Gioacchino Belli

Er passa-mano

 

Er Papa, er Visceddio, Nostro Siggnore,
È un Padre eterno com'er Padr'Eterno.
Ciovè nun more, o, ppe ddì mmejjo, more,
Ma mmore solamente in ne l'isterno.
Ché cquanno er corpo suo lassa er governo,
L'anima, ferma in ne l'antico onore,
Nun va nné in paradiso né a l'inferno,
Passa subbito in corpo ar zuccessore.
Accusì ppò vvariasse un po' er cervello,
Lo stòmmico, l'orecchie, er naso, er pelo;
Ma er Papa, in quant'a Ppapa, è ssempre quello.
E ppe cquesto oggni corpo distinato
A cquella indiggnità, ccasca dar celo
Senz'anima, e nun porta antro ch'er fiato.


 

 

 

 

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