenza.

Lui
Che tu stai buttando via, calpestando finanche la purezza della vita.

Lei
La purezza! Ma la purezza di che? (Pausa fatta di silenzio irreale) Ecco che si chiude come un riccio e non parla più!

Lui
Per dire che? Ti tendo la mano e la mordi, se faccio una carezza, ti allontani inorridita, neanche avessi la lebbra. Risponderti? Ma fammi il piacere! Parli di solitudine opprimente e angosciosa e offendi e accusi? Hai mai pensato, almeno una volta, seriamente alla solitudine per capirla e vincerla? Non fai niente se non per essere sempre più sola. In quest’ultimo periodo, che mi accusi di essermi allontanato da te, di essermene andato chissà dove, ti sei domandata sopra quale ponte mi trovassi alla ricerca di un'immagine riflessa dallo specchio, per un raggio di sole, nell'acqua limpida dell'unico fiume pulito che io conosca: il nostro amore? Disperatamente t'ho cercata, ma tu mi hai paragonato finanche ad un topo, pur sapendo che non lo sono. Hai pensato solo e soprattutto a te stessa ed io non ho avuto la forza di abbattere questo muro per rientrare dentro di te, se qualche volta ci sono mai stato, visto che hai sempre detto che in ognuno di noi vi è un cerchio riservato alla nostra volontà, dove teniamo celate le cose più segrete e dentro il quale permettiamo di entrare soltanto alle persone che riteniamo degne. Sinceramente, mia cara, non so se ho avuto questa fortuna. (pausa) Ti cerco, amore mio, ma quando tu mi scacci ho paura. Paura di poter morire e lasciarti angosciata nel rimorso che forse è stato il tuo comportamento a far spezzare il filo. Allora taccio e mi chiudo come il riccio, come dici tu. (pausa) Vuoi una sigaretta?

Lei
Non posso crederci. Sì, dammela una sigaretta! Per favore, l'accendi? Ma allora? Adesso mi spiego tutto! I tuoi slanci affettuosi colmi di tenerezza, la tua ilarità improvvisa…Sai che li scambiavo per senso di colpa nei miei confronti, perché magari eri stato con un'altra donna?

Lui

Sapevo della tua insoddisfazione, ma non posso niente, amore mio, ho paura anch'io! Tremo al pensiero di finire per strada, ed essere lasciato, magari per una settimana, accanto ad una cabina telefonica prima che si accorgano che si tratti di un morto. Il tuo orrore della solitudine mi sconcerta perché penso a certe donne che si prendono un amante, più per il terrore di essere sole che per bisogno fisico; donne che non sanno divertirsi da sole, che non hanno niente di loro, hanno preso in prestito tutto: fede, ardore, idee, la forza stessa e godono di avere in permanenza, un appoggio morale; e spesso, molto spesso, confondono queste forme di parassite pseudodipendenze con l'orrore della solitudine. E mi sorge ancora un dubbio atroce che per vincere la solitudine tu abbia confuso questo orrore con l'amore. Allora sì, che il coccio di specchio in fondo al fiume non ha più ragione di essere! Nulla ha più ragione di riflettere la mia immagine.

Lei
Allora,avrei speso tanti anni della mia vita, per un’illusione? E se è vero quello che stai dicendo, la mia esistenza è ancora più tragica. Tu sei sul punto di lasciarmi!

Lui

Se dipendesse da me, non ti lascerei mai.

Lei

Ma io ti amo veramente e ho sentito dire che l'amore…

Lui

L'amore? Ma c'è veramente?

Lei

Spiegati meglio. A volte mi tratti come fossi una nemica.

Lui

Una… nemica? Forse…

Lei

Ma che dici? Ti pesa la mia presenza?

Lui

Sei cattiva. Perché mi umili a tal punto?

Lei

Ma dove sei?

Lui

Non sono andato da nessuna parte e devi smetterla di offendere... Sei autolesiva! Mia cara la tua vita è come uno specchio rotto i cui pezzi incollati insieme rifrangono, ognuno di esso, una tua immagine diversa. Un’immagine che avrebbe potuto essere e che non è stata ed ogniqualvolta pensi a queste tue immagini disparate ti accanisci, contro chi ti ama veramente. E' necessario che tu esca, finalmente dal tunnel amore mio, altrimenti...  (Stacco)

 

5° Scena

(Buio nel tunnel. Silenzio e respiro ovattato dei due, alternato dai battiti del cuore. Un filo di luce illumina le loro sagome. Appoggiate al muro come fossero incollate)

Lei

Ma tu, tremi ?

Lui

Appena ho imboccato il tunnel ho sentito dei passi che mi rincorrevano, ma, non ricordo più perché?

Lei

...Anch'io, dopo sentita la voce che mi suggeriva di entrare nel tunnel, per giungere prima da mio figlio, tante persone mi rincorrevano gridando, non ricordo quali parole.

Lui

… Almeno cerchiamo di ricostruire quello che stavamo facendo prima del terremoto. Io ricordo che ero con una donna e non era la mia, di certo, altrimenti non sarei fuggito per correre da lei, dal mio amore.

Lei

Io stavo lavorando pensando, ovviamente, all'ora dell'uscita. All'ora in cui avrei abbracciato e coccolato mio figlio, il mio angelo! Quando il proprietario mi ha afferrata alla vita, ha tentato di baciarmi, mi ha strappato anche i calzoni. Gli ho dato una spinta è caduto e poi, mentre scappavo c'è stato il terremoto. Poi quella voce! L'entrata nel tunnel e le voci delle persone che mi rincorrevano…

Lui

Suggerisco di muoverci. Almeno all'uscita potremo sapere la verità. Non possiamo vivere nel dubbio! Tu stai pensando che forse ti inseguivano perché hai malmenato il tuo principale, io non ricordo che cosa ho fatto a quella donna. Dammi la mano e andiamo, ad un certo punto il tunnel dovrà pur finire, ti pare?

Lei (Corre verso l’uomo, si prendono per mano. Come si toccano il tunnel s’illumina a giorno. Lei per aggiustarsi una ciocca sulla fronte che le copriva gli occhi lascia la mano di lui ed subito buio pesto)

Ma dove sei, non ti vedo?

Lui

…Sono qui. Dammi la mano! (Si riprendono per mano e si leva una musica Gregoriana,mentre una luce solare li illumina) Vedo una luce Là!...

Lei

...Anch'io la vedo!... Ma l'uscita è vicina! ...Perché prima non la vedevamo? Andiamo! Ma dove? (Le mani si staccano ed è subito buio ancora una volta). Dove sei? dammi la mano. Solo se siamo insieme, per mano, la vediamo…

Lui

... E’ vero. Ma che significa?

Lei

Credo di capire. Da soli cammineremo sempre in un tunnel buio e senza uscita. Se invece rimaniamo uniti… (Dissolvenza in chiusura: buio)

6° Scena
(Fuori dal Tunnel. Cade una pioggia a catinelle, ma fatta di musica)

Lei

…Ma piove! Com’è bello purificarsi sotto la pioggia!

Lui

...Balliamo?
Lei

Sotto la pioggia?

Lui

...Sì, mi è sempre piaciuta la pioggia: l’amo! La pioggia è musica, non trovi?

Lei

E che musica! Fra poco abbraccerò mio figlio. Mio figlio! Questa parola è musica eterna. Mio Figlio! (Pausa. Silenzio improvviso)

          Perché ti sei fermato? Che guardi?

Lui
         
Ci sono solo macerie. Macerie e null’altro!

Lei

          E la pioggia? Non dirmi ch’era un’illusione!

Lui

Le pietre sono asciutte, non è mai piovuto. E poi non vedi che non c'è nessuno?

Lei